“Ragazzi di vita”. Sulla prostituzione maschile

Ok, è un argomento poco “natalizio”. Ma è una cosa importante su cui riflettere un po’. Perché parla di sessualità e di sessuofobia, di libertà e di scelte di vita, di prevenzione, di legalità e di diritti civili.

Con le interviste a Sergio Rovasio, dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Il documentario, pubblicato su Fainotizia, è cura di Susanna D’Aliesio e Maria Tridico. Quest’ultima, mia compagna di blog. Buona visione.

I gay stanno tutti a sinistra – Presentazione al Pride Park

 

La mia presentazione di domenica scorsa al Pride Park del Roma Pride 2012.

E si ringrazia Antonio Eustachio per essere attento testimone dei tempi che sono.

I gay stanno tutti… al Pride Park!

Ci vediamo oggi pomeriggio, alle 18:30 per la presentazione di I gay stanno tutti a sinistra, a piazzetta di Villa Gordiani.

Modera Andrea Maccarrone, del CCO Mario Mieli.

Interverranno:
Ilaria Donatio, scrittrice (Opus Gay, Newton & Compton, 2011)
Sergio Rovasio, dell’Associazione Radicale Certi Diritti
Luca Sappino, Consigliere SEL Municipio II di Roma

Come dite? Come arrivare a piazzetta di Villa Gordiani? Semplicissimo: imboccare via Prenestina in direzione raccordo e, dopo largo Telese, subito dopo il distributore IP, troverete un arco di palloncini rainbow e il banner del Roma Pride 2012. A dopo!

Opus gay: o della chiesa, dell’omosessualità e della mancanza di immaginazione di Dio

L’altro giorno sono andato alla sede per Partito Radicale per la presentazione del libro Opus Gay, di Ilaria Donatio.

Tra gli ospiti, oltre l’autrice, c’era Rosso Malpelo, al secolo Gianni Gennari, titolare dell’omonima rubrica sull’esempio di liberalità e di illuminismo nostrano che è L’Avvenire.

Gennari ha esposto le sue idee sul libro e sull’omosessualità in un lungo e articolato intervento il cui succo è, Bibbia citata alla mano: poiché voi siete fuori dal disegno di Dio, non veniate a chiedere la benedizione dei vescovi.

Al che mi sono sentito in dovere di intervenire, ricordando al signore in questione quanto segue:

1. Citare i versetti della Bibbia usandoli come pallottole contro la vita delle persone è sempre un fatto negativo. Ma se dovessimo giocare a questo gioco, usare i testi sacri per giustificare il presente, allora la Bibbia diverrebbe il testo cardine a favore della pena di morte.

2. Il progetto di Dio non prevede l’affettività tra gay e lesbiche? Forse la questione è malposta. Non mi sono mai posto, infatti, il problema del mio modo di amare dovendoci appiccicare sopra un aggettivo qualsiasi. Quando mi sono innamorato, è successo. Ed è successo semplicemente, senza rincorrere definizioni. Se Dio non ha previsto tutto questo, forse ne consegue che forse è lui in deficit. Ed io dubito che Dio abbia così poca immaginazione.

3. Riguardo ai vescovi, essendoci libertà di pensiero possono continuare a dire e pensare ciò che vogliono. Non gli piacciono i gay? Liberi di continuare questa condotta di pensiero. Il problema, semmai, è che fanno pressioni sullo Stato per non garantire tutele e garanzie ai progetti di vita delle persone omosessuali. E questo è male. Il mio modello di riferimento, laico e di sinistra, ammette che la chiesa eserciti le sue funzioni e il proprio credo. Il modello di Dio, al contrario, non ammetterebbe non solo la mia condizione ma nemmeno la libertà dello Stato di fronte alla chiesa. E questo è, ancora una volta, imbarazzante perché non voglia il cielo che il mio modello di riferimento sia più grande e capace di quello di Dio! Tra me e Lui, a ben vedere, non sono io quello infinito e onnipotente.

Va da sé che, al momento della risposta al contraddittorio, nessuno di questi temi è stato anche solo sfiorato da Gennari. Peccato. Ma sarà sicuramente stata distrazione e non incapacità argomentativa di fronte all’esercizio della logica.

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P.S.: per chi volesse vedere tutti gli interventi, può cliccare su

http://www.radioradicale.it/scheda/317493/opus-gay-la-chiesa-cattolica-e-l-omosessualita

scorrendo troverete un certo Dario Colla, membro di Nuova Proposta. Il che non è vero, e il cognome è pure sbagliato. Ma, rettifica a parte già mandata, il vero problema è che sembro più grasso di quello che in realtà sono. E questo è insopportabile.

Domani sposi (e spose)

Riporto il Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti. A seguire dichiarazioni dei Professori Vittorio Angiolini, Marilisa D’Amico e dell’Avvocato Massimo Clara:

L’Associazione Radicale Certi Diritti, che insieme ad Avvocatura lgbt Rete Lenford ha lanciato due anni fa la campagna di ‘Affermazione Civile’ per il riconoscimento del matrimonio gay, esprime il suo dispiacere per non aver raggiunto subito il risultato di ottenere dalla Corte costituzionale il pieno accoglimento delle questioni sollevate dai ricorsi delle coppie gay per vedersi riconosciuto il matrimonio. Al contempo esprimiamo profonda soddisfazione riguardo il riconoscimento del principio espresso dalla decisione del fondamento costituzionale delle unioni omosessuali. La Corte, infatti, ritiene che non sia possibile oggi estendere semplicemente l’istituto del matrimonio anche alle coppie omosessuali ma riconosce esplicitamente la loro rilevanza costituzionale, il loro diritto ad avere una normativa giuridica appropriata, ritenendo che sia compito del legislatore scegliere la disciplina più confacente.

Di seguito sintesi dei tre punti rilevanti favorevoli alle coppie gay:
1) riconoscimento che l’unione omosessuale, come stabile convivenza, è una formazione sociale degna di garanzia costituzionale perché espressione del diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia.
2) neppure il concetto di matrimonio è cristallizzato dall’Art. 29 della Costituzione e quindi non è precluso alla legge disciplinare il matrimonio tra gay, anche se restano possibili per il legislatore soluzioni diverse.
3) il legislatore deve intervenire e se non interviene la Corte potrà intervenire per ipotesi particolari, in cui sia necessario costituzionalmente un trattamento omogeneo tra la coppia coniugata e la coppia omosessuale.

Dichiarazione del Prof. Vittorio Angiolini, Ordinario di Diritto Costituzionale alla Università Statale di Milano: “Nelle motivazioni della sentenza della Corte costituzionale viene esplicitata la necessità di un riconoscimento costituzionale delle unioni omosessuali, resta al legislatore di provvedere senza discriminare le persone gay dalle persone eterosessuali”.
Dichiarazione di Marilisa D’Amico, Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Statale di Milano e dell’Avvocato Massimo Clara: “Questa è una prima tappa in cui la Corte indica la strada costituzionale per il riconoscimento della piena uguaglianza fra coppie omosessuali ed eterosessuali e se il Parlamento non intervenisse sarebbe evidente il vulnus costituzionale per il riconoscimento delle unioni tra coppie gay”.
Le motivazioni della sentenza sono al seguente link:

http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/685-le-motivazioni-della-sentenza-della-corte-costituzionale.html

P.S.: un grazie a Sergio Rovasio per l’impegno della sua associazione, e grazie a Cristiana Alicata per aver pubblicato la nota riportata sul suo profilo.

I candidati GLBT romani uniti per gli asili nido: così si salva la famiglia (altro che chiesa e destra!)

Il post di oggi comincia con un aggiornamento: tempo addietro ho scritto un post sui candidati GLBT, qui a Roma. Graziella Bertozzo, in un messaggio privato, mi ha fatto notare che di candidati arcobaleno ce n’è altri. Come Edda Billi della Lista Pannella-Bonino, femminista storica e direttrice della Casa Internazionale delle Donne, una realtà romana importantissima per lo spessore culturale di cui si fa portatrice e per il ruolo sociale che ricopre in questa città. E poi, per dovere di cronaca e per par condicio, c’è anche Klaus Mondrian, della Federazione della Sinistra.

La notizia di fondamentale importanza, quindi, è la seguente. Ieri sera c’è stata la presentazione dei candidati di cui sopra alla comunità tutta. Sono state scambiate opinioni, ci si è confrontati, si è risposto a dovere a chi ha, ancora una volta, suggerito l’equazione omosessualità-pedofilia: Rovasio e Aversa hanno ricordato che le soluzioni al problema devono rientrare dentro lo stato di diritto, mentre la Alicata ha fatto notare a chi ha chiesto cosa ne pensassero loro sui crimini di pedofilia che se la persona in questione si fosse trovata a un convegno sul nucleare non avrebbe esordito con una domanda del genere (idiota, aggiungerei io).

Poi ancora, siccome noi persone GLBT siamo una parte sana della società, la battaglia di Cristiana sugli asili nido a Roma è diventata il vessillo democratico di tutti i candidati ieri presenti. La Alicata infatti si sta battendo per una politica che aiuti tutti quelle famiglie che le scelte scellerate di Alemanno metteranno e stanno mettendo in grave crisi. I tagli agli asili nido comunali, infatti, rappresentano un regalo fatto dalla destra agli istituti privati. La gente, che fino a ieri aveva un servizio comunale, dovrà pagare di tasca propria. E questo sarà un danno economico per migliaia di persone e un danno culturale nei confronti delle donne, soprattutto quelle più povere, che dovranno rimanere in casa ad accudire i figli.

Cristiana ha fatto notare che quando la destra parla di famiglia mente. Perché la famiglia non la si tutela, come fa la destra, disseminando omofobia sulle coppie gay e lesbiche ma creando condizioni di vita migliori.

Dal dibattito di ieri è emersa la volontà comune di far capire a tutta la gente che gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, poiché parti integranti di questa società, sposeranno questa causa, con una manifestazione, domani 26 marzo 2010 in Campidoglio, alle ore 11, per il sostegno della nostra comunità alle famiglie romane con l’apertura di un grande asilo nido simbolico.

Primo passo per una politica di sostanza che ci vedrà impegnati per questa lotta che, come è tipico per le questioni che sposiamo, è una lotta di civiltà. (Per maggiori dettagli si veda il blog di Cristiana Alicata).

Credo che la strada intrapresa sia fondamentale. Si sposano i bisogni della gente, superando certa nostra autoreferenzialità. Si dialoga con la città, smentendo con atti concreti il corredo di calunnie che chiesa, destra e forze retrive di questa società dirottano su di noi.

Il fatto che tutti i candidati presenti abbiano accolto questa iniziativa, creata in poche ore ma sentita da tutti, dimostra ancora di più come la presenza di persone gay e lesbiche nella scena elettorale romana faccia del bene alla nostra democrazia. Votare uno di quei candidati significa fare il bene della gente, di tutta la gente. Perché in Cristiana e Saverio, passando per Sergio e tutti gli altri, c’è una volontà inclusiva che non guarda alla sessualità e alle scelte affettive di chi ha specifici bisogni. Lo stesso non si può dire di altri candidati, molti dei quali militano in partiti la cui azione politica può essere riassunta con un solo aggettivo: degradante.

Brava Cristiana, bravi ragazzi!

Sostenere i candidati GLBT del Lazio: una scelta di democrazia

Tra poche settimane saremo chiamati a votare per le elezioni regionali. Non tutti, ok. Io che sono siciliano, ad esempio, verrò risparmiato dalla solita pantomima locale di scegliere tra candidati voluti dalle varie e spesso poco trasparenti clientele di turno. Ma in molte regioni d’Italia si voterà per decidere i governatori e, quindi, le politiche economiche e sociali di importanti territori.

Alcune regioni sono strategiche. Veneto e Lombardia, complici l’egoismo sociale dei loro abitanti, sembrano destinati per molti anni ancora a discutibili personaggi politici sotto il profilo umano: razzismo e omofobia governeranno a Venezia e a Milano, in parole molto povere.

Piemonte, Puglia e Lazio sono le zone dove si giocano le partite più importanti. Perché se i candidati del centro-sinistra vinceranno, passerà il messaggio – che si spera i dirigenti del pd capiranno – di una coalizione che vince su candidati di valore e non su accordi di palazzo, che tanto piacciono a gente del calibro di D’Alema e di chi, in questa o quella trasmissione televisiva, passa i bigliettini all’avversario politico contro gli alleati parlamentari.

Proprio in Lazio, poi, si profilano tre candidature di eccellenza, per la storia personale che queste personalità portano come dote agli elettori e alle elettrici, per la passione politica che le anima, per il grande idealismo non sganciato dal rapporto con la realtà. Queste candidature sono quelle di Cristiana Alicata per il Partito Democratico (e per stavolta, visto di chi si parla, scrivo il nome del partito in maiuscolo), di Saverio Aversa per Sinistra Ecologia e Liberta, e di Sergio Rovasio per il Partito Radicale. Ma andiamo per ordine (rigorosamente alfabetico).

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Per chi mi conosce e mi segue da tempo, sa che il mio rapporto con Cristiana Alicata non è stato facile. All’inizio l’ho criticata aspramente per la sua scelta di campo, perché pensavo che una persona GLBT dovesse combattere il Pd, e non certo sostenerlo. Cristiana, tuttavia, ha seguito un percorso molto difficile, perché criticata, per le stesse ragioni, da molti altri compagni di lotta. Eppure col senno di poi posso dire che la sua scelta è stata giusta e, soprattutto, onesta. Cristiana non è una “yes-woman” di partito, rappresentante di categoria che serve alla sua dirigenza per vestire i panni della foglia di fico su questioni che quel partito non vuole affrontare. Cristiana dice le cose come stanno, attacca e combatte l’omofobia interna al Pd, crede in quel che fa e lo fa perché ci crede. Chi la conosce sa di cosa sto parlando. La sua campagna elettorale, poi, è incentrata sui bisogni delle persone a cominciare dalla campagna sugli asili nido, secondo una strategia a parer mio egregia che mira a far comprendere che essere lesbiche e lottare per i diritti delle famiglie, tutte, è una strada non solo percorribile ma auspicabile. Altri temi fondamentali, accanto all’accessibilità, sono quelli dell’efficienza, della trasparenza e della difesa dei valori laici.

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Saverio Aversa è un caro amico. Educatore professionale in centro di riabilitazione disabili, la sua parabola personale, dentro il PDS prima (è stato il creatore dei CoDS) e Rifondazione dopo, ne fanno una delle personalità politiche più di spicco all’interno del panorama GLBT italiano. Originale la sua campagna elettorale che, coerentemente col nome del suo partito, non vuole incidere negativamente sullo spreco delle risorse cartacee e non vuole contribuire alla deturpazione del decoro cittadino con la pratica del manifesto selvaggio. Saverio sta presentando i suoi cartelloni virtuali in cui enuclea, in pillole, il suo programma: diritti sociali e diritti civili, laicità, la salvaguardia delle risorse idriche, tutela degli anziani e democrazia intesa come partecipazione. Una visione della sinistra, in altre parole, che non rinuncia alla sua vocazione di alternativa sociale senza trincerarsi, tuttavia, nelle facili nostalgie ideologiche e guardando ai fatti concreti e ai problemi reali per trovare soluzioni vere.

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Militante storico dei radicali italiani, nonché segretario di Certi Diritti, Sergio Rovasio porta come dote l’importante pronunciamento che la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciare per il 23 marzo, a ridosso dell’appuntamento con le urne. A Certi Diritti va riconosciuto il fondamentale traguardo, mai ottenuto da altre associazioni di settore, di aver fatto della questione GLBT argomento istituzionale pregnante e concreto. La data del 23 marzo, già citata, parla da sola. Accanto a questa svolta, Rovasio presenta al proprio elettorato potenziale temi quali la salvaguardia dei “diritti civili e umani per le persone più deboli, discriminate, che subiscono ingiustizie a causa della loro condizione e orientamento sessuale”. Tutela alle coppie conviventi, lotta all’omo-transfobia, abbattimento dei privilegi ai consiglieri regionali e tutela ambientale sono gli altri cavalli di battaglia di Sergio.

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Dirò nei prossimi giorni su chi cadrebbe, nello specifico, la mia scelta personale. Per adesso mi limito a dire quanto segue: credo che raramente l’elettore di centro-sinistra si sia trovato di fronte alla possibilità di scegliere un candidato ottimale per questioni che riguardano tutti i settori della società. I bisogni dei quali vengono portati avanti proprio dalle persone GLBT dei rispettivi partiti che li hanno candidati. Personalmente spero che tutti e tre i miei amici riescano a  superare il cerchio di fuoco delle urne. Il Lazio, i rispettivi partiti di appartenenza e la nostra società nel complesso ne risulterebbero indubbiamente migliori, più aperti, più ricchi di diversità e, di conseguenza, inclusivi delle esigenze collettive. Secondo lo spirito che dovrebbe animare una democrazia matura, efficiente e degna di essere definita “europea”.

Ingerenze vaticane pro-omofobia nel PPE. UDC complice

La notizia è succulenta. Non per gli italiani, abituati come sono a considerare il parlamento come una dependance con due padroni, uno dei quali risiede stabilmente in Vaticano. In Europa, invece, fatti come quello che sto per raccontarvi danno fastidio. E tanto. Ma andiamo per ordine.

Innanzi tutto: il Consiglio d’Europa è chiamato a dibattere la risoluzione sul “programma di azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo” (fonte: il Foglio on line). In questa risoluzione ci sono chiari accenni contro la discriminazione contro gay, lesbiche e transessuali.

Ancora: la chiesa cattolica, ovviamente, è contraria. Ma questo si sapeva: per il Vaticano è naturale che le persone GLBT possano essere uccise, violentate e brutalizzate. Ovviamente la chiesa cattolica non dirà mai che occorre farlo, ma opponendosi alle leggi e alle risoluzioni contro l’omofobia e la transfobia, di fatto le avalla. Se poi consideriamo le parole di odio che, a cadenza più o meno regolare, vengono rivolte contro la categoria in questione, il cerchio si chiude. Poi non stupiamoci di ogni Svastichella possibile o potenziale. I mandanti morali stanno dietro gli altari. E, molto spesso, nelle segreterie di partito.

Dico questo perché di fronte a un’iniziativa come questa, meritoria per quanto riguarda il Consiglio d’Europa, la chiesa ha agito sotto banco. Il nunzio apostolico a Parigi Luigi Ventura, infatti, ha mandato un’e-mail ai deputati del PPE – il partito di riferimento dei cattolici moderati europei – ricordando che la risoluzione non deve passare così com’è e che sono pronti degli emendamenti, presentati dall’italiano Volontè, miranti a eliminare le norme antidiscriminazione. Si invitano quindi i deputati del PPE a contattare l’esponente cattolico italiano per prendere accordi e seguire le direttive vaticane.

La lettura politica di questo atto vergognoso è duplice.

La prima: il Vaticano, per mano dei suoi rappresentanti più illustri, continua a diffondere odio e discriminazione.
La seconda: in Italia abbiamo un partito che si presenta alle elezioni per poi andare a fare, in patria come nelle istituzioni europee, gli interessi – criminali, arrivati a questo punto – di un paese straniero. Se quel partito si fosse chiamato PCI e lo stato fosse stato l’ex URSS, si sarebbe parlato di tradimento. Tecnicamente, come si dovrebbe chiamare, altrimenti, lo zerbinismo militante dell’UDC nei confronti di piazza San Pietro?

Ovviamente, come dicevo in apertura, la cosa ha parecchio infastidito diversi esponenti europei che parlano di «un’ingerenza istituzionale grave, sorprendente, senza precedenti» (fonte ADUC). Segno evidente, questo, che la presenza dei cattolici in politica, almeno quelli italiani, così come detto altrove, è garanzia di imbarbarimento istituzionale, di regresso civile e di negazione dei diritti umani.

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Segue il testo integrale e tradotto della lettera che il nunzio pontificio a Parigi ha spedito ai rappresentanti del PPE (si ringrazia Sergio Rovasio di Certi Diritti per la gentile concessione):

Nunziatura Apostolica in Francia

Parigi, 8 gennaio 2010

Signor Deputato,
come saprà dal 25 al 29 gennaio 2010 avrà luogo a Strasburgo l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) alla quale parteciperanno le Delegazioni dei parlamentari nazionali degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Il Segretariato di Stato mi incarica di farvi partecipi delle preouccupazioni della Santa Sede a proposito dei due progetti di risoluzione, i cui testi sono in opposizioni aperta con la legge naturale e ai valori promosso dalla chiesa cattolica e della necessità di partecipare attivamente al voto.
Alcuni membri del Partito Popolare Europeo, i Signori deputati Volontè, Farina e Gatti, sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno depsoitato degli emendamenti in vista di un miglioramento i questi progetti di risoluzione.
Si allega un promemoria e mi permetto di invitarvi a dare il vostro appoggio e sostegno alla Santa Sede. Resto a vostra disposizione per tutte le eventuali chiarificazioni che voi desiderate. Nel ringaziarvi della vostra attenzione colgo questa occasione per augurarvi un buon anno 2010 e vi prego di gradire l’assicurazione della mia alta considerazione.
Luigi Ventura
Nunzio Apostolico