L’elemosina di Renzi a venti centesimi l’ora

Matteo Renzi

Se voi chiedeste condizioni di vita migliori – ovvero, trovare un lavoro e possibilmente mantenerlo, poter svolgere la professione che più vi fa sentire realizzati, avere reali possibilità di ascesa sociale, potersi sposare con chi si ama, avere servizi di qualità, ecc – se voi chiedeste tutto questo, dicevo, e vi dessero in cambio una monetina da venti centesimi all’ora, come la prendereste?

E se chi vi lancia quella monetina, ora dopo ora, fa parte di un partito che non fa nulla e mai nulla ha fatto per redistribuire davvero la ricchezza del paese, che sperpera capitali pubblici in aerei militari inutili, che non fa pagare l’IMU alla chiesa, che chiude gli occhi sui miliardi buttati nel gioco d’azzardo, che finge di togliere le tasse per cambiarne solo il nome, che non garantisce a tutti i cittadini e a tutte le cittadine la stessa dignità affettiva e quindi lo stesso diritto alla progettualità di vita comune (con ricadute anche economiche), di fronte a tutto questo come vi sentireste?

Perché non so se è chiaro, ma ai renziani entusiasti dell’aumento degli stipendi da parte del loro leader faccio notare che con 2,76 euro al giorno in più al massimo puoi farci colazione al bar, comprando anche la bottiglietta d’acqua minerale. Non si cambia di una virgola le condizioni di vita dei cittadini e delle cittadine, dei loro effettivi bisogni, della qualità dei servizi. Non ci paghi il mutuo, per intenderci. Forse le bollette e manco per intero.

Ci lamentammo, noi di sinistra, della berlusconiana questione dell’abolizione della tassa sulla prima casa come specchietto per le allodole. Poi arrivò Renzi, con le sue slide (per altro pure scritte male). Forse le persone meriterebbero qualcosa in più dell’elemosina del cialtrone di turno.

Annunci