Anche SEL ha morso la mela (di Steve Jobs)

Mi stupisce tutto il clamore che leggo e sento intorno a me per l’omaggio che Sinistra Ecologia e Libertà ha voluto fare a Steve Jobs.

A Roma, infatti, possiamo vedere dei manifesti con una mela che ricorda il logo della Apple dentro la quale è stato fuso il simbolo del partito di Vendola. Segueun “Ciao Steve” con la data di nascita e di morte.

Sento parlare di faziosità: ma se non è fazioso un partito, chi dovrebbe esserlo? Un partito cerca di portarti dalla sua parte (da cui il nome), cerca di allargare la base (o fazione).

Per altro, una critica che facciamo sempre alla sinistra è quella di non essere al passo con i tempi. Per una volta, forse anche per smarcarsi dall’aura “vintage” di certa sinistra radicale, un partito progressista italiano ha tentato di svecchiarsi.

Forse goffamente, forse infelicemente. Farei critiche, dunque, sull’aspetto comunicativo più che su quello “etico” dell’intera vicenda.

E mi preoccuperei di più per altre cose, tipo quando sentiamo dire a Vendola che lui un’alleanza con Casini la farebbe pure. Quella sì che sarebbe una sciagura.

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Steve Jobs è morto. Berlusconi no

«Steve Jobs è morto.»

Se la sua azienda non utilizza ulteriori parole, non vedo perché io dovrei esserne più prodigo. Vero è pure che devo a lui e alla mia busta paga il mio MacBook e il mio iPhone.

Pace all’anima sua.

Invece, vorrei farvi notare come sui social network, da Facebook a Twitter, stia impazzando una domanda collettiva su perché lui sì e Berlusconi no.

Siamo davvero un popolo di comunisti.

L’iPad e la filosofia del nerd griffato

Allora, Mr. Jobs, vediamo se ho capito bene.

È più ingombrante e disagevole di uno smarphone, ma puoi farci esattamente le stesse cose (e voglio vederle, le tecno-sfrante, a smadonnare per tale ingombro nell’inseparabile tracolla ultra chic).
È più piccolo di un notebook, ma non ha la webcam, non puoi scriverci la tesi di laurea e servirebbe, al momento, a leggere libri e a sfogliare giornali in tram (abitudine risaputamente impossibile da fare senza un oggetto inutile e costoso).
Poi, siccome è della Apple, averlo dovrebbe renderci più fighi. Il tutto a un prezzo stracciato che varia dai cinquecento agli ottocento dollari (fate voi il cambio con l’euro).

Perciò mi scusi se il suo nuovo giocattolino non mi conquista per niente, ma di tutte le filosofie postmoderne quella del nerdismo griffato mi sembra l’apoteosi dell’idiozia.