Legge elettorale: Renzi fa fuori SEL e salva la Lega

Matteo Renzi fa fuori SEL e salva la Lega

Riassumendo: Renzi ha ridato legittimità democratica a Berlusconi, che invece dovrebbe soggiornare nelle patrie galere. Questo per rispettare milioni di italiani e italiane che le tasse le pagano davvero e ne pagano troppe proprio perché c’è gente che come il nostro amato ex premier ha evaso come se non ci fosse un domani. E, udite udite, per molta gente il domani rischia di non esserci. Per altri e altre, invece, non c’è più.

La proposta di legge nata dal “bacio” tra Renzi e Berlusconi prevede la definitiva distruzione dei piccoli partiti e in buona sostanza della sinistra. Perché il provvedimento includerà una norma salva-Lega, anche se è un piccolo partito, con una sorta di premio di rappresentanza su scala regionale.

Per cui Renzi vuole una legge che escluda SEL e i partiti di sinistra ma che permetta a forze razziste e omofobe di presenziare nelle istituzioni.

In tutto questo SEL – ormai ridotto al rango di partito-farsa – invece di fare il diavolo a quattro, far cadere (o almeno minacciare di farlo) tutte le giunte nelle quali governa con i piddini, si limita a rimanere sospesa nell’incertezza di confluire nel Pd o se regalargli i voti a partire dalle prossime tornate elettorali. Dare i voti a chi, ricordiamolo, vuole portare in parlamento ancora una volta Berlusconi e un partito che lancia banane a Kyenge e finocchi a Zan. Così tanto per ricordare di chi stiamo parlando.

Quindi si profila, a partire dalle prossime elezioni, l’apocalittico scenario per cui o voti Berlusconi, o voti i loro migliori alleati – Renzi in primis – o scegli chi porta voti a Renzi, oppure chi si ribella a tutto questo o non voti affatto, se chi si ribella non ti convince.

Personalmente, al momento so che non voterò una coalizione che abbia al suo interno il Pd. Fosse non altro per senso del pudore.

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Sul fronte omofobo-razzista-antisemita: non abbassiamo la guardia

la stella gialla

la stella gialla

E ci risiamo. Dopo i finocchi al deputato gay Alessandro Zan da parte del leghista Bonanno, dopo le banane lanciate a Kyenge, adesso il fronte omofobo-razzista-antisemita se la prende con gli ebrei, facendo recapitare pacchi con teste di maiale di fronte alla sinagoga di Roma. A ridosso della Giornata della Memoria (questo ricordiamolo, soprattutto a chi dice che non ha più senso “ricordare” certi eventi storici).

Ho scritto questo pensiero, per altro a caldo, quando ho saputo la notizia sul mio profilo Twitter.

Ovviamente il fronte omofobico non ci sta. E si ribella, con tweet del genere:

omofobia

Un omofobo che non si capacita

Con ogni evidenza per questo signore è assurdo che l’omofobia – evidentemente vista come valore positivo – si confonda con atteggiamenti invece considerati negativi, quali appunto il razzismo e l’antisemitismo.

Invitando tutti e tutte a rileggersi la risoluzione europea, che mette tutti questi fatti subculturali sullo stesso piano, credo che l’abbassamento della tensione sulle discriminazioni contro i gay – avviato in Italia, per paradosso, proprio con la legge Scalfarotto – sia concausa della recrudescenza contro le persone di altra etnia e religione.

In altre parole, se colpisci una categoria minoritaria le colpisci tutte. Non è un caso che nei forni i nazisti bruciassero anche i gay e le lesbiche nei campi di sterminio. Per questa ragione è dovere di tutta la società civile mantenere altissima la guardia, su questi fatti. Cominciando magari dal ddl contro l’omo-transfobia discussione in Senato, che a ben vedere per permettere a gente come il signore qui sopra di poter esprimere su Twitter (e altrove) i suoi (pre)giudizi contro la comunità LGBT, abbassa appunto la guardia su fatti come il razzismo e l’antisemitismo.

Gaiaspia? Ecco chi c’è dietro!

Quanto sto per pubblicare stupirà gran parte dell’opinione pubblica, LGBT e non.

Da mesi, il sito Gaiaspia si erge a difensore di una verità a senso unico, che va a colpire il circuito rappresentato dalle rispettive presidenze nazionale e romana di Arcigay e del CCO Mario Mieli di Roma e da quanti, direttamente o indirettamente, ruotano attorno al sodalizio nato tra quelle due associazioni.

Tutti/e i/le militanti di quell’area vengono continuamente derisi, dileggiati, offesi, rappresentati in modo caricaturale, offensivo e mai corrispondente al vero.

La cosa preoccupa non solo perché inquietanti sono le modalità con cui vengono recuperate, costruite e inventate notizie e scoop, ma anche per la sovraesposizione mediatica che ottengono personaggi come Patanè, Praitano, Caloggero, Maccarrone, ecc., ai danni di altri leader di caratura nazionale e locale, quali Mancuso, Lo Giudice, Zan, Grillini, Marrazzo. Alcuni malevoli cominciano a pensare dell’assoluta irrilevanza politica di questi ultimi, oscurati dai fasti wildiani – ricordate il famoso “purché se ne parli”? – dei primi.

Ebbene, credo sia ora di dire basta di fronte a questo scempio dell’informazione e di rendere pubblici nomi, cognomi e immagini di coloro che, dietro il rassicurante anonimato delle loro tastiere, si permettono il lusso di attaccare impunemente chi non la pensa come loro e di trascurare le sorti politiche di ex presidenti di Arcigay e di altri personaggi a loro vicini, condannandoli, di fatto, all’ininfluenza.

Premetto da subito che questo outing mi esporrà a ritorsioni di vario tipo, la mia stessa vita sarà messa a serio rischio, ma chi ben mi conosce sa che non ho paura delle forze oscure – io propendo per il suo lato fucsia, come è ben palese, d’altronde – e ho deciso di sfidarle. E, si badi bene, senza nemmeno chiamare i media a farmi intervistare, telecamere in mano, per il servizio che sto rendendo alla comunità.

E allora, cominciamo con le danze… anzi, con i membri della redazione.

Il direttore responsabile: l’occhio di Sauron (la cui immagine ha ispirato il logo del sito)

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La caporedattrice: Regan de L’esorcista (scelta per la pacatezza dell’eloquio e la ricercatezza lessicale dello stile)

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Responsabile politica interna ed estera: Freddy Krueger

P.S.: si noti il caratteristico guanto dato in dotazione per velocizzare la battitura dei testi sulla tastiera.

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Responsabile cultura: il deserto

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Ed ecco infine un documento inedito: la reazione dell’ex capo di redazione, poi sostituito dall’attuale, nel momento in cui venne a sapere della vittoria di Patanè al precedente congresso di Arcigay.

N.B.: si sconsiglia la visione a un pubblico facilmente impressionabile…

Quando avvocati, professori e bravi politici preferiscono il matrimonio all’unione civile

Ancora tre autorevoli voci a favore dell’estensione del matrimonio per le coppie gay e lesbiche, in opposizione alla proposta di legge popolare presentata nei giorni scorsi da Zan, Concia e Grillini.

Sempre da Rete Lenford, Francesco Bilotta dal suo profilo Facebook scrive:

ma perchè Rosa Parks nel 1955 non si è voluta alzare, rifiutandosi di cedere il posto su un autobus a un bianco? se lo chiedono quell* che pensano che in fondo unioni civili e matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso sono la stessa cosa? chissà… forse pensano che Rosa Parks era un’estremista puntigliosa… in fondo, l’autobus l’avrebbe comunque portata a destinazione!

Bilotta, per altro, rimanda a una riflessione di Carmen Dell’Aversano, docente dell’Università di Pisa:

Gli istituti sociali come il matrimonio non sono oggetti materiali, il cui funzionamento dipende in primo luogo per le loro proprietà fisiche, come i farmaci, che sono o non sono efficaci a seconda del principio attivo, senza differenza tra generici e di marca. La “sostanza” degli istituti sociali si identifica con la maniera in cui sono percepiti, costruiti e utilizzati in una società. Per questo non può logicamente esistere alcun “istituto come il matrimonio ma con un altro nome”. Chi fa finta di non capirlo è un ipocrita o un oppressore che si vergogna di esserlo; purtroppo non abbastanza da smettere…

E ancora, Ivan Scalfarotto, in una sua nota alla Commissione diritti del suo partito:

Ritengo altresì che l’adozione di una regola “uguali ma separati” che introdurrebbe una differenza, sin dalla definizione di principi generalissimi quali quelli del nostro documento, tra il matrimonio per le coppie eterosessuali e un altro istituto per le coppie omosessuali sia inaccettabile sul piano democratico come lo era quello stesso principio, quando vigeva tra bianchi e neri, negli anni della segregazione razziale negli Stati Uniti d’America.
Del resto, è precisamente questo il motivo per cui non ho firmato la recente proposta di legge di iniziativa popolare sulle Unioni Civili, presentata a Milano nei giorni scorsi, che ai miei occhi limita i propri orizzonti in assenza di qualsiasi necessità di venire incontro a posizioni diverse come accadrebbe nel processo legislativo all’interno del Parlamento.

La società civile e la buona politica, laica e libertaria, ha già deciso qual è la strada più giusta.

E io ribadisco: quel progetto di legge non piace a nessuno… il gruppo promotore ci ripensi e cambi il testo, scegliendo per l’unica richiesta che può dare vera dignità a migliaia di coppie gay e lesbiche in Italia.