Ingerenze vaticane pro-omofobia nel PPE. UDC complice

La notizia è succulenta. Non per gli italiani, abituati come sono a considerare il parlamento come una dependance con due padroni, uno dei quali risiede stabilmente in Vaticano. In Europa, invece, fatti come quello che sto per raccontarvi danno fastidio. E tanto. Ma andiamo per ordine.

Innanzi tutto: il Consiglio d’Europa è chiamato a dibattere la risoluzione sul “programma di azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo” (fonte: il Foglio on line). In questa risoluzione ci sono chiari accenni contro la discriminazione contro gay, lesbiche e transessuali.

Ancora: la chiesa cattolica, ovviamente, è contraria. Ma questo si sapeva: per il Vaticano è naturale che le persone GLBT possano essere uccise, violentate e brutalizzate. Ovviamente la chiesa cattolica non dirà mai che occorre farlo, ma opponendosi alle leggi e alle risoluzioni contro l’omofobia e la transfobia, di fatto le avalla. Se poi consideriamo le parole di odio che, a cadenza più o meno regolare, vengono rivolte contro la categoria in questione, il cerchio si chiude. Poi non stupiamoci di ogni Svastichella possibile o potenziale. I mandanti morali stanno dietro gli altari. E, molto spesso, nelle segreterie di partito.

Dico questo perché di fronte a un’iniziativa come questa, meritoria per quanto riguarda il Consiglio d’Europa, la chiesa ha agito sotto banco. Il nunzio apostolico a Parigi Luigi Ventura, infatti, ha mandato un’e-mail ai deputati del PPE – il partito di riferimento dei cattolici moderati europei – ricordando che la risoluzione non deve passare così com’è e che sono pronti degli emendamenti, presentati dall’italiano Volontè, miranti a eliminare le norme antidiscriminazione. Si invitano quindi i deputati del PPE a contattare l’esponente cattolico italiano per prendere accordi e seguire le direttive vaticane.

La lettura politica di questo atto vergognoso è duplice.

La prima: il Vaticano, per mano dei suoi rappresentanti più illustri, continua a diffondere odio e discriminazione.
La seconda: in Italia abbiamo un partito che si presenta alle elezioni per poi andare a fare, in patria come nelle istituzioni europee, gli interessi – criminali, arrivati a questo punto – di un paese straniero. Se quel partito si fosse chiamato PCI e lo stato fosse stato l’ex URSS, si sarebbe parlato di tradimento. Tecnicamente, come si dovrebbe chiamare, altrimenti, lo zerbinismo militante dell’UDC nei confronti di piazza San Pietro?

Ovviamente, come dicevo in apertura, la cosa ha parecchio infastidito diversi esponenti europei che parlano di «un’ingerenza istituzionale grave, sorprendente, senza precedenti» (fonte ADUC). Segno evidente, questo, che la presenza dei cattolici in politica, almeno quelli italiani, così come detto altrove, è garanzia di imbarbarimento istituzionale, di regresso civile e di negazione dei diritti umani.

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Segue il testo integrale e tradotto della lettera che il nunzio pontificio a Parigi ha spedito ai rappresentanti del PPE (si ringrazia Sergio Rovasio di Certi Diritti per la gentile concessione):

Nunziatura Apostolica in Francia

Parigi, 8 gennaio 2010

Signor Deputato,
come saprà dal 25 al 29 gennaio 2010 avrà luogo a Strasburgo l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) alla quale parteciperanno le Delegazioni dei parlamentari nazionali degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Il Segretariato di Stato mi incarica di farvi partecipi delle preouccupazioni della Santa Sede a proposito dei due progetti di risoluzione, i cui testi sono in opposizioni aperta con la legge naturale e ai valori promosso dalla chiesa cattolica e della necessità di partecipare attivamente al voto.
Alcuni membri del Partito Popolare Europeo, i Signori deputati Volontè, Farina e Gatti, sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno depsoitato degli emendamenti in vista di un miglioramento i questi progetti di risoluzione.
Si allega un promemoria e mi permetto di invitarvi a dare il vostro appoggio e sostegno alla Santa Sede. Resto a vostra disposizione per tutte le eventuali chiarificazioni che voi desiderate. Nel ringaziarvi della vostra attenzione colgo questa occasione per augurarvi un buon anno 2010 e vi prego di gradire l’assicurazione della mia alta considerazione.
Luigi Ventura
Nunzio Apostolico
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