Aromatica

Uso quattro profumi, di solito. Uno per stagione. Non sempre, senza un’apparente regolarità. Ma a volte succede.

Per l’autunno, mi piacciono le fragranze acquatiche.
D’inverno amo gli aromi caldi e speziati.
La primavera la coloro col tè verde.
E d’estate mi ricopro di agrumi, come quelli che crescevano nel giardino di mio nonno.

Adesso però il cielo spariglia i climi e foglie secche e correnti di aria di marzo si guardano a distanza ravvicinata, un po’ increduli pure loro.

Devo fare ordine tra i miei alambicchi e le pozioni, o verrà fuori qualcosa di troppo forte, inappropriato, lontano dalle carezze che possono nascere dalla mia pelle.

Sotto pelle, tessuti e ossa

Aprire il proprio cuore al mondo. E quella roba lì.

Peccato, però, che sia sempre quasi del tutto inutile. E allora sai che c’è? Mi tengo il quasi e tutto il resto vada all’inferno.

Gli organi funzionano bene solo se stanno sotto centimetri di pelle, tessuti e ossa. E le ossa sono dure. Se così è stato predisposto, deve esserci un perché. Non sta a me cambiare le regole.

Adesso arriveranno inviti e istruzioni d’uso su ciò che non devo essere. E nessuno sembra accorgersi che l’immagine riflessa non necessariamente deve essere anche la più vera.