Il movimento LGBT che piace a me

Il mio post Il modo migliore ha scatenato le reazioni di alcuni individui che, evidentemente, si sono sentiti toccati da una mia domanda che qui ripropongo: dov’erano moralisti e censori (critici con il movimento LGBT), quando bisognava costruire il mondo così come loro lo volevano?

Ovviamente io non dico che il movimento non vada criticato, semmai di farlo con cognizione di causa. Magari dopo essersi “sporcati le mani”, dopo aver cercato in un modo o nell’altro di aver cambiato le cose e di aver cercato di rendere migliore la vita degli altri.

Anch’io critico l’azione di sindacati e partiti sui risultati, ma non ho posto in discussione la loro stessa esistenza. Cosa che molti detrattori fanno con l’associazionismo LGBT. Siccome non si sentono rappresentati, il movimento rainbow non dovrebbe neppure esistere. Atteggiamento un attimo miope, converrete…

Rispondo con questo articolo a un certo Meursault, che scrive in un commento:

…per impegno associazionistico leggasi: mettere su dei brutti carri di cartapesta unti palestrati che si agitano al ritmo di “ballo ballo” della Carrà (signori e signore: la cultura gay!), e riempire la settimana ‘culturale’, collaterale al Pride, di conferenze sulla forza innovatrice di Carmen Russo nella mai defunta Fininvest. Mirabilissimo anche l’impegno dell’Arcigay nell’includere nel tesseramento locali di cruising e saune dove fare prevenzione è un’utopia, mentre si riesce con un certo successo a collezionare malattie veneree in ordine squisitamente alfabetico. Mirabolante il Mieli poi che fa delle darkroom del muccassassina la punta di diamante del proprio autofinanziamento. Taccio per carità sulle fantasmagoriche imprese del DiGay Project. Se questo è quello che fanno sul campo i cosiddetti attivisti gay, meglio farebbero a starsene a casa. Limiterebbero i danni, almeno.

Vedo che pur essendo molto critico col movimento (che è una realtà politica) Meursault è molto informato circa il milieu commerciale (che fa da sponda a quello politico, finanziandolo). Non so che tipo di esperienza abbia costui con le realtà gay italiane e sicuramente non è biasimabile l’idea di fare del circuito politico uno strumento di liberazione e non un pretesto per interessi altri. Ma lui descrive il movimento solo come comitato d’affari e così non è. Invito lui (e tutti/e voi) a leggere le seguenti attività delle associazioni con le quali io collaboro:

1. CCO Mario Mieli

Roma, 13 novembre, ultimo incontro di formazione sulle malattie sessualmente trasmissibili –http://www.mariomieli.net/fatti-furbo-batti-il-virus-3.html
Roma, 17 novembre, Flash Mob per il Transgender Day of Remembrance 2013 – http://www.mariomieli.net/flash-mob-per-il-transgender-day-of-remembrance-2013.html
Roma, 17 novembre, Welcome per i/le nuovi/e arrivati/e (dove si parla di orientamento e identità di genere) –http://www.mariomieli.net/la-f-e-la-m-non-sono-le-uniche-lettere-ce-ne-sono-altre.html
Roma, novembre 2013, Adesione alla campagna NoiNo.org (contro il femminicidio) –http://www.mariomieli.net/adesione-alla-campagna-noino-org.html

sempre al Mieli, poi, ogni mercoledì c’è la riunione del gruppo giovani, e personalmente sto curando alcune presentazioni di libri, con autori e autrici di fama nazionale.

2. Arcigay Catania

Catania, 12 novembre, cineforum, I ragazzi stanno bene – http://www.mariomieli.net/la-f-e-la-m-non-sono-le-uniche-lettere-ce-ne-sono-altre.html
Catania, 13 novembre, laboratorio di formazione politica, Gaye conversazioni – http://www.arcigaycatania.com/content/gaie-conversazioni-si-riparte

e sempre Catania è in prima linea contro le malattie sessualmente trasmissibili, tanto da aver preso parte a un progetto di prevenzione di dimensione nazionale e da collaborare con l’associazione Plus, di Bologna.

3. Stonewall GLBT Siracusa

Nell’attesa che aggiornino il sito – http://www.stonewall.it/cosa-facciamo/ – faccio notare che l’associazione già da anni porta avanti un progetto contro il bullismo nelle scuole e che ha già attivato il proprio programma culturale, attraverso il cineforum, la presentazione di libri a tematica LGBT e la creazione di progetti culturali di contrasto all’omofobia.

Concludendo.

Come si può constatare agevolmente – e a queste tre potrei aggiungere le realtà di Siena, Trieste, Avellino, Perugia, Bologna, ecc, dentro e fuori i circuiti nazionali – esiste un movimento politico sano, fuori dai giochi di potere che lavora nel territorio e per il territorio. Poi esiste una comunità che da una parte può scegliere tra queste iniziative (oltre Mucca e le discoteche) o decidere di rinchiudersi in una sauna a non far nulla per il benessere collettivo. Per me è legittimo non essere in prima linea, nessuno deve fare qualcosa che non sente di fare.

Ma qui ci si scaglia contro la stessa esistenza di queste realtà, molte delle quali lavorano sulle situazioni di disagio effettivo e, ripeto, nel territorio. Decretare, dall’alto della propria tastiera, che tutto è marcio e che nessuno fa qualcosa di veramente utile – e poi magari chi dice queste cose è il primo a non far nulla e/o a percepirsi come persona non degna di pari dignità perché omosessuale – è un torto grave alle persone che a livello gratuito prestano il loro tempo per rendere migliore la devastata situazione italiana. Situazione devastata a partire proprio dalla comunità LGBT non certo migliore del suo movimento.

Io invece credo nel movimento fatto da quelle persone, dentro e fuori la comunità LGBT, che lavora per il benessere di tutti/e. Anche di quelle persone aprioristicamente critiche con una realtà che non conoscono nemmeno, nella stragrande maggioranza dei casi, e che non legittimano solo perché ha fatto della visibilità un fatto politico qualificante.

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I gay stanno tutti a sinistra… e al Biblios Cafè

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A questa presentazione ci tengo particolarmente.

Perché è nella mia città, quella in cui sono nato e cresciuto.
Perché ci sarà la mia famiglia.
Perché ci saranno gli amici e le amiche di vecchia data (e un grazie sentito va a Carla e Tiziana).
Perché quando ero ragazzo pensavo: «quando farò il mio primo libro, lo presenterò al Biblios Cafè!»
Perché Luisa, la proprietaria, è fantastica.
Perché Stonewall GLBT è casa.
Perché Ortigia è bellissima.
Perché sarò emozionato come non mai.

Ovviamente, se passate da quelle parti, siete invitati/e a fare un salto. E a mangiare qualche pasticcino…

I ricchioni di Casalino

Come non condividerla?

Alla cortese attenzione della redazione della trasmissione Colorado Cafè e del sig. Fabrizio Casalino

Gentile, sig. Casalino,
abbiamo appena assistito alla sua performance appena andata in onda su Italia1 a Colorado. Come associazione GLBT che rappresenta persone Gay lesbiche bisex e Trans esprimiamo tutto il ns disappunto per quanto da lei detto.
Pensiamo che sia assolutamente di cattivo gusto e offensivo usare la parola ricchione (perdipiù nominata una ventina di volte) facendo il verso alle persone omosessuali. Se l’Italia è conosciuta come uno dei paesi più omofobi d’europa è anche grazie all’uso di un linguaggio come il Suo. I ricchioni, come lei li chiama, aspettano le Sue scuse pubbliche! Invitiamo Lei e tutti coloro che con troppa leggerezza usano le parole “frocio” e “ricchione” a riflettere: chissà quanti ragazzi omosessuali hanno sentito il suo monologo e di certo non avranno avuto proprio nulla da ridere anzi…

Tiziana Biondi
Presidente Associazione Stonewall Siracusa

Aggiungo solo: un comico che per far ridere impiega questi mezzucci da italietta proto-berlusconiana, ci rende la dimensione del ritardo culturale e della mediocrità dilagante di questo paese.

Giornata Internazionale del Coming Out

Copio e inoltro direttamente dalla pagina dell’evento su Facebook, creata dagli organizzatori, gli amici di Stonewall GLBT Siracusa, Tiziana Biondi e Andrea Intagliata:

L’11 ottobre si celebra anche in Italia la giornata internazionale del COMING OUT.

Il Coming out rappresenta il momento in cui una persona omosessuale o lesbica decide di cominciare ad essere se stessa sempre e non uno stereotipo, normato dalla sola logica etero-sessista, dichiarandosi alla persone vicine (genitori, fratelli, sorelle e amici) e magari anche nel proprio ambiente lavorativo.

Il decidere di dichiararsi è un momento significativo e di particolare importanza per tutti gli omosessuali e le lesbiche che decidono di farlo, sia per se stessi, sia per le persone che lo “ricevono”, è una scelta, frutto di un percorso di crescita, di accettazione personale che ha anche un’importante valenza “politica”.

E TU? A chi l’hai detto la prima volta? Quando è successo? Com’è stato il tuo coming out?

PER MAGGIORI DETTAGLI SULL’INIZIATIVA LANCIATA DA STONEWALL o PER ADERIRE CLICCA QUI sotto:
http://www.stonewall.it/2012/10/coming-out-day-racconta-la-tua-esperienza/

Io partecipo. E voi?

I gay stanno tutti a sinistra?

Ok, ho scritto un libro e qualcuno di voi lo sapeva già.

Poi i miei amici di Stonewall, la splendida associazione GLBT di Siracusa, che fa cose più che egregie, mi ha fatto questo regalo. E io lo posto qui.

Il libro uscirà nelle prossime settimane, a maggio mi dicono dalla casa editrice. Ma sapete come vanno queste cose… intanto, mettetevi nell’idea di comprare il libro. Perché riflettere su certe cose non fa mai male. E poi, se vi piace il blog, non potrete fare a meno di amare il saggio che si ispira ad esso.

E buona (futura) lettura, dunque!

I GAY STANNO TUTTI A SINISTRA
Omosessualità, politica e società

un libro di Dario Accolla

L’opera affronta la varie fasi della questione omosessuale in Italia negli ultimi quindici anni prendendo in considerazione specifici aspetti politici, sociali e di costume.

Si analizza l’atteggiamento del ceto politico, di destra e di sinistra, con il suo atteggiamento ostile o le sue promesse elettorali tradite; della chiesa, con la sua predicazione e la sua influenza sulle masse; della società con la sua indifferenza, i luoghi comuni e le violenze perpetrate ai danni della gay community.

Si studia il fenomeno dell’omo-transfobia, sia nella sua forma più manifesta e violenta, con le aggressioni, sia nella sua forma più strisciante, con il perpetrarsi e il diffondersi di schemi mentali precostituiti e degli stereotipi diffusi.

Si approfondisce, per altro, il ruolo del linguaggio della politica e dei media attorno alla questione omosessuale.

Il saggio si conclude, infine, con una descrizione dell’universo GLBT – fenomenologie comportamentali, percezione di sé, stereotipi adottati e introiettati, la presenza delle famiglie arcobaleno (genitori gay) – e di alcune proposte per un nuovo approccio alla questione omosessuale da parte degli attori politici e sociali.

Oggi su Gay’s Anatomy: Urso, le unioni gay e la (poca) credibilità della chiesa

L’uguaglianza non dovrebbe partire proprio dal riconoscere in pieno la dignità di chi è considerato “diverso”?

Le mie considerazioni sulle “aperture” del vescovo di Ragusa alle unioni gay. E sul perché la chiesa non ha l’autorità morale per dirsi contraria al riconoscimento dei diritti civili su Gay’s Anatomy.

Leggete e commentatene tutti/e!