Legge ammazza-blog: prima vittima Wikipedia!

E dopo Nonciclopedia, a causa della scarsa affezione di Vasco Rossi per la satira, rischia di chiudere Wikipedia, per la scarsa affezione di questo governo nei confronti della democrazia.

Ad ogni modo, anche se il comma ammazza-blog dovesse passare, io continuerò a scrivere. Se mi arrestano, portatemi le arance e il glitter in carcere.

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Vasco Rossi fa chiudere Nonciclopedia: web in rivolta

Le cose sono andate più o meno così: Vasco Rossi ha fatto chiudere Nonciclopedia, l’enciclopedia satirica che faceva il verso alla più nota Wikipedia. La pagina a lui dedicata era stata ritenuta offensiva dal cantante che ha dato mandato al suo legale per chiedere i danni.

I curatori del sito hanno fatto sapere che avevano detto al legale che erano disposti a rimuovere le parti ritenute offensive, ma dall’avvocato di Vasco nessuna risposta in merito. Il resto della querelle lo si può leggere sulla home di Nonciclopedia.

A tutto questo va aggiunto, per quel che mi riguarda:

1. Vasco Rossi ha fatto come qualsiasi potente, tronfio e pieno di sé. Si sa che la satira è feroce, quando è buona, e non fa sconti a nessuno. Chi accetta la satira viene però di fatto umanizzato e quindi gradito alla gente. Basti pensare a D’Alema. Quando la Guzzanti lo imitava era addirittura simpatico. Adesso, invece, risulta amabile come una peritonite.

2. La chiusura del sito e il comunicato che ne consegue hanno il solo effetto di metterlo ancora più in ridicolo, descrivendolo come un uomo inadeguato al tempo presente, che poi è il tempo del web.

3. Vasco Rossi si è ostinato a costruirsi questa figura di sessantenne che vuol fare il giovane ad ogni costo, per poi dimostrare, quando avrebbe dovuto dar prova di una certa duttilità mentale, di essere l’equivalente umano di uno scheletro di dinosauro.

4. Ciò che ha veramente leso la sua immagine è stata quest’azione legale contro un sito molto amato dai giovani. Il web protesta vibrantemente, su Twitter il trend #vascomerda sta esplodendo – è il terzo al mondo, in questo momento – e c’è chi lo ha ribattezzato “mito di cartapesta”.

Credo che avrebbe fatto molto meglio a farsi una risata.

Wikipedia fa dell’omofoba Bindi una paladina dei gay

Tempo fa leggevo la pagina di Wikipedia su Rosy Bindi. Alla voce “Biografia politica” mi sono imbattuto in queste affermazioni:

Il suo nome è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche, ma al contempo anche molti consensi da parte di associazioni laiche come l’UAAR e l’Arcigay.

Va da sé che ci troviamo di fronte a palesi inesattezze. Le maggiori associazioni italiane GLBT considerarono il progetto dei DiCo come una leggina iniqua e per di più offensiva per migliaia di coppie di fatto.

Ho ritenuto opportuno cambiare quella parte della biografia, per altro non suffragata da nessuna fonte, in modo seguente:

Il suo nome è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche e, sempre sul versante dei diritti dei gay, anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano, a causa di un disegno di legge ritenuto estremamente blando e per alcune dichiarazioni ritenute offensive contro le famiglie gay, come quando affermò: «Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E’ meglio che un bambino cresca in Africa.»

Qualsiasi persona di buon senso e intellettualmente onesta si riconoscerebbe maggiormente in questo tipo di affermazione, piuttosto che quella precedente.

Si dà il caso, tuttavia, che qualche solerte piddino ha cancellato le mie precisazioni per tornare al vecchio testo, in cui si descrive la presidente del pd – palesemente omofoba e contraria al riconoscimento reale dei diritti delle persone GLBT – come una paladina dei gay.

Or bene, poiché il precariato mi lascia molto tempo libero, ho deciso che correggerò quel testo ogni qual volta quel solerte piddino (rigorosamente anonimo) continuerà a diffondere menzogne.