E buona Pasqua anche a lei, monsignore!

Leggo in un articolo del Blitz Quotidiano le pacate esternazioni del vescovo di Madrid riguardo all’omosessualità:

Vorrei dire una parola a quelle persone che oggi, sostenuti da tante ideologie, non si orientano bene nella sessualità e pensano fin da bambini di essere attratti da persone dello stesso sesso. E per comprovarlo, si corrompono o prostituiscono. O frequentano club per soli uomini. Vi assicuro che finiranno all’inferno.

Queste parole mi hanno fatto riflettere.

Innanzi tutto mi stupisce quel “vi assicuro” finale. Evidentemente qualcuno dall’aldilà si è premurato a mandare un messaggio a monsignor Juan Antonio Reig Pla. E visto che stiamo parlando di inferno, deduco che sia stato il demonio in carne e ossa.

Ancora, fa strano che nel giorno del mistero per eccellenza della religione cristiana, un suo rappresentante senta la necessità di parlare di dark room, di meretricio, di morte e corruzione. Non hanno altri argomenti, dentro le chiese?

Infine: oggi non si dovrebbe festeggiare la vittoria della vita sulla morte? Non dovrebbe essere la celebrazione dell’amore di Cristo per tutta l’umanità? La Pasqua, e lo dico da non credente, non dovrebbe essere la celebrazione suprema dell’amore divino? E tale amore può essere reso col disprezzo per un’intera categoria umana, filtrato per altro attraverso l’ignoranza e la malafede di chi niente sa di milioni di persone GLBT bollate, senza mezzi termini, come pervertiti degni delle fiamme eterne?

Pare, in buona sostanza, che per certi vescovi non sia festa se non riescono ad avvelenare i cuori delle persone che cercano di seguire un messaggio, quello di Cristo, che era di rispetto, di apertura verso il prossimo, di amore universale. Ne consegue che l’unica perversione è quella che ha fatto il vescovo di Madrid del messaggio cristiano. E Gesù, credo, almeno a leggere i Vangeli, non ne sarebbe stato molto contento…

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Triangoli neri, triangoli rosa.

Il colore rosa era stato ovviamente scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle (relativamente poche) lesbiche internate di cui si ha notizia fu imposto invece il triangolo nero delle “asociali”.
Fonte: Wikipedia

Contro gli omosessuali che dopo la creazione della Centrale per la lotta alla omosessualità voluta da Himmler nel ’36 affollavano sempre più i lager nazisti, le SS sfogavano la loro rabbia e il loro disprezzo; i medici usavano i “triangoli rosa” per i loro esperimenti, li castravano o li sterilizzavano studiandone poi le razioni fisiche e psichiche.
Fonte: CIG Arcigay Milano

Si pensa che fino a seicentomila persone omosessuali siano state uccise nei campi di concentramento nazisti. Le cifre sono difficili da calcolare perché i prigionieri avevano vergogna di rivelare la loro condizione, una volta usciti dai lager.

I prigionieri omosessuali tedeschi furono gli unici che, una volta scoperti i campi di concentramento, vi rimasero internati come criminali comuni anche dopo la fine della guerra. In Germania, infatti, rimase in vigore il paragrafo 175 che puniva il reato di omosessualità.

Ad imperitura memoria.

Non date la comunione ai gay

Sarà che oggi mi sono svegliato un attimo col piede storto.
Sarà che devo ancora prendere il caffè.
Sarà che sono il solito senzadio.

Ma.

Apro Facebook, trovo la notizia che il vescovo di Grosseto se ne esce con dichiarazioni tipo «a uno come Vendola non amministrerei mai la comunione. L’omosessualità è un peccato gravissimo» e penso: ma chi la vuole.