Governo Renzi e diritti LGBT? Meglio un fantasy

Matteo Renzi, nuovo premier italiano

Finalmente è nato il governo Renzi. Otto uomini e otto donne e già i renziani doc si spellano le mani per questo mirabile esempio di equilibrio di genere nella composizione dell’esecutivo. Ma mi (e vi) domando: otto uomini tutti in dicasteri con portafoglio, le donne in cinque e le altre tre in poltrone giocattolo vi sembra vera uguaglianza?

Abolito il ministero per le Pari Opportunità, che non serve a niente e siamo d’accordo, ma ricordiamoci che un punto qualificante della nascita dei nuovi equilibri di palazzo è il niet del Nuovo Centro-Destra verso qualsiasi tentativo di apertura sui diritti civili. Insomma, se il ministero è simbolico, la sua soppressione è un atto politico concreto.

E per quanto riguarda i diritti delle persone LGBT? La composizione della squadra del sindaco di Firenze si distingue per affermazioni omofobe e discriminatorie. Ma diamo la parola ai diretti interessati:

«Il matrimonio nel nostro ordinamento è un’unione tra sessi diversi.» Graziano Del Rio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (ma a quanto si dice, pare che l’abbia proferito a sua insaputa).

«Noi siamo molto chiari: sui matrimoni gay e adozioni gay siamo pronti a uscire dal governo. L’Italia non diventerà né una grande sala parto per immigrati né un grande locale Arcigay» Angelino Alfano, ministro della Giustizia (quello che ha fatto deportare Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, insieme alla figlia. Perché lui alla famiglia ci tiene).

Marianna Madia, neoministra renziana

«Se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita.» Marianna Madia, ministra della Pubblica Amministrazione (ma due gay o due lesbiche che decidono di sposarsi scelgono la morte?)

«Mi stupisce che si cerchi di far passare i matrimoni tra omosessuali per parità di diritti. È il segno estremo della grande confusione figlia del relativismo culturale.» Beatrice Lorenzin, ministra della Salute (quella che gestisce la sanità pubblica di tutta Italia con il solo diploma del liceo classico, per capire di chi stiamo parlando).

«La famiglia, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna è uno dei pilastri fondamentali… non si può pensare che ogni desiderio possa diventare un diritto, e in ogni caso sono due sfere diverse, perche’ sovrapporle vuol dire non avere il coraggio di dire che ci sono delle priorità.» Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (poi è pure ciellino, toccante retroscena che ci aiuta a capirne i limiti).

«Le coppie di fatto sono una cosa diversa dalla famiglia.» Dario Franceschini, ministro della Cultura (individuo talmente anonimo che non si riesce nemmeno a fare mezza freddura).

Il padre di Renzi condivide un messaggio antigay

Il padre di Renzi condivide un messaggio antigay

Mettiamoci pure che il neo-premier è figlio di quel Tiziano che di recente, sulla sua bacheca di Facebook, ha ripreso il post di una fake omofoba, condividendone il contenuto.

E ricordiamoci sempre che è opera di un renziano la legge “contro” l’omofobia che di fatto la legittima dentro le scuole, nei partiti, nei palazzi di potere, nelle chiese in nome della libertà di opinione.

Per cui, chi pensa ancora che l’avvento di questo discutibile personaggio possa portare vantaggi reali per le persone LGBT non ha che da fare i conti con la realtà circostante. Se si ha bisogno di credere nelle favole, esistono sempre i fantasy e pubblicazioni di settore più egregie (e piacevoli) delle dichiarazioni di lor signorie.