Le regionali, i gay russi e i leader di casa nostra

Il pride a Mosca (foto di Repubblica.it)

Il pride a Mosca (foto di Repubblica.it)

Sfogliando i giornali, vengo a sapere che anche quest’anno il “mini-pride” degli attivisti russi è finito con le solite aggressioni e i soliti arresti. Non che da Putin e il suo regime ci si potesse aspettare qualcosa di meglio. Ma vi invito a vedere i volti di chi viene massacrato di botte e quelli di chi fa violenza. Giusto per capire che non è poi così automatico lo stile di vita che possiamo permetterci qui in Italia (tra mille se e ma) e più in generale in occidente. E che dovremmo difenderlo. Anche qui, a casa nostra.

Credo a questo proposito, ed è una mia personale suggestione, che nelle piattaforme politiche dei nostri pride dovrebbe esserci una voce che solidarizza con chi, tra comunità in Russia e in altri paesi, lotta contro questo tipo di violenze.

Ricordo inoltre che oggi ci sono le elezioni regionali. Salvini, considerato l’antagonista principale del Pd, ha detto di essere un estimatore di Putin e lo ha detto più volte. Se qualche persona LGBT pensa di dare il voto ai suoi candidati, guardi prima le foto e poi si faccia due domande. Non è un esercizio mentale difficile. Basta chiedersi, per cominciare: “è questo che voglio per me?”.

Dopo di che votate in libertà. Ma votate, anche, nel nome di essa.

Convegno di Milano: il video dell’intolleranza omofoba

Ma Sentinelle in piedi, Manif pour tous, Mario Adinolfi, la sposa (mai del tutto) sottomessa Costanza Miriano, non erano per la libera espressione e libertà di opinione di tutti e contro ogni forma di omofobia?

lo studente viene preso per un braccio

lo studente viene preso per un braccio

Perché a guardare un video pubblicato nel sito di Repubblica sul convegno omofobo organizzato a Milano con il patrocinio della Regione Lombardia – e abusivamente associato al logo dell’Expo 2015 col placet di Maroni – in cui un ragazzo chiede coraggiosamente alla platea se sanno qual è il reale orientamento sessuale dei figli dei/delle partecipanti, io sento solo parolacce contro di lui, fischi e tanta violenza verbale.

Da notare la “serenità” degli astanti, a cominciare dal “moderatore” del convegno che lo apostrofa pesantemente, con frasi «sei venuto a rompere le balle» e «ma va a cagare!».

lo studente viene allontanato dal microfono

lo studente viene trascinato via dalla sicurezza

Mi chiedo e vi chiedo, cari amici e care amiche eterosessuali: vi sentite al sicuro sapendo che è questa gente che vuole difendere le vostre famiglie? Cosa accadrebbe se costoro, arrivati al potere, pensassero che le vostre decisioni non sono affini alle loro idee (ad esempio in materia di interruzione di gravidanza, divorzio, fine vita, educazione della prole, ecc)? Perché di fronte a tutto questo, mi viene in mente una parola e una soltanto: fascismo.

Siamo sicuri che questa gente voglia davvero tutelare le vostre famiglie o forse, visti i toni e le reazioni rispetto a una semplice domanda, sono loro la minaccia da cui occorre difendersi?

E in tutto questo, ricordiamolo: la Lega Nord, il partito di Matteo Salvini, sta dalla parte di queste belle persone. Lo chiedo per l’ennesima volta: tutto questo vi fa davvero sentire al sicuro?