La croce di Binetti

La notizia è di qualche giorno fa. Pareva che Paola Binetti – ex senatrice del Pd, poi deputata dello stesso schieramento e infine trasmigrata nelle file dell’UdC, il partito degli ayatollah nostrani – in merito alla terapia del dolore per i bambini ammalati di cancro, si fosse pronunciata contraria dichiarando: «è giusto che anche loro portino la croce di Gesù».

Per fortuna si trattava di una bufala. La deputata cattolica, in una nota pubblica, ha dichiarato che non solo non ha mai proferito quelle parole, ma che lei stessa è  favore della massima riduzione del disagio e della sofferenza per i piccoli pazienti in terapia oncologica.

La cosa ci lascia tirare un sospiro di sollievo. Evidentemente anche per Binetti il rispetto della dignità umana viene prima dell’amore verso entità trascendenti indimostrate e indimostrabili.

Tuttavia, ricordo alla deputata che moltissime persone hanno creduto davvero che lei fosse capace di aver detto tali enormità. E fossi in lei, se la gente mi credesse un mostro, in altre parole, avrei due o tre domande da pormi.

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Pensieri sparsi sull’assoluzione di Amanda e Raffaele

Giusto qualche pensiero sulla vicenda di Amanda Knox e Raffaele Sollecito:

1. se è vero che sono innocenti, e la verità processuale conferma questo, vuol dire che due ragazzi sono stati chiusi in carcere per quattro anni e le loro vite sono rovinate per sempre

2. se è vero che sono innocenti è anche vero che c’è un omicida a piede libero

3. Meredith Kercher, insieme alla sua famiglia, aspetta ancora che giustizia sia fatta

4. coloro che gridano allo scandalo dovrebbero capire che nei tribunali si accerta la verità, non si insegue la vendetta. Un tribunale può (e deve, in certi casi) anche assolvere. Si chiama Stato di diritto

5. i processi mediatici sono l’equivalente della gogna che tanto orrore ci farebbe oggi. Prima che la tv vi dia in pasto il prossimo fatto di cronaca nera, pensateci mille volte prima di esprimere un giudizio

6. i processi mediatici sono uno dei tanti aspetti della berlusconizzazione sociale e programmi come Porta a porta et similia andrebbero chiusi proprio perché fanno leva sui sentimenti di pancia dell’opinione pubblica, ridotta a popolo linciante

7. nessuno di noi era lì, quando l’omicidio è stato commesso per cui abbiamo il dovere di rispettare la sentenza, anche quando i dubbi ci inducono a credere a tutt’altro.

E adesso che scenda il giusto oblio su questa orribile vicenda.