Due, tre pensieri sulla crisi di governo

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Ora non so se ve ne siete accorti, ma il sole è sorto anche senza i ministri del PdL al governo. Vorrà dire qualcosa? Buongiorno…

Ancora: secondo me Giorgio Napolitano è una delle vergogne di questo paese. E pazienza se qualcuno si offende.

Dulcis in fundo, adesso il Pd ha due strade: o ritrovare la dignità mai avuta, oppure supplicare Berlusconi per un ripensamento. Ma pare che siano già pronti i ceci. Rigorosamente crudi.

P.S.: ricordiamoci tutti e tutte che Scalfarotto, in nome delle larghe intese, ha sacrificato i diritti delle persone LGBT per tenersi buona questa gente.

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Legge “contro” l’omofobia: le reazioni della società civile

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La foto che vedete sopra è la reazione dei deputati e delle deputate del Movimento 5 Stelle, che si sono baciati e baciate emulando coppie omosessuali, per protesta alla legge “contro” l’omofobia votata oggi in parlamento dal Pd e da Scelta Civica. Un ddl che legittima le affermazioni e i comportamenti omofobi e transfobici se fatti dentro chiese, partiti, associazioni, ospedali, ecc (domani spiegherò perché questo provvedimento è pessimo).

Riporto velocemente alcune dichiarazioni, raccolte su Facebook, Twitter e altri siti, della società civile – compresa larghissima parte della comunità LGBT – alla notizia dell’approvazione della legge.

Ilda Curti, assessora della Giunta Comunale di Torino, Pd: «Se sono un singolo cittadino e dico che ebrei, neri, Rom o omosessuali sono inferiori, contro natura o deicidi la legge Mancino mi punisce. Se sono membro di un’organizzazione religiosa, politica, culturale e le stesse cose le propagando nelle scuole, negli ospedali, nelle piazze posso farlo.»

Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, presidente di Gaynet: «È veramente triste che dopo tante lotte durate decenni si sia arrivati ad un voto che garantisce gli omofobi dando il via libera alla libertà di insulto persino per le organizzazioni di estrema destra.»

Andrea Maccarrone, presidente del circolo Mario Mieli di Roma: «Passato questo incredibile emendamento che legittima omofobia e transfobia. Ora questa legge da debole è diventata pessima. Un pessimo segnale. Peccato! Noi speravamo che potesse essere un primo segnale di cambiamento del nostro Paese e invece è un segnale della potenza dell’intervento vaticana nelle nostre vite e nelle nostre istituzioni.»

Matteo Winkler, giornalista, scrittore e giurista: «Il testo di legge sull’omofobia approvato dalla Camera è uno schifo alla massima potenza. Non uno ma due passi indietro dalla civiltà.»

Vanni Piccolo, militante storico del movimento LGBT: «Un solo commento “vergogna vergogna vergogna”. Sto urlando di rabbia, di dolore, di impotenza. Dopo tanti anni di lotta del movimento, persone e cause completamente estranei alla nostra vita e alla nostra lotta fanno di ognuno di noi un ” niente sociale” senza tutela, su cui gli omofobi, i portatori di odio, i balordi di turno, potranno infierire a piacimento. Saranno tutti contenti. Evviva! Gli autori avranno una medaglia per aver salvato l’equilibrio dei partiti omofobi. Da me una medaglia all’infamia!»

Luca Trentini, militante LGBT: «legge sull’omofobia definitivamente approvata! coi voti di PD e UDC. Una legge orrenda che rende legale l’omofobia! Avvilente!»

Stefano Pieralli, vicepresidente dell’associazione Plus: «oggi 19:40 posso solo dire di essere contento di aver votato M5S, posso dire a testa alta di non aver contribuito a mandare in parlamento questi impresentabili (lgbt compresi), ora vorrei guardare in faccia i miei amici Facebook che mi maltrattavano e continuavano a farsi prendere in giro dal PD.»

Stefano Aresi, ex presidente dell’associazione Milk di Milano: «Dear friends, today Italian Parliament approved this kind of law: “Expressing opinions or doing things against homosexuality in political, sindacal, cultural or religious organizations and in hospitals is not considered a discrimination act.” I think we have to start to have fear.» (trad.: Cari amici, oggi il Parlamento italiano ha approvato questo tipo di legge: “Esprimere pareri o fare le cose contro l’omosessualità in organizzazioni politiche, sindacal, culturale o religiosa e negli ospedali non è considerato un atto di discriminazione.” Penso che dobbiamo cominciare ad avere paura.)

Fulvio Boatta, militante in Arcigay Palermo: «Questo è il comma “salvavescovi” approvato da Scalfarotto che istituzionalizza l’omofobia di stato. Vergogna!» (segue l’immagine).

Pasquale Videtta, blogger: «Io mi tessererò nell’Azione Cattolica solo per poter insultare ogni giorno Scalfarotto e poi avvalermi della sua legge per difendermi.»

Paolo Soglia, utente Facebook: «Avviso a tutti gli omofobi: per continuare a esercitare l’omofobia con la nuova legge dovrete iscrivervi a una apposita associazione omofoba regolarmente registrata all’albo delle libere forme associative. Per ulteriori informazioni rivolgersi a Ivan Scalfarotto.»

Taniuzzacalabra, utente di Twitter: «Quindi se io Tania, dico sei uno stronzo gay, sono omofoba. Se io Tania, dirigente di partito, di gruppo religioso dico la stessa cosa, NO.»

Fossi nell’onorevole Scalfarotto, l’autore di questo capolavoro, comincerei a fare un serissimo, approfondito e impietoso esame di coscienza. A mio giudizio, ed evidentemente non solo mio, il signore in questione ne ha un disperato bisogno.

Buon Stonewall!

Oggi è l’anniversario dei moti di Stonewall. Per chi (ancora) non lo sapesse: era il 1969 e allo Stonewall Inn di New York, ogni sera dei simpatici poliziotti andavano a rastrellare e a picchiare gay, travestite e trans. Fino a quando una di loro, Sylvia Rivera, stanca dei continui soprusi, prese una scarpa tacco dodici (o forse era una bottiglia di rum, chi può saperlo) e cominciò a menare. Di brutto. Si unì tutto il resto della truppa. E fu una vera e propria rivoluzione.

Da quel giorno cominciò un movimento di liberazione che ha portato, oggi nel mondo, ad avere il matrimonio egualitario e i diritti per le coppie di fatto nella quasi totalità dei paesi occidentali e di nuova o recente democrazia. Dopo l’abolizione dello schiavismo, l’emancipazione degli ebrei, la parificazione delle donne, la questione LGBT è il quarto banco di prova del progresso umano nel campo dei diritti civili. L’Italia, come al solito è in ritardo… Ma non è di questo che voglio parlarvi.

Per questa ragione, come chi segue il mio blog sa ormai da tempo, ogni anno celebriamo i pride. Così come succede dagli USA al Brasile, dal Sud Africa alla Nuova Zelanda, dalla Spagna alla Svezia. Come succede nel mondo civile, insomma. Solo qui, nel nostro paese che guarda caso è ancora all’anno zero per la questione dei diritti (e non solo in merito al matrimonio egualitario: pensiamo a fatti quali la legge 40 o l’obiezione di coscienza dei medici antiabortisti che di fatto nullificano l’interruzione di gravidanza, ecc), si fanno polemiche sulla “carnevalata”, come ho già scritto in precedenza.

Ebbene, e repetita iuvant, la differenza tra un pride e un carnevale è macroscopica, almeno per chi ha un cervello che funziona.
Il carnevale traveste: si indossa la maschera per sfuggire all’ordine precostituito, per ingannare il sistema.
Il pride libera: ci si spoglia delle identità fittizie che il sistema impone e ognuno indossa l’io che in quel momento lo rappresenta di più.

Il carnevale è mimesi, il pride è disvelamento.

Per questo non piace alle cosiddette “velate”, ovvero a quei gay repressi che non possono appunto disvelarsi. Perché hanno vergogna di sé. Mentre è più facile stare dietro una maschera. Quella che il sistema eterosessista, patriarcale e maschilista (e possibilmente anche bianco e cattolico) impone per il resto dell’anno. Proprio per rendere le diversità più accettabili. Ma si può essere “accettabili” quando si è invisibili? Posso accogliere nel mio mondo, nella piena dignità di tutti e tutte, ciò che non vedo? Ed esiste qualcuno o qualcosa di cui ignoro l’esistenza?

A conti fatti, chi è che vive in un carnevale, quotidianamente? Chi ha il terrore di togliersi una maschera o chi riesce a farlo, nei modi e nelle forme che ritiene più opportuni? Si è più forti sposando il perbenismo borghese, quello che ci vuole moralmente ineccepibili, rispetto a una maggioranza incapace di avere la stessa solidità etica pretesa? Si ha una maggiore dignità considerandosi, da un punto di vista squisitamente esistenziale, inferiori a paillettes e piume di struzzo?

Vi lascio con questi interrogativi. E vi auguro buon Stonewall. A tutti e a tutte!

Omofobia a Treviglio: spammiamoli di Vergogna!

Proprio in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia, le autorità del comune di Treviglio hanno negato l’adesione alla celebrazione, secondo quanto si può leggere nei siti delle associazioni locali:

Il consigliere di maggioranza Giuseppe Sghirlanzoni (PDL, estremamente inserito nella realtà di CL), supportato con estrema rozzezza verbale dal capogruppo leghista Francesco Giussani, ha esposto motivazioni della propria opposizione al diritto delle persone omosessuali e transessuali di vivere serenamente e pienamente le proprie vite con argomentazioni degne dei più retrivi e capziosi omofobi, urlando oltretutto a gran voce il proprio dissenso quando i promotori dell’iniziativa hanno ricordato la recente circolare del Ministero della Pubblica Istruzione in merito alla necessità di educare i giovani nella lotta all’omofobia.

Cosa ne pensate di far loro comprendere il nostro disappunto inviando in massa la mail riportata qui in calce a questi indirizzi?

Come fare? È molto semplice:

1) copiare semplicemente il testo che troverete sotto, firmarlo, e non inserite insulti soprattutto, per evitare che la cosa sia usata contro di noi

2) per quanto riguarda l’oggetto della mail… sbizzarritevi: più sarà fantasioso meno facile sarà eliminarla al volo. Ad esempio io ho scritto: “decreto integrativo IMU in merito a risoluzione comunale 344/98”. Più saranno diversi, più assomiglieranno a fatti di ordinaria amministrazione, più difficile sarà per le segreterie eliminare le mail di protesta

3) fate girare! Più mail arriveranno, più sarà chiaro lo sdegno dell’Italia migliore.

N.B.: il testo da copiare e incollare è il seguente

Il consiglio comunale di Treviglio dice “NO” alla Giornata Internazionale contro l’Omofobia?

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E questi gli indirizzi a cui mandare le mail:

segreteria.sindaco@comune.treviglio.bg.it, affari.generali@comune.treviglio.bg.it, assessore.servizisociali@comune.treviglio.bg.it, edilizia.privata@comune.treviglio.bg.it, ufficio.demografici@comune.treviglio.bg.it, andrea.cologno@comune.treviglio.bg.it, francesco.giussani@comune.treviglio.bg.it, giancarlo.fumagalli@comune.treviglio.bg.it, giulio.ferri@comune.treviglio.bg.it, giuseppe.sghirlanzoni@comune.treviglio.bg.it, oreste.risi@comune.treviglio.bg.it, maurizio.premoli@comune.treviglio.bg.it, paolo.melli@comune.treviglio.bg.it, leganord.treviglio@libero.it, ced@comune.treviglio.bg.it, elisabetta.parmeggiani@comune.treviglio.bg.it, suap@comune.treviglio.bg.it

Dedicato al berlusconiano medio

Lo hai sempre votato perché ti dava sicurezza.
Perché l’italico costume fatto di malefatte, di clientele, di favoritismi e di corruttele non cambiasse.
Perché il sapore vagamente fascista di una cultura di sottofondo rinvigorisse, giorno dopo giorno.
Perché sei insofferente alle regole.
Perché hai capito che le parole, se cambiano significato, confondono il vero. A cominciare dalla parola “libertà”.
Oppure perché non ti sei mai reso conto di tutto questo.

E adesso che tutto è allo sfacelo, ed è tutto merito tuo, ti chiedo: ma non ti vergogni nemmeno un po’?

Gli sciacalli

Io non ci sto a vivere in un paese in cui, siccome esiste una cosa che si chiama mercato, si da la notizia della morte di una ragazza in diretta, con la madre che guarda impietrita.

Perché quello che tutti noi potremmo definire sempre più come sciacallaggio non viene fatto sul corpo di quella ragazza, ma sulla sua anima.

E a proposito di sciacalli.

Monsignor Fisichella, non so se avete presente. Quello che ha detto che la bestemmia va contestualizzata. E che non dice che, poiché la bestemmia l’ha detta Berlusconi, il Vaticano è disposto a chiudere un occhio. Poi viene fuori che Rosy Bindi lo critica, perché in effetti un vescovo che tollera certe cose, forse, non è proprio in linea col concetto di ortodossia. E monsignore le risponde:

È peggio dire un’insulsa barzelletta condita da un’imprecazione, o presentare una legge contro la famiglia e pro nozze gay?

Adesso, non sarò io a ricordare a un prete di alto bordo che, secondo i dettami della sua religione, il rispetto verso Dio viene molto prima rispetto alle preoccupazioni dei poveri umani: non so se Fisichella ha mai letto di un certo Isacco, a tal proposito.

Di certo, mi sentirei di rassicurare l’alto prelato dal basso della sua ignoranza, ricordandogli che la Bindi non ha scritto una legge sul matrimonio gay, ma una leggina che sanciva la discriminazione per le coppie gay e lesbiche spacciandola, secondo quello che è lo stile del partito a cui appartiene, per il meglio che si possa chiedere e ottenere.

Per cui la domanda da farsi è un’altra e cioè se è più grave passare per ipocrita o per una sottospecie di canide che si avventa sul cadavere di una legge per tutelare l’amore e gli affetti di migliaia di coppie di fatto in Italia che non è mai arrivata. Con tutto il rispetto, sia chiaro.