Chi vuol esser lieto…

Non si tratta di attesa.

Quello che mi attraversa in questi giorni d’estate non è la speranza di qualcosa di nuovo. Non sento l’esigenza di qualcosa che mi stupisca. Va bene tutto così com’è. E non perché così com’è va poi così bene. Ma ho soltanto deciso di non aspettare. Basta sprecare energie. Basta restare in sospeso, confidando in una risposta, in uno sguardo.

A volte succede che, in una scala di priorità, decidi di tenerti accanto te stesso. Nel nuovo equilibrio che nasce ti fai bastare l’orizzonte del mare, in lontananza, il cantare giusto quelle canzoni e la danza delle tende con la stessa complicità di un vento che ti culla nell’amaca in balcone. E la sufficienza di tutto questo non è un esercizio di volontà, un adagiarsi sulla mediocrità dovuta all’impotenza. È, più semplicemente, uno stato dell’anima che arriva, addirittura, a renderti felice.

Scegliere se stessi, accogliere chi ha qualcosa da raccontarti per poi sapere ascoltare, confrontare opinioni nella scoperta del sapore nascosto della curcuma, ripensando con gratitudine a qualche sguardo fuggevole, acerbo, che ti accarezza con benevolenza.

Per adesso si va avanti così. Di doman, si sa, non c’è certezza. E sti cazzi.