Erdogan style

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In breve:
1. a me, che la nostra “democrazia” assomigli in atti come questi a una nascente dittatura, non piace per nulla
2. sento dire “però l’occupazione abusiva no!”, poi magari fanno spallucce se il panettiere non gli fa lo scontrino da venticinque anni a questa parte
3. stiamo parlando di persone che vengono da teatri di guerra per richiedere asilo. Magari essere un po’ più umani ci rende meno stronzi.

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Il due più due della questione kazaka

Chissà cosa prova Enrico Letta a far parte di un governo su cui pesa l’ombra di un’accusa di violazione per i diritti umani.
Chissà cosa deve provare Emma Bonino, a far parte di questo governo, lei, fiera alfiera dei diritti civili, ma non in questo caso.
Chissà cosa prova Angelino Alfano ad avere sulla coscienza la vita di due donne innocenti. Si dice che in Kazakistan ci sia una dittatura e che si facciano torture ai detenuti politici.
Chissà cosa prova questa classe politica che produce fatti orribili come la questione kazaka, fatti vergognosi come gli insulti di Calderoli a Kyenge e fatti assurdi, come l’acquisto di aerei da guerra inutili.

Evidentemente non deve interessare niente a nessuno di loro, visto che i principali protagonisti di queste vicende restano tutti seduti al loro posto. E per non sbagliare e per non schifare ulteriormente la società italiana, gli aerei verranno acquistati lo stesso.

Concludo ricordando un aspetto che forse non è stato messo adeguatamente in luce, sempre sulla vicenda dei rifugiati kazaki. Il Kazakistan è una miniera di gas e petrolio. L’italianissima Eni ha enormi interessi in quella zona. Tra i miliardari che hanno investito in quel paese c’è, strano ma vero, Silvio Berlusconi. Il presidente, pardon, il tiranno kazako è amico intimo del leader del PdL. Infatti pare che vada a fare le sue vacanze nelle ville sparse qua e là del Cavaliere.

Oggi in un bar, a Roma, mentre prendevo il caffè un cliente diceva al barista che era facile fare due più due. Chissà perché, ma a me non viene difficile crederlo.