Che cos’è la democrazia?

Su Facebook un mio amico, Pasquale Videtta, militante di Sinistra Ecologia e Libertà, ha scritto il seguente status che vi ripropongo:

Se vince il PDL non fanno la patrimoniale. Se vince il PD non fanno la patrimoniale. Se vince Monti non fanno la patrimoniale.

Se vince il PDL non legalizzano i matrimoni gay. Se vince il PD non legalizzano i matrimoni gay. Se vince Monti non legalizzano i matrimoni gay.

Se vince il PDL fanno il Tav in Val di Susa. Se vince il PD fanno il Tav in Val di Susa. Se vince Monti fanno il Tav in Val di Susa.

Se vince il PDL non rinegoziano il pareggio di bilancio e il fiscal compact. Se vince il PD non rinegoziano il pareggio di bilancio e il fiscal compact. Se vince Monti non rinegoziano il pareggio di bilancio e il fiscal compact.

Se vince il PDL non ripristinano l’art.18. Se vince il PD non ripristinano l’art.18. Se vince Monti non ripristinano l’art.18.

Se vince il PDL bombardano il Mali. Se vince il PD bombardano il Mali. Se vince Monti bombardano il Mali.

Se vince il PDL non eliminano gli F-35. Se vince il PD non eliminano gli F-35. Se vince Monti non eliminano gli F-35.

Se vince il PDL non istituiscono il reddito minimo. Se vince il PD non istituiscono il reddito minimo. Se vince Monti non istituiscono il reddito minimo.

Se vince il PDL non eliminano i privilegi della Chiesa. Se vince il PD non eliminano i privilegi della Chiesa. Se vince Monti non eliminano i privilegi della Chiesa.

Houston, abbiamo un problema.

Queste parole rendono egregiamente la situazione penosa dell’attuale politica italiana, per cui abbiamo tre forze principali, assieme a quelle loro alleate, che si differenziano in poco o nulla circa fatti fondamentali di politica interna, economica, sociale, estera, ecc.

La democrazia non dovrebbe consistere nel permesso dato dai politici ai cittadini di mettere una X a caso sulla scheda elettorale, ma permettere loro di poter scegliere tra programmi diversi e visioni della vita alternative. Se poi queste fossero pure nel segno dell’eccellenza, vuol dire che saremmo una democrazia felice. E invece siamo ancora a interrogarci su quale primo passo compiere per poter contemplare il sentimento dell’alternanza.

Questa è l’Italia che ci aspetta nel dopo-Berlusconi. Ammesso, arrivati a questo punto, che quel dopo arrivi.

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Diritti ai gay: Monti come Sabrina Ferilli

Così Monti, su matrimonio egualitario e omogenitorialità:

Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo ed una donna e ritengo necessario che i figli debbano crescere con una madre e un padre […] i Parlamenti possono trovare strumenti per altre forme di convivenze […] Nel nostro movimento ci sono idee pluralistiche su questo tema così come nella società e negli altri partiti.

Speriamo solo che il senatore, dopo aver sentenziato a pappagallo le sue cretinate sulla famiglia, si senta meglio a pensarla come Sabrina Ferilli e Lorella Cuccarini.

È comunque triste che l’ex premier per assicurarsi il voto della fetta peggiore della società – quella che non paga l’IMU e che protegge i preti pedofili, per essere più precisi – stia mettendo in mano il coltello al prossimo “svastichella” di turno.

Ma d’altronde non possiamo chiedere al professore di essere migliore rispetto alla classe politica che lo ha creato e rispetto al paese che pretende di governare.

Politica italiana 2012

Il governo Monti e tutti quelli che, fino a ieri, lo hanno sostenuto – le vedo solo io le banche a fare la òla?
Gli insulti di Elsa Fornero – siamo tutti/e troppo choosy!
E quelli di Cancellieri – chissà dove lavora il tuo, di bambino…
I referendum – il Pd ovviamente era contrario.
L’IMU non alla chiesa – i contribuenti dicono grazie per aver pagato almeno il 25% in più.
Il concorso truffa per la scuola – ovvero: un ministro che di cognome fa eau de toilette.
La saliva di Beppe Grillo – per non pochi sempre meglio della merda dei partiti tradizionali.
La narrazione vendoliana – “due palle” posso dirlo?
Lusi e Fiorito – devo aggiungere altro?
E gli scandali in regione – guarda caso, tutte in mano a PdL e/o Lega…
Rosario Crocetta alleato dell’UdC – il primo caso di gay contro natura.
Le primarie farsa – leggi Rosy Bindi in Calabria e il “tanto dove metterli, poi, lo decidiamo noi!”.
Il ritorno di Berlusconi. Anzi no. Anzi sì. Anzi no. Anzi…
Il papa pro-omofobia – e i partiti italiani zitti. Tutti.
Il Pd che candida il procuratore Grasso come capolista – quello che voleva dare un premio a Berlusconi per il suo impegno contro la mafia.
L’ascesa di Monti in politica – e la calata del gelo, nella democrazia.
Pierferdinando Casini che parla di politica seria – come me che parlo di fica fingendo un’erezione.

Intanto i/le militanti a star dietro a tutto questo, credendoci. E se glielo fai notare, alcuni ti minacciano pure…

(Un buon proposito per il 2013 potrebbe essere quello di smettere di discutere con gli idioti o, più semplicemente, evitare di rivolgergli la parola.)

P.S.: l’elenco è in aggiornamento.

Elezioni in Italia ed Europa: nuova (e brutta) politica all’arrembaggio!

Tempo di elezioni in Italia e in Europa. E credo che si possa sposare l’affermazione di Paola Concia, riguardo Parigi e Atene: la Francia rappresenta la speranza, la Grecia l’incubo.

Non nascondiamoci, infatti, un aspetto importantissimo: l’avanzata dell’estrema destra. Non solo il Front National, di Marie Le Pen, ma anche i neonazisti ellenici, di Alba Dorata. Roba, per intenderci, che i nostri leghisti, in confronto, sembrano mammolette illuministe.

Voto di protesta, certo. E voto di crisi. Ma pur sempre voto. Una scelta che non è per la “democrazia” in senso classico. Una scelta che non è, per altro, orientata verso l’astensione o la scheda bianca bensì verso opzioni comunque violente. E questo non va tenuto sotto gamba. La storia lo insegna.

In ogni caso, come già detto due settimane fa, adesso Hollande, in Francia, dovrà affrontare una sfida difficilissima: dare nuova credibilità a quella politica “tradizionale” che in tutta Europa è insidiata da una politica nuova – erroneamente accostata al prefisso anti-, e si pensi agli stessi Pirati tedeschi… – che non si riconosce nell’architettura istituzionale. Questo tentativo, si ricordi, dovrà inserire un nuovo percorso sui diritti GLBT. Vedremo come.

Per quanto riguarda l’Italia, credo che si possa riassumere la situazione di queste amministrative in modo seguente:
• le urne premiano la sinistra, sebbene la sinistra, anche in questo caso, benefici delle difficoltà della destra
• la Lega perde consensi, ma non scompare
• il PdL si scioglie, come il cerone di Berlusconi
• il Terzo Polo, di fatto, non esiste (Bersani e D’Alema, avete capito adesso o avete bisogno di un disegnino?)
• esplode il Movimento 5 Stelle, vero vincitore di queste elezioni

A questo proposito, mi soffermo su alcune ulteriori considerazioni:

1. a Genova vince il candidato di SEL, Doria, come a Milano la primavera passata. E a Palermo sembra profilarsi una situazione simile a quella di Napoli dell’anno scorso. Un candidato sostenuto da democratici e sinistra e che viene travolto da quello dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. L’IdV rischia di divenire un alleato indispensabile. E questo devono capirlo non solo gli amici piddini, ma anche quelli dipietristi;

2. sul Terzo Polo. Un articolo sull’Unità parla di sostanziale flop di un’accozzaglia di partiti che si riduce a un’UdC allargata a pochi transfughi del PdL (Fini) e del Pd (Rutelli). Casini, intanto, si trincera dietro un assordante mutismo. A cominciare dal suo profilo su Twitter. Sperando che si tratti dell’inizio del giusto oblio della sua orripilante carriera politica;

3. i numeri del voto. Molti già dicono: «ha votato solo il 67% degli aventi diritto». Or bene, la democrazia non è ciò che potrebbe accadere se. È ciò che accade a urne chiuse. I berlusconiani lo ripetevano sempre. Non sarebbe male rinfrescar loro la memoria;

4. dal voto italiano ed europeo emerge un messaggio chiarissimo all’Europa dei burocrati. Merkel a livello internazionale e Monti, qui in Italia, hanno avuto un messaggio più che chiaro.

La sinistra, se vuole essere forza egemone e leader, deve partire da tutte queste considerazioni, bloccare il tentativo proporzionalista dell’UdC, partito che ha candidato Cuffaro e Romano – ricordiamolo sempre – e trovare un’unità interna, di programma e quindi di coalizione, che dia a questo paese un futuro nuovo.

Dall’amore non si guarisce, dall’odio sì

È successo lunedi scorso, in tarda serata. Intorno all’una di notte, grosso modo.

«Stavamo caminando con una coppia di miei amici verso la piazzetta di Monti, quando un tipo che con dei suoi amici stava andando nel verso opposto al mio, mi colpisce con una spallata. Io gli ho chiesto spiegazioni e lui ha incominciato ad insultarmi.»

Marco Palillo, militante gay del Partito Democratico, era in giro per il centro di Roma, con due amici, Leo e Dario. E mentre passeggiava è stato aggredito e insultato, gratuitamente. Gli ho chiesto di raccontare la sua storia ed è stato così gentile da rilasciarmi questa intervista, che pubblico per esprimergli la mia piena solidarietà.

Con quale pretesto sei stato avvicinato?
«Non sono stato avvicinato. Sono stato colpito, mentre camminavo.»

Avevi avuto sentore di esser stato preso di mira oppure ti sei ritrovato in quella situazione spiacevole di punto in bianco?
«Sono sicuro che quell’uomo avesse voglia di provocare una rissa, altrimenti non si spiega la forza con cui mi ha urtato mentre camminavo.»

E dopo gli aggressori cosa hanno fatto?
«Ha iniziato a urlarmi contro “mortacci quanto sei frocio”, “frocio di merda” e cose del genere…Noi a quel punto abbiamo preferito non rispondere e rifugiarsi dentro un bar.»

Come ha reagito la gente che stava lì in zona?
«È durato tutto pochi minuti. Nessuno ha avuto tempo di reagire. Neanche io. Di solito, sono uno che sa rispondere a tono alle offese gratuite.»

Hai sentito la vicinanza e la solidarietà della comunità GLBT?
«Ho sentito la vicinanza dei miei amici, prima fra tutti Paola Concia, e del mio partito il PD. Ho ricevuto attestati di solidarietà e amicizia da Equality, Gay Center, Gaylib, SEL, i Giovani Democratici, Luiss Arcobaleno, il circolo Mario Mieli e tanti altri singoli esponenti del movimento LGBT. Ringrazio ovviamente tutti di cuore per l’affetto.»

Tu sei un giovane militante politico. Cosa pensi debbano fare concretamente le istituzioni, attraverso l’azione dei partiti, per evitare che vi siano altre aggressioni e altri pestaggi?
«Le istituzioni devono innanzitutto capire che non se ne può più della solidarietà e degli atti di condanna, servono le leggi per arginare finalmente quelle sacche di violenza che sono presenti sul nostro territorio. Se in Italia la legge Mancino vigesse anche per gli omosessuali io avrei potuto denunciare il mio aggressore per le offese ricevute. Invece, allo stato attuale non è così.»

L’apertura a diritti specifici, quali il riconoscimento delle coppie di fatto o l’apertura al matrimonio per le coppie gay e lesbiche, secondo te, è uno strumento culturalmente valido per arginare e debellare il fenomeno dell’omo-transfobia?
«Io ho sempre detto che la prima arma contro l’omofobia sono i diritti. Quegli stessi diritti che tutti i paesi fondatori dell’Unione Europea garantiscono alle coppie omosessuali. Detto questo oltre ad una legge di stampo europeo sulle unioni gay, possibilmente il matrimonio, serve anche una normativa a contrasto della violenza omofoba e transfobica, per costituire quegli anticorpi sociali che servono a questo paese per fermare l’intolleranza e la cultura della sopraffazione.»

Quanto le dichiarazioni di certi politici, di destra e anche di sinistra, incidono culturalmente, seppur non direttamente, in questa cultura dell’odio?
«Certo. Alimentano quel clima culturale che porta poi ad avere gente che come nel mio caso si sente libera di insultare una persona per strada. C’è un senso di impunità che è inutile negare viene avallato da parte di certe aeree politiche. Del resto se esponenti importanti del parlamento arrivano persino a negare che ci sia stato la persecuzione degli omosessuali durante il nazismo…»

Cosa diresti ai tuoi aggressori, se dovessi incontrarli in un confronto diretto?
«Gli direi che dall’amore non si guarisce, dall’odio sì. Curatevi e vivrete più sereni.»

Festa dei lavoratori o ai lavoratori?

Visto che  è la festa dei lavoratori. Monti e il suo staff di tecno-squali hanno improntato un piano d’urgenza per evitare di aumentare l’IVA a partire dal prossimo autunno. Il provvedimento prevede dei tagli in vari, a cominciare dalla scuola.

Vorrei capire cosa c’è ancora da tagliare… gli insegnanti sono ridotti all’osso, abbiamo classi di trenta allievi, il personale ATA e meno numeroso dei panda in Cina e dobbiamo portarci da casa la carta per le fotocopie e pure quella per andare in bagno.

Pare che questa gente non riesca a concepire una politica che attacchi il privilegio – avete presente quelle due magiche paroline quali patrimoniale e IMU alla chiesa, per intenderci meglio? Ecco! – e che salvaguardi le fasce produttive. E invece no. Chi vive di motoscafi e ville in Sardegna continuerà a farlo. Chi vive del proprio lavoro, rischia di perderlo.

Questo  il governo Monti, da tutti osannato come il salvatore della patria. Destra economica, becera tanto quanto quella berlusconiana, solo meno volgare e meno puttaniera. Per il resto ugualmente scellerata.

E per il resto, buon primo maggio. Mai come adesso.

Il comunicato stampa di Monti a Calderoli

Calderoli ha preteso le dimissioni dell’attuale Presidente del Consiglio – finalmente si può tornare a scriverlo in maiuscolo senza sentir venir meno il senso del pudore – perché “reo” di aver dato una festa privata a Palazzo Chigi.

Mario Monti ha così risposto:

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

Credo che il rappresentante leghista sia stato umiliato a sufficienza. Ogni altro commento è superfluo.

Riccardi di Sant’Egidio, ministro senza vergogna

Siccome oggi è Natale, sarò più buono.

Ho letto su Repubblica che la comunità di Sant’Egidio ha offerto a duemila poveri il tradizionale pranzo natalizio. Andrea Riccardi, suo fondatore e ministro dell’attuale governo Monti, quello che punisce i cittadini e mantiene i privilegi di chiesa e casta, dichiara: «Ci sono brutti segnali, ma l’Italia non è razzista».

Già, l’Italia non è (solo) razzista. È pure omofoba e sessista e la sua chiesa – di cui Sant’Egidio è parte integrante – se la prende con i divorziati, è impietosa con i malati terminali e invita cardinali pedofili alle feste di paese.

Come se non bastasse, il suo governo prende ai poveri per dare ai ricchi.

Certa gente, a cominciare dal neo-ministro, deve aver perso, con ogni evidenza, il senso del ridicolo e della vergogna: Riccardi pensi piuttosto a pagare l’IMU per tutte le proprietà che la sua comunità detiene a Trastevere.

E come dite? Avevo promesso di essere più buono? Lo sono stato. Altrimenti partivano pure i vaffanculo.

Governo Monti: c’è crisi, ma non per fare la guerra

Riporto un tweet di Ignazio Marino, senatore del partito democratico, che recita, alla lettera:

Un caccia F35 da 100 mln di euro vale 20 treni per pendolari di cui beneficerebbero 20mila persone.

In altri termini: le spese militari continueranno a essere alte, a nostre spese ovviamente.

Monti, d’altronde, è espressione di quegli stessi poteri che hanno causato la crisi e, politicamente, non è molto distante dal berlusconismo di cui ha tessuto le lodi, per le scelte di politica economica, per non parlare del fatto che è assai gradito agli ambienti vaticani (che, ripetiamolo, manterranno intatti i loro privilegi).

Questo governo affama gli italiani, taglieggia i pensionati e i lavoratori, deprime i consumi (IVA e rincaro benzina, due voci su tutte), determina l’aumento dei beni di prima necessità e, come se non bastasse, ama la guerra.

Il ministro della difesa, Di Paola, ha fatto sapere, infatti, che le spese militari non si toccano.

Evidentemente per comprare aerei, missili e pallottole – per ammazzare la gente in altri termini – il mantra del “rigore, sviluppo ed equità”, assieme alla crisi da cui scaturisce, passa in secondo piano.

A pagare, del resto, ci pensa il popolo italiano.

Le lacrime, il sangue e i soliti scemi

La manovra è stata annunciata e, a quanto pare, non sarà una passeggiata. Salgono le tasse, pagano i soliti, non si riforma poi tanto.

Ho letto su Twitter che le lacrime, in questi provvedimenti, ce li ha messi la ministra Fornero. Il sangue tocca al popolo. I soliti scemi. O corsi e ricorsi, fate voi.

Adesso, per quanto io sia estremamente contrario a questo governo – che reputo di destra economica – e poco propenso al sottobosco culturale che lo anima – un certo clericalismo conservatore – devo ammettere che Monti e il suo team dovranno avere il consenso di un parlamento in mano a partiti nel migliore dei casi discutibili, qualora non ridicoli e indegni. Ma questa è un’altra storia.

Monti ha potuto agire nella morsa di una situazione che è e rimane tremenda – il rischio default, per intenderci – e i veti di partiti i cui leader sono D’Alema/Bersani e Berlusconi/Alfano. La situazione, direbbe qualcuno, è tragica ma non è seria. Appunto.

In mezzo a questo delirio vi sono alcuni aspetti di natura sociale, politica e quotidiana che non posso non sottolineare.

1. La cosa più agghiacchiante della manovra di Monti è l’entusiasmo di certa militanza del pd… non hanno ben capito che è una manovra di destra. E che non si tratta di una manna dal cielo, bensì di una mannaia sociale. Si prevedono brusche flessioni nei sondaggi. Si spera nella sua scomparsa, che è ora che l’Italia abbia un partito di sinistra serio, e non un residuato di ex PCI e di mummie democristiane.

2. Monti ha chiesto e otterrà il sangue degli italiani. I privilegi della chiesa rimangono intatti. E in un contesto simile, la chiesa sarà più forte e chiederà maggiori garanzie ai futuri governi per avere il suo appoggio. Saremo l’equivalente europeo dell’Iran, mentre certi “giovani” democratici esultano per Monti e la sua rapina definita “decreto salva Italia”.

3. In questo quadro, la CEI che parla di equità della manovra è come quello stupratore che, dopo aver violentato una donna, argomenta liberamente di educazione sessuale sul campo.

4. Aumenta l’IVA. I proventi serviranno ad aiutare le giovani famiglie. Eterosessuali e sposate. Questo per rispondere a chi mi dice, gay inclusi, che una legge sulle unioni civili e sul matrimonio allargato, è inutile o secondaria di fronte a certe questioni. Come ben si può notare, viene ancor prima. Se non si è tutelati nei propri affetti, non si potrà poi pretendere lo stesso beneficio riservato alle coppie sposate. In tutto questo, poi, va da sé, a parità di sacrifici, che si chiederanno pure alle famiglie gay e alle coppie di fatto. Senza niente in cambio. (Posso dire, coglioni?)

In questo quadro ben poco rassicurante, emerge un’unica consapevolezza. A pagare, e a soffrire, saranno sempre e solo i soliti noti. Con qualche contentino marginale, certo, ma giusto per far impazzire i twits di qualche catto-comunista.

La società, nella vita reale, da ieri ha già qualche problema in più.