Care sentinelle, Charlie Hebdo vi tratta come terroristi qualsiasi

B6wfEWeIAAMGWwxTutto è cominciato con una vignetta su Charlie Hebdo, pubblicata perché non mi piace vedere come Lega, fascisti e omofobi vari stiano utilizzando la strage di Parigi per i loro orrendi scopi ideologici e razzisti. La vignetta è dedicata a Marine Le Pen, alla quale il settimanale francese ricorda qual è il suo candidato ideale: una montagna di merda.

Si inserisce nella discussione la solita sentinella – brutta cosa non avere niente da fare il venerdì sera, ma quando si è spose, mamme e sottomesse questa è la fine che fai – che mi accusa di “difendere l’islam”. Adesso io capisco pure che educata e cresciuta a dividere il mondo in buoni e cattivi, pensare di essere dalla parte dei primi e finire più o meno inconsapevolmente nella schiera del “chittesencula” non rientra tra le prime cento cose che nutrono bene la tua autostima e ti porta a ulteriori semplificazioni che non giocano a favore della verità, ma qui nessuno difende l’islam, ammesso che questa frase abbia poi un senso. Perché da laico, non difendo alcuna religione (semmai difendo le persone che devono avere la libertà di credere o meno in ciò che vogliono), e perché – dato che per certa gente islam = terrorismo – non posso stare dalla parte di chi uccide, men che mai per chi uccide chi difende la laicità.

Insomma, la signora in questione apre un flame a cui si agganciano le solite squadracce da social network. Decido di non seguirli nei loro soliti deliri (sono come le piattole: te ne becchi una, si moltiplicano a ripetizione e il fastidio è doppio) e li saluto così:

twitter antisentinelle

questa la loro pacata reazione:

germanobastardi

altre sentinelle

annarosa e altro

credo che ognuno possa farsi un’idea, al riguardo.

Andando a vedere i profili di certa gente, anche per capire in quale contesto culturale nascono certe reazioni, credo che sia abbastanza evidente cosa significhi il fondamentalismo religioso, quello di casa nostra. La dinamica è sempre quella: appoggiarsi all’idea di un dio, uno qualsiasi, per fomentare e giustificare il proprio razzismo, l’omofobia, il dileggio, la violenza (fosse anche solo verbale). Non è un caso, a ben vedere, che i fumettisti di Charlie Hebdo trattassero certi estremismi  allo stesso modo in cui trattano il terrorismo islamico. Non è affatto un caso.

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Gli 11 settembre

11settembre1973

ci sono due 11 settembre

11 settembre 2001: ricordo che ero in giro a Catania. Cercavo casa. Mi chiamò un’amica al telefono, Katia, per avvisarmi: «accendi subito la TV!» Venni poi a sapere, chiamando a casa. Andai subito all’associazione in cui facevo volontariato, per cercare di capire meglio. Perché era tutto troppo confuso, troppe parole, le stesse della paura. Trovai Lucia, un’altra amica, che mi disse: «lo sai che siamo in guerra, vero?»

Avevo ventisette anni, quel giorno. E tutto si è avverato, così come mi è stato detto.

11 settembre 1973: il Cile sprofonda in una dittatura sanguinosa e crudele, grazie al supporto del mondo occidentale. Il presidente Allende, socialista e democraticamente eletto, venne spodestato per gli interessi dell’occidente. Lo stesso che appoggia i golpe militari, ma che poi prova orrore per il terrorismo.

Bombe alla scuola di Brindisi: solo rabbia e dolore

«A quanto pare gli ordigni – sarebbero tre – sono stati collocati su un muretto vicino a una scuola. I ragazzi sarebbero rimasti feriti mentre passavano di lì e stavano entrando per le lezioni.»

«Secondo la Protezione civile una studentessa è morta e altri sette ragazzi sono rimasti feriti – un altro sarebbe in pericolo di vita…»

«Centinaia di studenti sono ammassati dietro alle transenne e altri sono andati in ospedale. La notizia della morte della ragazza è stata confermata anche dal pronto soccorso, dove gli studenti sono scoppiati in lacrime. Tanti anche i genitori che sono arrivati sul posto e cercano i figli.»

«IL NOME DELLA VITTIMA È MELISSA BASSI, 16 ANNI.»

«Stavo aprendo la finestra e la deflagrazione mi è’ arrivata addosso. Ho visto i ragazzi a terra, tutti neri, i libri erano in fiamme. Una scena terrificante. Sono ragazzini, chi è che ha potuto fare una cosa simile?»

«Quello che si vede fuori dall’istituto è impressionante – prosegue il preside – ci sono quaderni zuppi di sangue, brandelli di oggetti. L’esplosione l’hanno sentita in tutta Brindisi, non era certo una azione dimostrativa.»

«È stato fatto per uccidere…»

«La scuola Morvillo Falcone aveva vinto il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità»

«La studentessa, gravemente ferita, Veronica Capodieci, è ancora nella sala operatoria del quinto piano dell’ospedale brindisino. Le sue condizioni sono disperate.»

Fonte: Repubblica

(non riesco a trovare parole. Le cose accadute sono più forti, purtroppo, di ogni cosa che potrebbe essere aggiunta)

Identikit dell’attentatore di Oslo. Praticamente un leghista

Da Repubblica on line:

“Single, cristiano, conservatore e anti-islamico” è questo il profilo che tracciava di se stesso Anders Behring Breivik, il 32enne arrestato dalla polizia norvegese e sospettato del doppio attacco che ieri, sull’isola di Utoya e a Oslo, ha causato 91 morti.

La visione di una società chiusa in se stessa, che vede il nemico nello straniero, di “razza” e religione diversa.
Il riconoscere nell’islam il nemico specifico.
Considerare la rovina per il paese (o una parte di esso) chi auspica e opera politiche di integrazione.

Dettami che richiamano il programma politico della Lega Nord in Italia, a ben vedere.

Ovviamente non voglio affermare (né lo penso) che il militante leghista medio sia capace di stragi simili. La differenza tra Anders Behring Breivik e un “padano” qualsiasi sta esattamente in ciò che distingue la tragedia dalla farsa. Ma a ben vedere, quando entrambe si fanno politica – nella versione dell’estremismo e dell’integralismo, di matrice eversiva o di governo – a farne le spese sono le vite degli altri. In un modo o nell’altro.

I recenti fatti di Oslo, in buona sostanza, dimostrano che una visione di società di uguali basata sul mito della “razza” e della “religio” è un modello già bocciato dalla storia. Il perpetuarsi di tali ideali porta agli eccessi che ci fanno (o dovrebbero farci) inorridire, si chiamino essi attentati o respingimenti.

L’idea di una società basata su valori squisitamente cristiani e di specificità etnica – il modello di partiti quali anche l’UdC, in una certa misura, oltre che la Lega, in Italia – se portata alle estreme conseguenze porta al disastro.

Questa storia ci insegna che l’estremismo, di matrice etnico e/o religiosa, non conduce alla felicità e al rispetto della vita umana, alla sua autodeterminazione, alla sua realizzazione. Ancora una volta la cultura di morte che certo integralismo addita alle società laiche – come quella norvegese – va ascritta, invece, a una visione confessionale della società.

Sulla sua pagina Twitter, lo scorso 17 luglio, Breivik ha postato una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: “Una persona con un credo ha altrettanta forza di 100.000 persone che non hanno interessi”. Se i sospetti della polizia verranno confermati, il “credo” di Breivik ha lasciato dietro di sè, per ora, 91 corpi senza vita.

Non ho altro da aggiungere.

È morto Francesco Cossiga

Dal blog di Anellino, a cui rimando per sapere il simpaticone che era il nostro ex presidente:

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno: infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano.

Francesco Cossiga, 30 ottobre 2008

Per il resto, pace all’anima sua. O anche no.

Io sto con Emergency!

Nella vicenda dei tre volontari di Emergency, dalla quale, attraverso la lettura degli articoli che compaiono sulle varie testate nazionali, emergerebbe l’innocenza degli arrestati – e Gino Strada ha ragione quando dice che i medici «sono stati rapiti nella peggiore tradizione terroristica dalla polizia del governo Karzai» – da questa vicenda, dicevo, emerge un aspetto a dir poco preoccupante.

Se i prigionieri fossero stati mercenari o soldati, quella pletora di capre berlusconiane, travestite da fascisti che fingono di governare l’Italia, si sarebbe sperticata in condanne contro l’ennesimo atto terroristico ai danni della “civiltà” occidentale, portatrice di bene, civiltà e progresso.

Adesso che un “occidente” solidale e solidaristico viene attaccato dal fuoco amico di Karzai, col bene placito della Nato, il nostro ministro degli esteri – quello che ha scambiato il sito del ministero per un’appendice istituzionale di Facebook, per intenderci – invece di far bene il suo lavoro, non trova di meglio che polemizzare con Gino Strada e con la sua organizzazione, accusandoli di voler fare troppa politica.

Ricordo a tutte e a tutti che Emergency nel momento in cui ha «ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso» ha fatto una scelta politica. La scelta di curare le vittime di certi governi occidentali e delle loro scelte scellerate, guerrafondaie e omicide.

Per chi volesse sostenere Emergency e i tre nostri connazionali rapiti, può firmare l’appello sul sito.

Che quasi quasi uno tifa per l’asteroide…

Ti svegli una mattina, apri il giornale e leggi la notizia che nel 2036 un gigantesco asteroide, simpaticamente ribattezzato Apophif, come il dio egizio della distruzione,  calerà sul pianeta disseminando catastrofi, morti violente, un probabile intero ciclo di Verissimo sull’argomento e lo scioglimento delle calotte polari… Cioè, il 2010 deve ancora cominciare e già si parte con la sfiga galattica?

Ma questa, se vogliamo, è natura. Dico, dopo tutto quello che noi le facciamo, tra inquinamento, petroliere che colano a picco, rifiuti radioattivi in mezzo al mare e le dichiarazioni a mentula canis di Brunetta, forse forse non dico uno sterminio da Armageddon, ma almeno una grandina di pietruzze spaziali ce la meritiamo.

Ma come disse lo zio di Johnny Stecchino, dove l’uomo può e non fa, e questa è una vergona ppe tutta Paleimmo (dove con Palermo si intenda graziosa metonimia per l’Italia tutta), è quel gigantesco risiko che i nostri potenti si ostinano a spacciare per politica.

Perché.

A Reggio Calabria trovi una bomba davanti al tribunale, e con l’aria che tira non credo si tratti di una performance dei giovani del PDL per far pressione sul lodo Alfano (o anche si?).
Per i cieli americani trovi terroristi un po’ incapaci che sul blog vanno a scrivere che si sentono soli, si iscrivono ad Al Qaeda e si nascondono l’esplosivo nelle mutande (per la serie: sono pronto a tutto per dimostrare che ho le palle?).
Il premier inglese, quello incapace, è d’accordo con Obama nel fare missioni in Somalia e nello Yemen (perché si sentiva l’esigenza di portare un po’ di pace come in Iraq e in Afghanistan).

Che a leggerla così pensi che sto 2010 è cominciato talmente bene che quasi quasi porta sfiga a valanghe, magari come quella di fango che ha sepolto in Brasile un hotel di lusso, trascinandosi dietro un centinaio di persone. Invece no. Stelle cadenti a parte, l’anno nuovo è solo un fenomeno da calendario. Serve a mettersi le mutande rosse, a sentirsi rinnovati spiritualmente e migliori e, di conseguenza, a dare di matto per i saldi. Ciò che non cambia, purtroppo, è l’uomo. Con la sua incommensurabile capacità di essere visceralmente stronzo.

P.S.: in tutto questo una buona notizia. De Magistris ha scritto sul suo blog come superare la questione dell’immunità del premier. Metterlo in un aereo assieme ad Apicella e a una squinzietta e mandarlo via dall’Italia. Che non so voi, ma a me sembra un’idea geniale.