LSD contro il berlusconismo morente

Il crollo di Pompei e le dichiarazioni di Bondi sul fatto, «è colpa mia se piove?», la dicono tutta sul rapporto che lega cultura e l’attuale classe dirigente del nostro paese. Qualcuno, in altri tempi, avrebbe detto che al solo sentire la parola “cultura” avrebbe impugnato immediatamente la sua pistola. Affermazione inaccettabile, va da sé, ma almeno sincera. Qui se la prendono con le previsioni del tempo. Un tempo le tirannidi erano tragiche. Oggi sembrano la brutta copia di un circo con qualche belva che non spaventa nessuno e molti buffoni.

E siccome il ridicolo, come le cattive notizie, non arriva mai da solo, mentre Pompei diveniva la metafora implacabile di quello che è il berlusconismo, Zaia, ministro leghista, afferma: «i soldi prima al Veneto, poi a Pompei».

La Lega, in altre parole, riscopre le gioie dello statalismo purché condite da tutto ciò che va contro l’articolo 3 della nostra Costituzione. Se avessimo istituzioni serie, oltre al fatto che certa gente non sarebbe al governo, certi partiti verrebbero chiusi con la forza. Con tutti i loro militanti dentro, magari.

Anche perché non si è capito che cultura, diritti e diritto alla sopravvivenza non viaggiano su binari separati. Sono il tutt’uno della civiltà. Appunto, civiltà. Noi siamo governati da un uomo apparentemente incapace di tenere a freno le sue pulsioni sessuali e un branco di primati che sanno solo nutrirsi di odio, violenza e razzismo: forse è normale che certi termini vengano dimenticati.

Ad ogni modo, il governo forse cade. O forse è già caduto. E siccome io una buona parola ce l’ho per tutti, non capisco cosa avranno da gioire quelli del partito democratico. Sono al 24% – contro un 40% buono del loro principale avversario – credibili come lo sarei io che faccio la corte ad Angelina Jolie e con manco mezza idea su cosa fare e soprattutto quando.

Ma siccome non porto rancore per nessuno, se mai qualcuno di loro dovesse fermarsi su queste pagine e trarne spunto, io suggerirei quanto segue: fare un governo di transizione della durata di sei mesi, massimo un anno con IdV, FLI e UdC, per la nuova legge elettorale. Nel frattempo dare un’identità al partito, possibilmente di sinistra. Allearsi solo con SEL, IdV e Radicali, ed escludere ogni alleanza con cattolici e mafie varie. Creare un programma di governo che sia agile, ma completo. Non ricandidare certa gentaglia poi sarebbe il massimo, ma capisco che nel piddì si hanno grossi limiti in questo…

E, dulcis in fundo, alle tre i di berlusconi, occorrerebbe sostituire la sigla LSD: lavoro-scuola-diritti. Anche se sa di droga sintetica. Di sicuro darebbe più certezze e meno allucinazioni dell’attuale, presunta, classe dirigente.