L’Ucraina e gli amici di Putin

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gli scontri a Kiev

Un paio di dati e una riflessione sull’attuale crisi ucraina.

I numeri: oltre cento morti a Kiev, quasi cinquecento i feriti, pub, negozi e magazzini trasformati in obitori e luoghi di primo soccorso. Una ragazza ha scritto un tweet, dopo essere stata colpita alla gola: “Muoio”. La situazione, purtroppo, è destinata a peggiorare.

La riflessione: voi che inorridite per i fatti di Kiev, ricordate che gli stronzi della situazione sono amici di Putin. Sì, quello delle leggi antigay. Tanto per capire di cosa stiamo parlando.

Italia-Spagna: bella gente al Circo Massimo

Si legge su Repubblica che «tra le bandiere italiane che sventolano al Circo Massimo a Roma durante il primo tempo della proiezione della finale Italia-Spagna spuntano anche una bandiera con una svastica accompagnata da saluti romani e una con il volto di Mussolini».

Si ringraziano, nell’ordine:

1. gli imbecilli, purtroppo sempre troppo numerosi (e a Circo Massimo ce ne erano alcuni di troppo);

2. la polizia che, nonostante la leggi vieti questo tipo di manifestazioni di pensiero, non è riuscita a impedire che si manifestasse questa vergogna all’Italia davanti al mondo intero (anche se va detto che il responsabile è stato, in seguito, arrestato, come si può leggere su Roma Today);

3. i tifosi che, troppo occupati a vedere la partita, non hanno pensato di far abbassare quei vessilli ignobili.

Tutta questa storia dimostra, per altro e in modo egregio, quanto le coscienze possano essere drogate e annichilite di fronte a un pallone. A tal punto da non (voler) vedere eccidi di animali, l’omofobia dei nostri paladini e, last but not least, le forme di fascismo strisciante che, a quanto pare, trovano fertile humus in contesti come questo.

Ayatollah calcistici

I miei post sull’Ucraina, la strage dei cani e gli europei di calcio – per altro tardivi, ma mi sono documentato solo di recente – stanno scatenando vibranti proteste e polemiche sia da amici sia da sconosciuti. Tutti, però, concordano su una cosa: non è permesso protestare sul campionato europeo, a prescindere dalla ragione del dissenso. Il calcio è lì, nell’empireo delle nostre coscienze, col suo infinito amore che circonda ogni cosa. Chi nega questo è un eretico, empio bestemmiatore moderno.

La cosa non mi stupisce, nemmeno un po’. Vogliamo capire il rapporto tra italiani e calcio? Ricordiamoci chi ci ha governato per vent’anni e come ha chiamato il suo partito.

Un popolo che trova le ragioni della propria unità – la quale non ha presupposti culturali forti – solo di fronte all’effetto dei ricchi compensi di un Cassano, per altro omofobo, o di un Buffon, di cui si echeggiavano, in passato, simpatie nazifasciste, è un popolo che non può ammettere deroghe di fronte a questa nuova, vera, unica e sentitissima religione. Men che mai di fronte alla ragione, anche quando questa grida

Le strategie retoriche sono sempre le stesse: il benaltrismo – ci sono urgenze superiori a cui mettere mano prima di pensare ai diritti degli animali – o la pretesa di una moralità maggiore rispetto a chi agita la questione: «ma tu mangi carne, ma tu compri le uova, ma tu…»

A questa gente potrei dire di mangiare il pallone con cui si gioca nei campi di Kiev, giusto per far capire l’intrinseca idiozia di certe affermazioni. Fino a prova contraria l’uso della carne serve per vivere, le gesta di una nazionale qualsiasi non sono fondamentali per i fini ultimi della felicità.

Mi si dice, ancora: cosa cambia a non guardare o a boicottare gli europei? Ormai i cani sono morti… E io rispondo: cambia che se gli stadi fossero stati vuoti e l’auditel azzerato qualcuno avrebbe fatto un paio di considerazioni in merito. Ma al solito il problema è chi leva una voce critica. Secondo questa logica, poi, che cambia se continuiamo a bruciare l’Amazzonia e a inquinare col petrolio il mare? Tanto ormai il danno è fatto.

Per altro non si capisce perché noi “obiettori” calcistici non possiamo avere il diritto di protestare nei modi e nelle forme che riteniamo più consone. Al solito, l’arroganza del tifoso che non ammette, da perfetto integralista, che il dio calcio possa essere messo in discussione.

Concludo citando Gandhi: il grado di civiltà di un popolo si vede da come esso tratta gli animali. Li uccidiamo per sopravvivere ed è già troppo. Stiamo distruggendo intere specie in nome di un benessere che sta facendo collassare il pianeta. Mi chiedo: in questo delirio collettivo era proprio necessario gridare “forza Italia” sopra il sangue di quelle povere bestie? Evidentemente, per molti, sì. Per me, e scusate tanto se lo scrivo, è improponibile.

Chi tifa per gli Europei legittima chi uccide i cani

Il solo fatto di tifare una qualsiasi delle squadre di questi europei vi rende insensibili (e per certi versi uguali) di fronte a chi ha fatto questo

ATTENZIONE: di seguito potrete vedere un video su cosa sta accadendo in questo momento in Ucraina. È decisamente brutale, si sconsiglia la visione a persone facilmente impressionabili.

Arrivati a questo punto, ribadisco un concetto altre volte espresso: certi tifosi e gli italiani in generale hanno proprio bisogno di abbandonarsi ai loro istinti più discutibili legati a uno sport malato e, adesso, anche sanguinario pur di sentirsi un popolo?

Quando si tiferà per il fatto che tutto il mondo ci invidia il Colosseo e fotografa la Gioconda al Louvre? Quando gioiremo in coro per il fatto che l’Inferno di Dante è uno dei libri più letti in tutto il mondo?
Quante volte, voi tifosi, vi siete sentiti fieri di questo tipo di italianità?

Mi chiedo, ancora: che razza di persona è chi ha determinato questo eccidio? Come si può parlare di rispetto della vita umana se non si è nemmeno in grado di preservare e rispettare forme di vita che noi consideriamo “inferiori”? Non si è in grado di fare grandi cose se prima non si è capaci di pensare e agire fatti minori – tenendo ben presente, per quel che mi riguarda, che reputo gli animali superiori agli uomini stessi, per certi versi.

In Ucraina hanno fatto una cosa molto simile all’olocausto: sterminio programmato in nome di una presunta razza superiore (l’uomo). Non c’è molto altro da dire. Tutto il resto è orrore.