Da sposare

Oggi mi è arrivata una notizia non buona. Niente di grave. Ma quanto basta per farmi cominciare la giornata dello stesso colore del cielo. Latte. Scremato. Comprenderete da soli, la tristezza intrinseca.

E allora.

Prendo la farina. E l’acqua, il lievito e tutto il resto.
Metto la musica. Impasto, taglio gli ingredienti e via, nel forno più bello e più caldo dell’universo. E fanculo le nuvole stronze, lassù.

Il profumo delle “scacciate” invade la cucina, il corridoio, esce fuori dal balconcino interno e si riversa, come una cascata odorosa, per le scale del palazzo, fino all’androne e poi fuori. In mezzo al mondo. Dentro questa parte di mondo, intanto, c’era gente felice che mi diceva “buonissime!”.

Morale della favola? Ho imparato a cucinare una vecchia ricetta di mamma e di nonna, ho fatto felice la mia coinquilina, il mio umore è tornato a sorridere e ho pure ricevuto un regalo prezioso da un amico altrettanto importante.

Cucinare mi fa bene. Chissà, forse lo sceglierò come mestiere…

E adesso andate pure per le dodici tribù di Israele, per tutti i popoli della Terra di Mezzo e anche in tutte le disco gay di Roma e annunciate che sono da sposare.

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Scacciate siciliane

Quella di oggi non è una ricetta come le altre. Quella di oggi è una ricetta antica. Tramandata di madre in figlia. Come accade per le leggi delle streghe. Come accade con il destino. E allora, poiché il destino ha voluto che io fossi gay e mia sorella una lesbica mancata – capite perché questa rubrica è intrinsecamente “gender”? – l’antica sapienza di Bloody Nell e della Fricanea è adesso nelle mie mani.

E poiché non posso tramandare i segreti, ché tradirei i numi tutelari e le leggi della mia famiglia, vi espongo i prodigi di cui essi sono portatori. E voi, piccoli umani che vi accingerete a copiare questa ricetta, ricordatevi sempre che si comincia sempre così. Stendendo la sfoglia.

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Quindi si scelgono gli ingredienti adatti…

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tutto si chiude, dunque, come in uno scrigno destinato a contenere sconfinati e mistici segreti

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e alla fine di tutto, poiché siamo umani, lo scrigno torna ad esser cibaria e la si pregusta con generosa voluttà

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e come sempre è d’uopo dire in questi casi, buon appetito!

P.S.: per sapere quali sono i benefici effetti di questa magia, rivolgetevi alla strega più potente che esista, la mia piccola Chanel!