Sette

Una sera d'estateAll’inizio di quest’anno avevo scelto sette parole. Le mie compagne di viaggio, per il mio percorso di vita. Un gioco un po’ magico, per attirare il favore del cosmo. Le avevo messe da parte e le guardavo, di tanto in tanto, distrattamente. Le ho riprese in mano, giusto oggi. Guardandole più da vicino, quasi distrattamente. E a distanza del tempo trascorso, dopo aver fatto al giro di boa, posso dire che.

1. Solidità – essere quercia, anche se le radici non sono ancora profonde. Quando un tempo eri edera e ti aggrappavi alle cose. Un po’ dove capitava, lasciandoti condizionare da direzioni casuali

2. Autodeterminazione – scegliere se stessi è difficile. Scegliere secondo ciò che si è e non come là fuori ci si aspetterebbe. Eppure, a volte, succede

3. Pietà – bisognerebbe dimenticare, a volte, di essere fatti di granito. Di essere cuore di diamante. Perché la fragilità degli altri è solo il riflesso della tua, e quando si infrangono sulla tua durezza, le vibrazioni arrivano comunque fino al punto più profondo. Dentro. E, anche quello, fa male

4. Moltitudine – non ho più paura a farmi abbracciare dagli sguardi degli sconosciuti, la cui bontà (è cosa nota) è qualcosa di cui ci si può e ci si deve fidare. Poi ben vengano anche le braccia, quelle vere

5. Pienezza – è un mondo, il mio, popolato da molte assenze. Persone un tempo care sono sparite e la casa è più vuota, adesso. Anche se chi è rimasto fa di tutto per riempirla d’affetto. Eppure c’è un suono che rimbomba un po’ troppo spesso. Ancora

6. Un percorso – Qualcosa dentro si muove ed io, prima o poi, prenderò il volo. Per qualche altrove. È solo all’inizio. Di quella consapevolezza che il viaggio andrà fatto. Chissà dove. E chissà l’attimo

7. Energia – rimpadronirsi del proprio corpo, che ti ha lasciato a piedi (e spesso anche a letto) negli ultimi tempi. Guarirne le macchie, l’anima che ti mostra le sue ferite, giusto perché dentro è invisibile. Guardarsi le mani e pensare: sì, puoi fare grandi cose, ancora. Guardare il sole o rallegrarsi del vento notturno. E trarne ispirazione

(…il resto, va da sé, è in aggiornamento.)

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