Settembre

timthumb.phpDomani rientro a Roma e chi mi conosce bene sa che la cosa porterà con sé, prima di essere assorbiti dalle cose della quotidianità, un po’ di malinconia. Settembre è un mese che non vivo più da molto tempo. È qualcosa che mi trascina, che si lascia scorrere senza agganci col “vivere”.

Conosco bene questo scollamento, e le sue cause: ieri per l’attesa delle convocazioni a scuola, oggi per le incombenze del rientro a lavoro. Un tempo, invece, c’erano le scogliere lasciate semideserte dalla fine dell’estate. L’acqua che si faceva più pulita, la schiusa delle uova a mare e i pescetti a mangiucchiarti le pellicine. Anche l’aria diventava diversa, più frizzante, come la luce più languida e diagonale.

Settembre non è più questo da molto tempo e assomiglia, invece, alla volgarità che caratterizza Roma e i suoi stili di vita. E questo accresce (appunto) la mia malinconia, anche se per poco, anche se poi tutto tornerà al suo posto.

Annunci

Cominciamo bene?

Il papa: «La pace comincia dal rispetto di chi è diverso.»
Gay, lesbiche e trans inclusi/e?

Botti di Capodanno, nessun morto quest’anno. I feriti si contano sulle dita di una mano. Dito più, dito meno… (presa dallo stato di Facebook di Enrico).

(Che poi a ben pensarci, Enrico è pure bellino.)

Per il resto.

La festa di ieri è stata un po’ noiosetta. Con cretina inclusa.
Poi si è optato per quattro salti in discoteca. Bottino di guerra: cubo e palco ormai conquistati.
(Chi è che ha memoria del CCCP?)

A proposito di.

La Adry ha una fidanzata fighissima, bellissima e parecchio stronza. Ho adorato il suo sapiente prender per il culo praticamente chiunque dandogli l’illusione di entrare a far parte di un universo in cui la sua esperienza umana fosse centro d’attenzione.

Che poi, per scrivere quello che ho appena scritto, ho pure bruciato qualche neurone, con tanto di tic a palpebra nell’occhio sinistro.
Succede quando vai a dormire alle sette del mattino e mammina, radiosa, ti sveglia alle dieci e mezza portandoti il caffè a letto. Per cui, se a un certo punto leggerete cose del tipo vfvvvfvfhiscdjac, vorrà dire che sono crollato miseramente sulla tastiera, per narcolessi da sfinimento.

Ad ogni modo, il 2010 è cominciato ma, non so perché, a me gli anni pari non piacciono. Preferisco quelli dispari. Non è un caso, per altro, se tutte le apocalissi finora predette cadono in un anno divisibile per due. Speriamo di essere smentiti…

Nell’attesa di passare questi ultimi giorni in Sicilia, e quindi del mio rientro a Roma, non posso che rinnovare elfici auguri a tutti e a tutte. Purché meritati, ça va sans dire.