Verba volant, scripta queer!

Il prossimo week end, dal 10 al 12 maggio, si svolgerà la seconda edizione della rassegna letteraria organizzata dal Movimento Pansessuale Arcigay Siena, intitolata “Verba volant, scripta queer!”.

Verranno presentati sette autori (tra cui io) e si parlerà di fumetti, narrativa, saggistica e altro ancora in chiave LGBT.

L’evento si svolgerà in occasione della Settimana contro l’omofobia.

Per chi fosse interessato/a, non ha che da venire e partecipare. E poi l’ingresso è libero!

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In fondo l’Italia è omofoba perché va in chiesa

Due notizie mi hanno accolto al risveglio. Apparentemente del tutto scollegate tra loro, eppure una stessa matrice subculturale le accomuna e le rende le due facce della stessa medaglia.

La prima sembra quasi una barzelletta: un uomo va in banca, per una normale operazione di routine. Il cassiere lo guarda e gli fa: «Lei è finocchio, non la servo». Succede nella civilissima Siena. Di quale banca si tratta ci è impedito saperlo. Il giornale non ne parla.

A questo proposito ricordo che in Italia, di fronte a certi crimini, efferati o minori, la stampa non ha problemi a pubblicare a quattro colonne nomi e cognomi e provenienza geografica di rom, extracomunitari, rumeni e via discorrendo.

La seconda: alla facoltà di Medicina di Palermo gli studenti di Infermieristica sono stati invitati a partecipare alla messa natalizia. Scrive l’UAAR, che denuncia il fatto: «…si consigliava caldamente agli studenti di partecipare, facendo presente che la messa sarebbe stata conteggiata come tirocinio».

Un vero e proprio abuso, ci fa notare ancora l’UAAR, «che discrimina in particolare gli studenti non credenti o di altra religione».

Aggiungo che con la messa e la comunione non guarisci le ferite e non curi i malati. A tal proposito, mi piacerebbe che si proponesse agli alti prelati e ai sacerdoti che impongono questo tipo di dinamiche di curarsi esclusivamente con la preghiera. Sarebbe interessante realizzare che sarebbero i primi a non aver fiducia nelle qualità taumaturgiche del loro dio.

L’Italia, tuttavia, è questa.

È l’Italia che sbatte in prima pagina il rom che (non) ha violentato la ragazzina bugiarda, ma poi protegge il nome di banche dove vengono insultati onesti cittadini.

È l’Italia in cui la chiesa pretende di avere il predominio morale sulle coscienze degli italiani, attraverso il ricatto e l’intimidazione: se non vieni a messa, niente crediti universitari.

Non mi stupirebbe sapere che l’anonimo – per ora – cassiere dell’altrettanto anonima – sempre per il momento – banca senese sia un timorato di Dio. E non mi stupirebbe venire a conoscenza del fatto che a Palermo si sia detto, eventualmente, qualcosa contro i moderni figli di Sodoma. L’omofobia, a ben vedere, ha in santa romana chiesa una delle sue madri più prestigiose. Il resto è cronaca.