Lo scandalo Vatileaks, tra disegni di Dio e porno

Nello scandalo – l’ennesimo – che sta coinvolgendo la chiesa attualmente capeggiata dal simpatico Bergoglio emergono importanti elementi di valutazione. Pare che questi custodi dell’altrui morale poi pratichino per se stessi quel tanto vituperato “relativismo”, lo stesso che Ratzinger descrisse come diabolico, investendo in porno, benzina e sigarette.

Interessante anche sapere che gli stessi utilizzano i soldi destinati alla beneficienza per altre occupazioni, meno umanitarie ma più gratificanti per chi ne beneficia: «La Fondazione del Bambin Gesù» si legge sul Fatto Quotidiano «nata per raccogliere le offerte per i piccoli malati, ha pagato parte dei lavori fatti nella nuova casa del cardinale Tarcisio Bertone». E ancora, si viene a sapere che «il Vaticano possiede case, a Roma, che valgono quattro miliardi di euro. Ecco. Dentro non ci sono rifugiati, come vorrebbe il Papa, ma un sacco di raccomandati e vip che pagano affitti ridicoli». A cominciare da Bruno Vespa, che in piazza di Spagna paga solo diecimila euro al mese per un attico. Di proprietà del Vaticano, ovviamente.

E tante altre amenità ancora, dagli scandali per pedofilia fino al fatto che «Bertone ha preso un elicottero costato 24 mila euro per andare da Roma in Basilicata». Però poi “giù le mani dai bambini” i supporter di questi personaggi lo dicono per chi decide di avere un figlio (ed è omosessuale) e non per chi usa i soldi delle elemosine, che i bimbi più sfortunati dovrebbero aiutare. Coerenza da sentinella!

Però poi dicono che a essere in contraddizione col disegno di Dio sono i gay. Mentre ce lo immaginiamo tutti il Signore che usa il triangolo come un mouse per collegarsi a Yourporn, mentre chiude un occhio sugli sperperi di questo o quell’altro prelato.

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Sanremo 2015 e il Volo. Verso la banalità

FOTO_Daniele-Barraco-IL-VOLONon ho visto Sanremo, quest’anno. Ho avuto una vita da vivere nel frattempo. E credo di essere giustificato, per questo. Ho intravisto qualcosa, questo sì. Ho per esempio ascoltato Lorenzo Fragola, tanto bellino e con un motivetto niente male. So che si è a lungo parlato sui social del fantomatico pusher di Arisa e poi, oggi, in pieno hungover, sono venuto a conoscenza di due cose: la prima, che ha vinto Il Volo, con Grande Amore; la seconda, è che Il Volo esiste.

Mi sono incuriosito, ho cercato su Youtube ed ecco il video. Atmosfere luminose, palazzi antichi, giardini all’italiana, marmi pregiati. Insomma, sembra che sia stato girato nel castello dei Volturi. Se poi leggiamo il testo del brano, capiamo che il richiamo all’horror non deve essere casuale.

Già la complessità sintattica delle frasi (ad esclusione del ritornello, non si va oltre il primo grado di subordinazione) ci fa capire che il gruppo ha a cuore anche un pubblico che tende all’analfabetismo di ritorno. La scelta lessicale copre il campo semantico dei termini che un bambino deve conoscere per esprimere concetti di base in terza elementare. Le immagini che ci restituisce il testo? «Chiudo gli occhi e penso a lei» qualcosa che nessuno ha mai detto, converrete, o ancora «Sole sono le parole, ma se vanno scritte tutto può cambiare» e pensi, ad esempio, che possiamo rimanere decisamente atterriti da certe scelte stilistiche. Ma il clou arriva, appunto, col ritornello:

Dimmi perché quando penso, penso solo a te
Dimmi perché quando vedo, vedo solo te
Dimmi perché quando credo, credo solo in te grande amore

E anche qui, si muore di noia alla seconda sillaba di un verso a scelta. Roba più triste del lato destro del mio letto in certe notti in cui accendo Grindr e nessuno mi si fila di pezza. E penso di aver detto tutto.

ilvoloPoi fai una ricerca, capisci che sono ventenni e quindi giovani di belle speranze e ti chiedi: ma a quell’età non dovresti volere ribaltare il mondo? O ti accontenti di mettere in una canzone “sole” e “amore” (per altro citato dodici volte) con esiti artistici che fanno diventare un gigante della letteratura mondiale Tre parole di Valeria Rossi? (Almeno lei ci mette pure “cuore”, movimentando il tutto.) No, giusto per sapere.

E capisci quanto può aver fatto male il concetto di boy band legato alla contaminazione dei generi, soprattutto se metti insieme lirica, bimbominchiaggine post-adolescenziale (rimando al momento in cui, nel video, uno dei tre fa l’occhiolino verso la telecamera e a quell’altro, successivo, in cui ti chiedi dov’era Erode quando sarebbe servita la sua fausta presenza nel 1995) e certa estetica porno-gay.

Sì, perché i tre baldi giovani – pure carini, per carità! – poi posano per fotografie in cui l’immaginario è quello: incipit da film hard. Che andrebbe benissimo anche così, non sia mai, ma poi spiegatemi perché fate un video in cui ammiccate al romanticismo etero spinto, all’ “io sono figo e macho” (ma anche no), mentre omaggiate tristemente film del passato e vincete pure Sanremo perché tanto ormai, almeno dai Jalisse in poi, il palco dell’Ariston è come il Pd: chiunque può scalarlo e trionfarvi.

Il dibattito italiano sui diritti dei gay? Un porno

Scusate se mi autocito:

porno

Per chi non lo sapesse (riassunto delle puntate precedenti): i renziani hanno depositato in Parlamento un disegno di legge sulle unioni civili, ma Angelino Alfano stoppa il segretario del Pd, ricordandogli che prima c’è la “famiglia” (e si spera che non intenda la connotazione siciliana del termine).

La domanda sorge spontanea: chissà perché la destra italiana si ricorda delle famiglie solo quando c’è da stoppare i diritti di gay, lesbiche e trans.