Ma Grillo su Bindi non è stato sessista

Beppe Grillo apre al matrimonio gay e la cosa, lasciatemelo dire, non mi convince. Almeno non ora, non del tutto. Troppa tempestività, il momento è, decisamente, troppo giusto. Quasi opportuno. Voglio aspettare un po’. E capire. E non nego che, se mai nella mia circoscrizione, dovesse presentarsi una lista del Movimento Cinque Stelle con facce presentabili, al momento, e per voto di protesta, lo voterei.

E ripeto: al momento. E per protesta.

D’altro canto, ho sempre contestato chi parla del M5S come antipolitica. Fosse non altro che chi usa questo termine è asservito, di volta in volta, al peggiore dalemismo o al peggiore berlusconismo. Credo sia molto più antipolitico il ventennio appena passato che le istanze portate avanti non da Grillo, ma dal suo Movimento.

Su questo solco, tuttavia, non posso non notare i sepolcri imbiancati di Repubblica, che tacciono di fronte all’omofobia di Rosy Bindi e attaccano il sessismo, presunto ma di fatto assente, del comico genovese che aprendo ai matrimoni per tutti, ha detto: «Problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti».

Sul quotidiano di Scalfari e di Ezio Mauro, che su Twitter lancia anche notizie degne del peggior palinsesto di Mediaset estate, si leggono frasi quali ” una caduta di stile in pieno stile berlusconiano”.

Sul suo blog d’autore, Marco Bracconi manda a dire:

Era inevitabile, scontato, scritto nel codice genetico. Dai calembour che storpiano i nomi alla battuta sessista su Rosi Bindi il passo è stato breve. Un piccolo passo per l’uomo. Ma un grande passo per il Movimento a Cinque Stelle.

Non credo che quelle parole siano sessiste. Grillo avrà semplicemente voluto dire: Rosy Bindi non ha mai conosciuto il vero amore, per questo è inadeguata a ricoprire un ruolo politico sulle unioni tra gay e lesbiche. E non lo ha conosciuto, non perché brutta fuori – l’avvenenza con l’amore c’entra ben poco e conosco brutti/e capaci di affettività assolute – ma perché arida dentro.

E questo, per altro, è anche il mio pensiero.

Faccio notare infine a questi signori di bon ton neofemminista e antisessista, che parlare di una donna anteponendo l’articolo al cognome è atto supremo di sessismo. Ma questo, evidentemente, sfugge loro. Come l’omofobia di chi sta lavorando contro la realizzazione affettiva ed effettiva delle coppie di gay e lesbiche.

Tanto si può sempre sparare sugli altri, pretendendo che siano migliori rispetto all’errore che le proprie esperienze e i propri atti possono rappresentare. Oggi tocca a Grillo. Domani chissà.

Annunci