Compensazioni

Il rumore della quotidianità. La pioggia. La sensazione di trovarsi al sicuro. La voce delle tue amiche, dall’altra parte della casa. La morbidezza delle coperte, mentre le accarezzi. La luce, che illumina solo una parte della stanza. Il pensiero di tua madre, il suo abbraccio lontano, le sue malinconie. Il vuoto, sparso qua e là, dal di dentro. Le confidenze di chi ti vuol bene. I progetti di quella cena, appena arriva il pacco dalla Sicilia. L’ultima pagina di quel libro, difficile e doloroso, ma che hai voluto finire fino all’ultimo. Gli occhi giganti di un cagnolino innamorato. La nobiltà dei fulmini. Il colore del cielo, nei suoi occhi. E quello della notte, nella sua anima. L’orchidea sulla mensola. Il week end con la tua amica del cuore, lo stesso scontrino, il cappuccino in quel bar di periferia. Il viola, altrove. E il bianco, a casa tua.

A volte ti piovono addosso schegge di bellezza. E un po’ bruciano, tagliuzzano, e da quel sangue capisci che sei vivo.

E per il resto…

Credo che nessuno possa essere davvero felice fino in fondo.
E che ci sono delle isole di infelicità nel nostro animo.
E questo vale anche al contrario. Cioè, non si può essere sempre infelici.
Per compensare ritrovi sempre, nel tuo vagare, oasi di gioia.

Somebody that I used to know

 

A volte.

L’estate si trasforma nello spazio vuoto, dove gli altri si spartiscono ogni altrove.
Le scelte, invece, nel tempo dell’esilio. Nella periferia delle cose.

E da un po’ di tempo a questa parte ritorna la stessa pioggia che cade sempre nello stesso punto.

Top ten

Non molto lontano da qui (C. Consoli), quando pensi di aver bisogno di non abituarti al dolore.

My skin (N. Merchant), con tutto quello di cui c’è bisogno, dal buio alla dolcezza.

Il solito sesso (M. Gazzè), che a ben vedere chiunque vorrebbe ricevere in dono la fiamma del vulcano, fuggire dall’abisso profondo e avere tutte le piogge in mano.

America (G. Nannini), perché si sa, la masturbazione è far sesso con qualcuno che stimi davvero.

Caffè nero bollente, (F. Mannoia), perché anch’io ammazzo il tempo così e un giorno me ne andrò via da qui, da questa casa galera che mi fa prigioniera.

Zeta reticoli (Meganoidi), sai quando ti viene quella voglia di rivalsa…

Kick ass (Mika), per un po’ di energia, che non guasta mai.

Time after time (C. Lauper, ma nella versione di E. Cassidy), perché è esattamente come le promesse che ci hanno regalato. Può passare il tempo, rimangono comunque nello stesso posto.

La canzone dell’amore perduto (F. Battiato), perché è successo a tutti di perdere qualcosa che dava un senso a questo vagare del nostro pianeta per l’universo.

Where does the good go (Tegan and Sara), perché certe giornate sono proprio come il ritornello: comincia piano e poi va alla grande.