Il consorzio, le medie e la “sua” donna

13617456_635085589992228_1985219275_n.jpg

Gentile consorzio, sono laureato, ho un master e ho fatto un dottorato di ricerca. Sono stato precario per anni e mi sono sudato la mia posizione. Alla fine faccio quello per cui ho studiato, che è pure un lavoro figo, ho due mesi di ferie l’anno, il tempo indeterminato, la stima di colleghi/e e famiglie oltre al rapporto bellissimo con le mie classi. Per cui ringrazio, rifiuto l’offerta e tiro lo sciacquone.

P.S.: non vivo ancora col “mio” uomo, ma magari prima o poi arriva pure quello.

P.P.S.: la donna non è “sua”, comunque. Cavernicoli!

When will I be famous?

Trionfo di Tito e Vespasiano, di Giulio Romano, museo del Louvre

«Quindi a sedici anni potrò smettere di studiare?»
«Ne dubito…»
«Che vuol dire?»
«C’è il diploma, e poi l’università.»
«Ma che noia!»
«Ma voi sapete che tra i banchi, l’università e il lavoro io è da trent’anni che studio?»
«Prof, lei in pratica non ha una vita!»

(e qui scatta il momento di disprezzo cosmico)

«Chi te lo dice che io non abbia una vita? Pensi che non ho amici? Che non ho il mio privato, i miei affetti?»
«Sì, ma tanto lei non sarà mai famoso!»

(a questo punto ho accuratamente evitato di dire alla mia studentessa che detto da lei, che ha il nome di un personaggio secondario da soap opera…)