I due no a Bersani e a Rodotà

La gente vuole Rodotà. L’opinione pubblica, l’elettorato del Partito Democratico di SEL e del MoVimento 5 Stelle, guardano con favore alla sua elezione. Oggi su Twitter Paolo Flores d’Arcais ha scritto a chiare lettere che l’elezione del giurista aprirebbe la strada anche ad un’intesa tra Pd e M5S per il governo. La società civile sarebbe più felice e si sentirebbe finalmente rappresentata anche sullo scranno più alto delle istituzioni italiane.

Basterebbe dire solo sì e il nodo che ci ha portati all’inazione, per tutti questi mesi, si scioglierebbe in un colpo. Condannando Berlusconi a una permanenza all’opposizione che per lui sarebbe solo logorante. E invece…

Ma vogliamo analizzare fino in fondo le ragioni di questa ennesima impasse?

Ieri Grillo ha negato il sostegno a Bersani, facendo tornare in campo lo spettro delle larghe intese e consegnando al leader del PdL un potere fortissimo di veto su ogni decisione futura. E non ne sentivamo di certo la necessità.

Oggi Bersani e i suoi non riescono a vedere oltre se stessi e il grigiore istituzionale che rappresentano, riuscendo a dialogare solo con quelle forze politiche che rappresentano il passato e l’attuale sfacelo dell’Italia.

Quando bastava semplicemente dire due sì: ieri al governo di Pd e SEL e oggi a Rodotà presidente. E invece.

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