Mozioni Pd e diritti civili. Renzi e il suo solito niente

Riassumendo, molto velocemente, sui tre principali candidati alla segreteria del (comincino le risate) Partito democratico in merito alla questione omosessuale (finiscano le risate e sgorghino le lacrime).

Civati, bello e bravo, vuole i matrimoni. Il che gli rende onore e lode. Ma appunto li vuole dentro un partito sostanzialmente omofobo. Un po’ come se domani dentro la Lega Nord un virtuoso si battesse per lo ius soli. Lodevole, per carità. Ma anche realizzabile?

Cuperlo ha scoperto l’acqua calda dei ” diritti e doveri per coppie di fatto omosessuali,” otto parole per indicare le famiglie gay e per dir loro che oltre i DiCo il Pd dell’apparato – quello che si trascina dietro ancora i Fioroni e le Bindi – non riesce a fare. Che è un po’ come dire che per curare un malanno ci vuole l’antibiotico, ma siccome non dobbiamo perdere lo 0,2% rappresentato dal voto cattolico dentro il partito è sufficiente pregare che tutto vada per il meglio. Questo è Cuperlo.

Poi dopo il bello e il tragico, arriviamo alla barzelletta: Matteo Renzi. Che non parla nemmeno di coppie e di matrimonio, ma si limita a ricordare che in Italia bisogna rispettare tutte le scelte. E grazie per la gentile concessione. Peccato che in Italia, oggi, sia già possibile vivere la scelta di una famiglia fatta da persone dello stesso sesso. Renzi non deve darci il suo benestare su questo. Renzi dovrebbe dire in che modo vuole tutelare legalmente le nostre famiglie.

Adesso la questione mi pare chiara.
Civati è per la piena uguaglianza, ma a parer mio ha solo sbagliato luogo. Il Pd non è certo il partito del “tutto”.
Cuperlo è per la discriminazione: i DiCo, ricordiamocelo, sancivano per legge una sorta di apartheid delle famiglie omosessuali.
Renzi, invece, ha fatto quello che gli riesce meglio: non ha detto nulla. E in quel nulla tutto è possibile. Ricordiamoci, a tal proposito, cosa è successo alla Camera sulla legge “contro” l’omofobia. Figlia dei renziani, appunto.

Poi, ovviamente, ognuno scelga secondo coscienza. Magari usandola, prima.

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