Russia e diritti LGBT: una cartina al tornasole per la civiltà

Il vento della Siberia colpisce la comunità LGBT in Russia. Una proposta di un parlamento locale della regione siberiana di Novosibirsk è stato inviato e approvato dalla Duma e che prevede che qualsiasi atto di “propaganda” dell’omosessualità, dal parlarne ai minori fino ai gay pride, verrà punito con multe salate, con l’arresto e la prigione. La legge dovrà essere ancora discussa e votata in aula altre due volte, ma il primo sì dei deputati è stato schiacciante.

Tutto questo avviene mentre nel mondo il presidente americano Obama, nero e democratico, si appresta a varare norme a favore della gay community. E Obama, ricordiamolo, è quel presidente che sta cercando di costruire una forma di stato sociale nel suo paese, di dare più diritti alle classi disagiate e di far ricadere le spese di questi costi sociali sui ricchi.

Tutto questo avviene mentre in Francia il socialista Hollande sta cercando di rendere il matrimonio non più un privilegio per le coppie eterosessuali, ma un diritto di tutti e di tutte, scatenando le rappresaglie delle confessioni monoteiste, cristiani ed ebrei in prima linea.

La Russia di Putin, invece, si riallaccia al suo passato fatto di tirannide e di disprezzo per i diritti umani. Le argomentazioni del partito putiniano sono le stesse di certi nostri rappresentanti locali, da Albertini a La Russa, passando per le immancabili Bindi & Binetti: la salvaguardia delle giovani e future generazioni, il concetto “sacro” e/o “naturale” di famiglia, la condanna del vizio e della perversione e via discorrendo. Il tutto con la benedizione del pope di turno (o del papa di turno, se guardiamo a noi).

Tra poco in Italia ci saranno le elezioni. La scelta per i candidati al parlamento dovrebbe seguire, tra i vari criteri, anche lo spartiacque storico degli eventi che ci stanno davanti agli occhi: scegliere, cioè, quei politici che più si avvicinano, nella loro prassi e nelle loro idee a personaggi quali i presidenti americano e francese. E non votare quelle persone che vorrebbero l’Italia, Berlusconi in testa, fosse un paese più simile a quello del suo amico Vladimir. È una questione di civiltà. E la questione omosessuale è una delle sue tante cartine al tornasole.

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Matrimonio egualitario: il mondo civile dice sì

Spagna, 6 novembre 2012: La Consulta ha bocciato il ricorso del Partido Popular e conferma la legge Zapatero sul matrimonio esteso alle coppie gay e lesbiche. Un passo importante nei confronti della cultura mondiale del diritto per le minoranze. La Spagna, anche in un momento di grave crisi economica, non rinuncia al dibattito sulla questione dei diritti e, soprattutto, alla loro salvaguardia.

Stati Uniti d’America, 7 novembre 2012: Obama vince le elezioni presidenziali per la seconda volta consecutiva, con un programma di grande apertura sui diritti delle coppie gay e lesbiche. Il presidente rieletto, per altro, si è detto favorevole al matrimonio egualitario. Nella stessa giornata di ieri è stato votato con esito positivo un triplice referendum, in Maine, Maryland e Washington, che istituisce il matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso. In Minnesota, invece, un referendum contrario viene respinto.

Francia, 7 novembre 2012: il governo ha approvato il disegno di legge sul matrimonio egualitario, che verrà discusso a gennaio in Parlamento.

In poco meno di ventiquattro ore il mondo civilizzato e democratico sconfessa, nell’ordine: la filosofia omofoba del Vaticano e dei suoi galoppini parlamentari italiani; Pierferdinando Casini e il suo orrido partito fondamentalista; l’italica destra (PdL e Lega) sempre più arroccati su posizioni medievali; l’intera linea del Partito democratico sulle unioni civili – con conseguenti mediazioni al ribasso – portate avanti dal 2007 a oggi, e in particolar modo le posizioni di personaggi discutibili quali Fioroni, Bindi, D’Alema e altri personaggi, più o meno grigi – Renzi e Bersani inclusi – della cricca cattocomunista di cui sono fieri alfieri.

A tutto questo non si può che dire sì. Un sì che va in direzione contraria al medio evo in cui pensano di vivere ancora le suddette persone e realtà politiche e che, proprio per la loro inadeguatezza di fronte al presente e alla storia, devono essere cancellati dalla scena politica italiana.

Sarebbe opportuno, adesso, che il movimento LGBT si desse una bella scossa e organizzasse, da qui ai prossimi mesi, continue iniziative di protesta e di sensibilizzazione per arrivare, in tempi brevi, a una legislazione avanzata sui diritti di cittadinanza. Magari mettendo da parte, per una volta, dissidi, dissapori, inimicizie politiche e quanto, fino a ora, ci ha reso, anche per colpa nostra, fanalino di coda in Europa e in quella parte di mondo che si fregia dell’aggettivo “civile”.

P.S.: per integrare, potete pure leggere il mio articolo di oggi su Gay’s Anatomy.

Oggi su Gay’s Anatomy: “Muse ispiratrici”

Solo l’estate scorsa nessuno avrebbe scommesso nemmeno sulla riapertura del tema delle unioni civili.

Adesso, invece, pare che pure i nemici tradizionali delle famiglie LGBT si stiano aprendo a forme di riconoscimento che, rispetto ai DiCo proposti nel 2007, appaiono addirittura futuristiche: Casini, ultimo in ordine di tempo, apre agli stessi diritti delle coppie sposate, purché l’unione non venga denominata come “matrimonio”.

Nel centro-sinistra, ancora, Bersani ha dichiarato che il tema delle unioni civili toccherà al prossimo governo del PD, dove pare stiano discutendo per approvare la civil partnership, mentre Di Pietro si converte direttamente al matrimonio allargato.

Sarà l’influenza di Hollande e Obama? Scoprilo su Gay’s Anatomy.

Oggi su Gay’s Anatomy: “I grandi della Terra dicono sì al matrimonio gay”

Ieri Cameron e Zapatero. Oggi Hollande e Obama. E non solo…

I grandi della Terra si stanno aprendo, pian piano, alla piena equiparazione tra coppie sposate e coppie di fatto. Forse per calcolo, forse per tenersi buoni i propri elettori. Ma di certo questo tema non li spaventa, non li intimorisce e, addirittura, fa in modo che sia la destra a seguire le sinistre nella propria agenda politica.

E nel peggiore dei casi, questi sono comunque favorevoli ai diritti alle coppie (e non ai singoli, come prevedevano i DiCo).

In Italia avremo mai un “grande” alla guida del nostro paese? Leggilo su Gay’s Anatomy!

Obama e Hollande: sì a nozze gay! Bersani invece…

Francia, terzo millennio. Hollande viene intervistato sui  matrimoni tra persone dello stesso sesso che  «potrebbero diventare realtà nella primavera del 2013». Il giornalista gli chiede «Perché proprio allora?» e in neo-presidente francese risponde così:

I primi mesi dei lavori parlamentari saranno essenzialmente dedicati alla programmazione economica e, poiché desidero una buona discussione, meglio cominciare agli inizi del 2013 e terminare in primavera. E poi si sa che la primavera è una buona stagione per sposarsi!

Seguono una serie di illuminate – ma si sa, siamo nella patria dei lumi – riflessioni sulla lotta all’omo-transfobia, sulle adozioni, sulle politiche per le persone transessuali.

Stati Uniti, terzo millennio. Il presidente Obama si dichiara favorevole alle nozze gay:

I matrimoni gay dovrebbero essere legali. Ho tratto la conclusione che per me personalmente è importante andare avanti ed affermare che ritengo come le coppie dello stesso sesso debbano potersi sposare.

Italia, 2012 dopo Cristo. Bersani sta ancora aspettando il permesso del papa per potersi esprimere al riguardo. Rosy Bindi, invece, si dichiara fermamente contraria. Ma solo perché sa che lei non troverebbe moglie.

Svolta all’ONU: sì a seggio gay

Riporto direttamente dal sito dell’Ansa:

WASHINGTON, 20 LUG – Barack Obama ha salutato con favore la decisione di accogliere nell’ambito delle Nazioni Unite rappresentanze del mondo gay. ”Oggi – ha detto il presidente degli Stati Uniti – con l’inclusione della Lesbian and Gay Human Right Commission (LSHRC-la Commissione Internazionale per i diritti degli omosessuali), le Nazioni Unite sono piu’ vicine agli ideali per cui furono fondate”.

è bello cominciare la giornata con una buona notizia…

Che quasi quasi uno tifa per l’asteroide…

Ti svegli una mattina, apri il giornale e leggi la notizia che nel 2036 un gigantesco asteroide, simpaticamente ribattezzato Apophif, come il dio egizio della distruzione,  calerà sul pianeta disseminando catastrofi, morti violente, un probabile intero ciclo di Verissimo sull’argomento e lo scioglimento delle calotte polari… Cioè, il 2010 deve ancora cominciare e già si parte con la sfiga galattica?

Ma questa, se vogliamo, è natura. Dico, dopo tutto quello che noi le facciamo, tra inquinamento, petroliere che colano a picco, rifiuti radioattivi in mezzo al mare e le dichiarazioni a mentula canis di Brunetta, forse forse non dico uno sterminio da Armageddon, ma almeno una grandina di pietruzze spaziali ce la meritiamo.

Ma come disse lo zio di Johnny Stecchino, dove l’uomo può e non fa, e questa è una vergona ppe tutta Paleimmo (dove con Palermo si intenda graziosa metonimia per l’Italia tutta), è quel gigantesco risiko che i nostri potenti si ostinano a spacciare per politica.

Perché.

A Reggio Calabria trovi una bomba davanti al tribunale, e con l’aria che tira non credo si tratti di una performance dei giovani del PDL per far pressione sul lodo Alfano (o anche si?).
Per i cieli americani trovi terroristi un po’ incapaci che sul blog vanno a scrivere che si sentono soli, si iscrivono ad Al Qaeda e si nascondono l’esplosivo nelle mutande (per la serie: sono pronto a tutto per dimostrare che ho le palle?).
Il premier inglese, quello incapace, è d’accordo con Obama nel fare missioni in Somalia e nello Yemen (perché si sentiva l’esigenza di portare un po’ di pace come in Iraq e in Afghanistan).

Che a leggerla così pensi che sto 2010 è cominciato talmente bene che quasi quasi porta sfiga a valanghe, magari come quella di fango che ha sepolto in Brasile un hotel di lusso, trascinandosi dietro un centinaio di persone. Invece no. Stelle cadenti a parte, l’anno nuovo è solo un fenomeno da calendario. Serve a mettersi le mutande rosse, a sentirsi rinnovati spiritualmente e migliori e, di conseguenza, a dare di matto per i saldi. Ciò che non cambia, purtroppo, è l’uomo. Con la sua incommensurabile capacità di essere visceralmente stronzo.

P.S.: in tutto questo una buona notizia. De Magistris ha scritto sul suo blog come superare la questione dell’immunità del premier. Metterlo in un aereo assieme ad Apicella e a una squinzietta e mandarlo via dall’Italia. Che non so voi, ma a me sembra un’idea geniale.