Regionali 2010 e caso Bonino: il pd ha drogato la democrazia?

Cerchiamo di ricostruire i fatti.

L’intervento di Concita De Gregorio potete sentirlo direttamente voi qui: http://www.radioradicale.it/scheda/340729

Poi c’è il comunicato dei Radicali Italiani, pesantissimo, che si può riassumere così: «il Partito Democratico ha voluto far perdere Emma Bonino alle Regionali del Lazio».

La cosa di per sé non è una novità. Che certi partiti di centro-sinistra non amassero la candidatura di Emma Bonino è stata cosa fin troppo evidente.

Ma cosa ha detto l’ex direttrice dell’Unità? Raccontando di un suo incontro con un “altissimissimissimo” (sic) dirigente del partito democratico, sull’appoggio alla leader radicale, allora candidata per la coalizione progressista contro la destra, emerge che l’anonimo interlocutore abbia risposto così:

«A noi questa volta nel Lazio ci conviene perdere. Perché, siccome la Polverini è la candidata di Fini e siccome è l’unica sua candidata della tornata, se vince, Fini si rafforza all’interno della sua posizione critica del centrodestra e, finalmente, si decide a mollare Berlusconi e a fare il terzo polo, insieme a Casini. E noi avremmo le mani libere per allearci con Fini e Casini e andare al governo.  Senza ovviamente che gli elettori ci mollino, senza perdere troppo consenso. Perché non saremo noi a condurre questa operazione, noi perdendo oggi daremo solo il via, il resto lo farà la crisi economica».

Gli aspetti inquietanti di questa vicenda, finora non smentita da nessuno dei “altissimissimissimi” del pd, e contestata, per altro male, da alcuni suoi militanti (Cristiana, mi duole dirlo il tuo ragionamento fa torto alla tua onestà intellettuale), sono molteplici:

1. Concita De Gregorio non è una giornalista qualsiasi. È la direttrice dell’organo ufficiale del pd. È stata, cioè, la voce del partito. E questa voce ha detto che il partito, nella persona di un suo massimo dirigente, ha lavorato contro se stesso e contro i suoi militanti, che invece puntavano alla vittoria delle regionali del 2010.

2. Se quanto detto da De Gregorio è vero, e fino ad adesso pare che lo sia, cosa ci autorizza a non pensare che il pd non farà lo stesso in altre competizioni elettorali per seguire il disegno neoconservatore e reazionario dei suoi leader?

3. Il progetto di un’alleanza che coinvolga Casini – che, ricordiamolo, ha portato in parlamento un condannato per rapporti con la mafia (Cuffaro) e un indagato per lo stesso reato (Romano) – e Fini – ex fascista – è nei piani manifesti dell’attuale dirigenza del pd. I conti tornerebbero, in tal senso.

4. Il principale partito di opposizione pare aver bisogno dell’aiuto di frange integraliste cattoliche per poter ritornare al potere. Si mostra, dunque, incapace di riprodurre una strategia politica vincente che lo renda autonomo dai suoi alleati. Questi, per altro, non sono cercati a sinistra – come IdV o SEL – bensì in quella stessa destra che ha contribuito fattivamente a fare le fortune di Berlusconi negli ultimi diciotto anni.

5. Ancora sulle alleanze: il pd è fermo al 27% dei consensi secondo tutti i sondaggi. SEL e IdV, insieme, arriverebbero al 18%. Ancora, secondo i sondaggi, l’UdC non va oltre il 7% e Fini è fermo al 3%. Per quale ragione preferire un patto con una forza accreditata tra il 10-12%, per di più di destra clericale?

Da queste evidenze, emergono due ulteriori considerazioni.

La prima: se domani si proponesse un’alleanza pd-terzo polo, sarebbe la fine di qualsiasi intervento politico su questioni vitali per i diritti civili. Testamento biologico e coppie di fatto, ad esempio, verrebbero cestinati per sempre nel nostro panorama politico. Per non parlare di altri settori strategici, come sanità e scuola. I fondi pubblici sarebbero destinati a enti religiosi, in spregio della nostra Costituzione e del concetto stesso di laicità.

La seconda: i militanti e gli elettori del pd sono stati trattati, da quel dirigente, come pecore disposte ad accettare supinamente le decisioni dei piani alti. Vedremo se è vero. Perché in qualsiasi paese serio, un partito serio defenestrerebbe immediatamente quel dirigente. In alternativa, il partito perderebbe milioni di consensi in pochi mesi. Anche se io temo che non accadrà nulla di tutto questo.

Un fatto rimane, comunque, incontrovertibile: Emma Bonino ha perso e la democrazia pare esser stata drogata proprio dalla dirigenza di quel partito che porta, dentro il suo nome, l’aggettivo che si rifà ad essa. Non è decisamente un buon segno.

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Nel fango affonda lo stivale dei maiali

Il nemico non si illuda.

Se non ho scritto nulla sulla tragedia appena accorsa all’Italia è solo perché ero impegnato a fare altro. A tradurre il mio curriculum, ad esempio. Perché come ho già detto qualche giorno fa, io per questo nord non ci vado a lavorare. Se a Torino come a Bergamo, passando per Milano e Padova, pensano che gli insegnanti del sud siano parassiti sociali e che gli immigrati siano delinquenti – votando Lega significa dare ragione a tale partito su certe questioni – si cerchino tra i cultori della razza padana insegnanti, operai, badanti, braccianti, medici. Ammesso che ne trovino.

Arrivati a questo punto io getto la spugna. Non si può costringere un popolo a una felicità che non vuole. Men che mai se questo sceglie di farsi rappresentare da mafiosi, delinquenti e dai cugini semianalfabeti dei nazisti.

Preferisco mille volte servire ai tavoli in un paese civile, piuttosto che servire certa gente. Mi do un anno di tempo, per organizzarmi, poi sceglierò la mia nuova vita. Poiché prevedo un aumento delle coltellate contro gay e immigrati e ancora più fame per insegnanti, scegliere l’esilio non è più una eventualità dettata dall’esercizio del libero arbitrio, bensì un dovere morale per chi, potendolo fare, non si sente più in casa in questa Italia mediocre, violenta e corrotta.

Ma ripeto, il nemico non si illuda. Aver fatto della Lega il partito più potente al momento nel paese si rivolgerà presto contro quella massa di pecore berlusconiane che stanno ancora a belare adoranti in direzione del parrucchino di chi ha loro insegnato che su due zampe è meglio.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

(F. Battiato, Povera patria)