Alfano chi?

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Ci risiamo. Ogni qual volta si tenta di fare una proposta di buon senso, dalla palude emerge il ruggito del rospo. La palude è il centro, anzi, il “nuovo” centro-destra. Il signore dello stagno dei conservatori è Alfano, leader del niente e arringatore di nessuno, che per darsi un tono e avere qualcosa di cui parlare si scaglia contro i “matrimoni gay”. Se si fanno ce ne andiamo dal governo, ha detto.

Adesso, premettendo che secondo me Renzi sta spingendo sui diritti delle persone LGBT non certo nel loro interesse, ma proprio per far cadere Letta e andare subito a elezioni, vorrei sommessamente far notare all’ex delfino berlusconiano che la legge proposta dal Pd non riguarda i matrimoni ma una loro pallida (e obsoleta) imitazione. Sicuramente migliore rispetto ai DiCo di bindiana memoria, ma superati dalla piena uguaglianza laddove le Civil Partnership sono state inventate come istituto separato per gay e lesbiche.

Detto questo è facile ricordare ad Alfano, che cerca di terrorizzare un elettorato sostanzialmente ignorante in materia, quanto segue: lui paventa governi di sinistra che legalizzino canne, matrimoni tra omosessuali e ingresso libero a immigrati.

Quando lui era al governo con la destra, tuttavia, i suoi colleghi di partito sostenevano che bisogna convivere con la mafia, facevano leggi per tutelare un evasore finito per tragiche occorrenze storiche alla presidenza del Consiglio, affamavano la scuola pubblica, ecc.

E ricordo a questo signore che sotto il suo ministero sono state deportate in Kazakistan moglie e figlia di un dissidente politico, in barba alle norme più elementari di diritto internazionale in tema di asilo politico.

Se vogliamo dirla tutta tutta, poi, in Europa i matrimoni egualitari li fanno sia a destra sia a sinistra. Sebbene questo dovremmo ricordarlo anche a Renzi e al suo partito.

E in conclusione: considerando chi sono i diversi predecessori che se ne sono usciti con frasi così cretine alla stregua di “se si danno diritti ai gay me ne vado”, come i vari Mastella, Binetti e via discorrendo, mi sembra che l’approvazione di tali diritti sia una buona cartina al tornasole per capire da dove cominciare per risanare moralmente e giuridicamente il nostro paese.

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