La legge dell’inscopabilità

La leggevo l’altro giorno su Twitter. Suona, grosso modo, così:

Ai gay piacciono gli etero, agli etero le ragazze, alle ragazze i gay. E poi tutti si lamentano che non scopano.

Dunque, ieri, parlandone con la mia amica Anna Nim, sono venuto a capo di un postulato sulla legge dell’inscopabilità, applicato al mondo gay maschile:

Se piace a te ed è più bello di te, gli piacerà uno più bello di lui.

Anna Nim, allora, mi ha fatto notare tutti i ragazzi, assolutamente “fuckable” che ieri, a gabbie (e dark room) aperte, passeggiavano leggiadri per le vie del Pigneto, auspicando un mio fidanzamento conseguente. Al che l’ho guardata e ho realizzato il corollario della legge dell’inscopabilità applicato alla visione saffica delle cose:

Le lesbiche non capiscono niente di mondo gay maschile e delle leggi che ne regolano dimaniche sentimentali e relativi accoppiamenti.

Ovviamente tutto ciò ha provocato le vibranti proteste delle mie amiche, oltre a qualche silenzioso assenso degli amici maschi che erano lì con me. E allora, per salvare capre e cavoli, ho pensato alla legge taciuta, poiché non detta, che va al di là del concetto di inscopabilità.

La legge suddetta è la seguente:

Per quanto le cose vadano come sono sempre andate, c’è sempre lo spazio per un miracolo e perché la vita ti sorprenda ancora.

Ma appunto, questi sono miracoli. E nell’attesa che qualcuno di questi si realizzi, non ci resta da applicare la norma del utilità dell’errore, che consiste nella seguente dicitura:

In attesa di quello giusto, mi diverto con quelli sbagliati

Converrete con me che, preservativo alla mano (e non solo), è, per adesso, l’unica norma che va davvero seguita, senza se e senza ma. E con molti e ancora.

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Ratzinger accusato di crimini contro l’umanità

Un po’ come Gheddafi, a ben vedere. Certo, l’attuale papa non bombarda con l’aviazione il suo popolo. Ma la sua predicazione, secondo Gert-Joachim Hetzel e Christian Sailer, i due avvocati tedeschi che hanno depositato la causa contro di lui presso la Corte Penale Internazionale (ICC) dell’Aia, non ha effetti meno letali.

Le accuse sono gravissime:

1. La conservazione e la leadership mondiale di un regime totalitario di coercizione, che sottomette i suoi membri con minacce terribili e pericolose per la salute;

2. l’adesione a una proibizione mortale dell’uso del preservativo, anche quando esiste il pericolo di infezione HIV-AIDS, e

3. lo stabilimento e il mantenimento di un sistema internazionale di insabbiamento di crimini sessuali commessi dai preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che aiuta e favorisce sempre nuovi crimini.

In altre parole, attraverso l’azione del Vaticano si favorisce la propagazione del virus dell’HIV, si coprono i preti pedofili e si fanno pressioni al di là del legale perché questo stato di cose risulti immutato.

Vedremo come procederà il tentativo dei due avvocati di portare il vescovo di Roma davanti al tribunale internazionale.

Non sorprende, in tutta questa storia, il fatto che i media italiani non ne abbiano fatto il minimo cenno.

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P.S.: il blog di Orientalia è la fonte dove poter trovare la notizia, con tanto di documentazione originale. Ancora una volta il web si dimostra strumento di democrazia e di libera circolazione delle idee.