Il Mieli e le accuse di pedofilia? I cattolici dovrebbero solo tacere…

mieliVorrei porre la vostra attenzione su questo fatto:

La condanna all’omosessualità risale all’episodio biblico di Sodoma. Cosa riporta quel testo? Lot, presagendo che i suoi concittadini vogliono stuprare gli angeli mandati da Dio, dice: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini» (Genesi 19, 7-8). Se volessimo ribaltare i termini della questione e giocare a citare passi decontestualizzati, ne consegue che la Bibbia è un testo che teorizza (e sacralizza) lo stupro. Sempre in Italia, per altro, esiste tale “Gruppo Lot” a favore delle teorie riparative che ha partecipato alla famigerata malanpiazza del Family Day, dove c’erano i quattro senatori. Seguendo il loro schema mentale: è opportuno che un politico che si dice “cattolico” possa sedere in parlamento, visti i testi sacri di riferimento?

Perché dico questo? Perché un drappello di senatori di centro-destra e cattolici ha attaccato il Mario Mieli di Roma, associandolo alla pedofilia. Per saperne di più, ecco l’articolo completo su Gay.it. E buona lettura!

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Se fossi io al governo…

Se fossi io al governo semplificherei portando il numero delle regioni a dieci in tutto, e il numero delle province a trentacinque.

Ecco come andrebbero riorganizzate le regioni

  1. Regione Alpina (Val d’Aosta, Piemonte, Liguria): 5 province (di cui 1 autonoma) – capoluogo: Torino
  2. Regione Lombarda: 4 province – capoluogo: Milano
  3. Regione Triveneta (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige): 6 province (di cui 2 autonome) – capoluogo: Venezia
  4. Regione Tosco-Emiliana (Toscana, Emilia-Romagna): 6 province – capoluogo: Bologna
  5. Regione Laziale: 3 province – capoluogo: Roma
  6. Regione Appenninica Settentrionale (Umbria, Marche): 3 province – capoluogo: Ancona
  7. Regione Appenninica Meridionale (Abruzzo, Molise): 2 province – capoluogo: L’Aquila
  8. Regione Campana: 3 province – capoluogo: Napoli
  9. Regione Ionica (Puglia, Basilicata, Calabria): 4 province – capoluogo: Bari
  10. Regione Insulare (Sicilia, Sardegna): 4 province – capoluogo: Palermo

Ed ecco come rifarei le province:

  1. Provincia Torinese (ex provincia di Torino)
  2. Provincia autonoma di Aosta (ex regione Valle d’Aosta)
  3. Provincia dei Laghi occidentali (sede: Novara – ex province di Vercelli, Novara, Biella e Verbania)
  4. Provincia Pedemontana (sede: Alessandria – ex province di Cuneo, Alessandria, Asti)
  5. Provincia Ligure (sede: Genova – ex regione Liguria)
  6. Provincia Milanese (sede: Milano – ex province di Milano, Monza e Brianza)
  7. Provincia dei Laghi orientali (sede: Como – ex province di Como, Sondrio, Lecco, Varese)
  8. Provincia del Po (sede: Pavia – ex province di Pavia, Lodi, Cremona, Mantova)
  9. Provincia dell’Iseo (sede: Brescia – ex province di Bergamo, Brescia)
  10. Provincia Lagunare (sede: Venezia – ex province di Venezia, Treviso, Belluno)
  11. Provincia Euganea (sede: Padova – ex province di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona)
  12. Provincia autonoma di Trento (ex provincia di Trento)
  13. Provincia autonoma di Bolzano (ex provincia di Bolzano)
  14. Provincia Friulana (sede: Trieste – ex regione Friuli Venezia Giulia)
  15. Provincia Romagnola (sede: Ravenna – ex province di Ravenna, Rimini, Forlì)
  16. Provincia Emiliana orientale (sede: Bologna – ex province di Bologna, Ferrara e Modena)
  17. Provincia Emiliana occidentale (sede: Parma – ex province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, Massa-Carrara)
  18. Provincia della Val d’Arno (sede: Firenze – ex province di Firenze, Arezzo, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa)
  19. Provincia Tirrenica (sede: Siena – ex province di Grosseto, Livorno, Siena)
  20. Provincia Umbra (sede: Perugia – ex regione Umbria)
  21. Provincia Adriatica (sede: Ancona – ex province di Ancona, Pesaro-Urbino)
  22. Provincia Picena (sede: Macerata – ex province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo)
  23. Provincia Romana (ex provincia di Roma)
  24. Provincia del Laghi Laziali (sede: Viterbo – ex province di Viterbo e Rieti)
  25. Provincia Pontina (sede: Latina – ex province di Latina e Frosinone)
  26. Provincia Abruzzese (sede: L’Aquila – ex regione Abruzzo)
  27. Provincia Molisana (sede: Campobasso – ex regione Molise)
  28. Provincia Napoletana (ex provincia di Napoli)
  29. Provincia del Volturno (sede: Caserta – ex province di Caserta e Benevento)
  30. Provincia Appenninica Campana (sede: Salerno  – ex province di Salerno e Avellino)
  31. Provincia Pugliese (sede: Bari – ex province di Foggia, Bari, Barletta)
  32. Provincia Salentina (sede: Lecce – ex province di Lecce, Brindisi, Taranto)
  33. Provincia Lucana (sede: Potenza – ex regione Basilicata)
  34. Provincia Calabra (sede: Catanzaro – ex regione Calabria)
  35. Provincia Sicana (sede: Palermo – ex province di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta)
  36. Provincia Etnea (sede: Catania – ex province di Catania, Siracusa, Ragusa, Enna, Messina)
  37. Provincia Campidana (sede: Cagliari – ex province di Cagliari, Carbonia, Medio Campidano, Ogliastra, Oristano)
  38. Provincia Logudorese (sede: Sassari – ex province di Sassari, Nuoro, Olbia)

Per un totale di 10 regioni e 38 province (di cui 3 autonome).

Da qui, procederei per una drastica riduzione dei parlamentari. Trecentottantacinque (385) per la Camera dei Deputati (attraverso una ridistribuzione dei collegi elettorali) e centoquindici (115) per il Senato Federale (per un totale di tre a regione, più uno ripescato dal primo dei non eletti).

Con i soldi risparmiati si potrebbero fare tante cose interessanti, tipo abbassare le tasse, aumentare i fondi per scuola (a cominciare da quelli per acquistare la carta igienica e i registri cartacei) e sanità, rimpolpare le pensioni…

Purtroppo, tuttavia, questo è un post di fantapolitica e io, di conseguenza, non sarò mai al governo. E pazienza!

I conti in tasca ai nostri onorevoli d’Ancien Régime

Facciamo due conti in tasca ai nostri “onorevoli” deputati e senatori, ovvero nominati che hanno avuto la fortuna di rappresentare tutti gli italiani non tanto per i loro meriti, quanto per il fatto di esser stati scelti da cinque leader di partito, in barba ad ogni principio di democrazia rappresentativa.

I nostri quasi mille eroi (630 alla Camera, 315 al Senato, ai quali vanno aggiunti i senatori a vita) per questa ragione percepiscono:

• 11.283 euro lordi mensili per deputato, i senatori, invece 11.550 euro
• 3500 euro di diaria, ovvero le cosiddette spese mensili di indennità di residenza
• 4000 euro in media al mese per le spese di segreteria e di rappresentanza
• assegno di fine mandato insieme a un vitalizo mensile; prima della riforma di Monti, che cambia le cose da gennaio 2o12, il vitalizo ammontava a 2.486 euro

Tutto ciò si può leggere e verificare in un articolo di oggi su Repubblica on line, in cui si mettono a paragone i privilegi dei nostri parlamentari con gli stipendi e le prerogative dei loro colleghi europei. In Italia abbiamo una situazione simile a quella della Francia pre-rivoluzionaria. Due caste – politici e chiesa – hanno privilegi che affamano il resto del popolo – un tempo il terzo stato, oggi i contribuenti.

Interessanti, in tale articolo, il punto seguente

i portaborse il deputato (3.690 euro) e il senatore (4.180) ricevono la somma senza aver alcun obbligo di rendicontazione e senza dover dimostrare se hanno pagato regolarmente un collaboratore

e quest’altro ancora

La “libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima e aerea” consentita dall’apposita tessera di cui viene dotato il deputato e il senatore appena mette piede a Montecitorio e Palazzo Madama, non ha corrispettivi.

Di fronte a questo spreco di denaro pubblico, vi faccio notare che in Spagna un deputato guadagna 2.813 euro e negli altri paesi si percepisce la diaria solo se non risiedi nella capitale, a costi comunque inferiori.

Se poi guardiamo al grado di salute democratica di altri paesi, come Francia e Germania, dove un parlamentare percepisce di meno rispetto ai colleghi italiani, ci rendiamo perfettamente conto che tali spese sono ingiustificate, oltre che dannose.

Ovviamente le spese per i nostri politici sono una delle voci dello scandalo retributivo e dei privilegi di questo paese. A queste occorrerebbe aggiungere i privilegi della chiesa e le spese militari. Su quest’ultimo tema: l’acquisto di 131 caccia F-35, insieme alle missioni all’estero, ammonta a quasi 25 miliardi di euro. Ovvero, il costo di una finanziaria.

Con la sola cifra degli aerei da guerra si potrebbe, ad esempio, intervenire sull’edilizia scolastica e sulle nuove assunzioni di docenti: si avrebbero classi meno numerose, edifici nuovi e più sicuri, più insegnanti e meglio retribuiti. La popolazione sarebbe più colta e istruita, vi sarebbero più individui in grado di muovere l’economia, si rilancerebbero gli investimenti edilizi. E questa è una sola voce.

Sul fronte carcerario, si potrebbero costruire nuovi alloggi per i detenuti, rendendo più umana la condizione dei condannati.

Si potrebbe, addirittura, intervenire sulle pensioni, aumentando le minime.

È tutta questione di volontà politica, a ben vedere. Una volontà rivolta, magari, al benessere dei cittadini e delle cittadine e, non certo, al mantenimento dei propri privilegi d’Ancien Régime.