La Russa, la Zanzara e la fissa per i gay

Riporto il pensiero di Romano La Russa, pdiellino, fratello del più famoso Ignazio sebbene con accento meno sgradevole, riassumibile nelle perle che seguono (tra parentesi i miei dubbi):
• non ho nulla contro i gay basta che no ostentino (che cosa?)
• i gay vogliono imporre il loro punto di vista agli eterosessuali che non la pensano come loro (di cosa stiamo parlando?)
• i gay sono organizzati in una lobby potente che vuole imporre il proprio punto di vista (lo si diceva anche degli ebrei, almeno fino ai tempi dei lager nazisti)
• i gay sono malati, ma si possono curare (Povia docet)
• non ho figli o nipoti gay, ma non sarebbe un problema, anche se preferirei di no (coerenza, questa sconosciuta)
• se tutto il mondo fosse abitato da gay ci sarebbe la fine del genere umano (purtroppo l’uomo riesce a sterminarsi da solo con l’esclusiva presenza degli idioti, i gay non c’entrano nulla).

Per il resto, c’è da dire che La zanzara dà, ancora una volta, il diritto di parola su questo tema a un omofobo. Ed è questo il vero problema del nostro paese: gente che pensa di fare opinione e la costruisce su chi non sa un fico secco dell’argomento trattato.

Io, fossi stato in loro, mi sarei concentrato esclusivamente sul reato contestato a La Russa: finanziamento illecito. Una robetta da niente, insomma. Ma per gli autori e i conduttori di Radio 24 e La Russa il problema sono i gay. Sarà.

Giovanardi non sa distinguere tra l’amore e la pipì

Queste le ultime dichiarazioni di Carlo Giovanardi a una trasmissione di Radio 24, “Non ci sono più le mezze stagioni”:

«Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere […] Ci sono anche faccende delicate, ci sono infatti problemi di batteri, che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche. Onde evitare malattie, eccetera eccetera. Quindi nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, è normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell’uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni».

Sempre Giovanardi, sull’apertura della ministra Fornero ai diritti dei gay:

«Se il ministro avesse inteso diversamente di insegnare che sono naturali anche i rapporti tra omosessuali, avrebbe la rivolta del Parlamento».

E alla domanda su cosa proverebbe se dovesse vedere due donne baciarsi in pubblico, ecco che il delirio del cattolico Giovanardi arriva ai massimi livelli:

«A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio».

Apprendiamo, da tutto questo, e con una certa preoccupazione, quanto segue dalle parole di Giovanardi:

1. Non sa cos’è l’educazione sessuale, visto che la confonde con il proselitismo sessuale a favore di questa o quella categoria.
2. Qualora un ministro intendesse varare delle leggi a favore della componente GLBT, si troverebbe contro il parlamento. Appunto, il parlamento, non la società civile.
3. Non sa distinguere un atto d’amore da un bisogno fisiologico.

Un po’ come se io dicessi che il giusto afflato alla vita di questo signore avesse la stessa dignità di un atto fecatorio.

Se pensassi una cosa simile, nessuno mi voterebbe mai, per decidere sui destini ultimi del paese. E invece Giovanardi siede in parlamento.