Scempio unioni civili: mille giorni? Non fatico a crederci

l'eurodeputato Daniele Viotti

l’eurodeputato Daniele Viotti (Pd)

Dichiara Daniele Viotti, in un suo commento su Facebook ripreso dal portale Gay.it:

Per i diritti civili non c’è mai tempo, in undici secondi abbiamo ricevuto l’ennesimo rinvio e un’altra promessa a cui fatichiamo a credere.
Se non esiste ancora un testo (e a quanto pare non esiste) la proposta Cirinnà può essere un punto di partenza anche se non prevede la parità effettiva che si raggiunge solo con il matrimonio egualitario.
E infatti rimane insoluta la questione di fondo che da tempo poniamo: qual è l’orizzonte del Pd? Per me deve essere la totale uguaglianza! Prendiamoci il tempo necessario per una legge che preveda il matrimonio egualitario, condividiamo le posizioni, ascoltiamo le associazioni e il movimento.
Se questo è l’orizzonte partiamo pure dal dibattito sulle unioni civili, previste da Renzi, ma siano rispettati i tempi dati. Non è ammissibile aspettare ancora, non è ammissibile vivere ancora in un Paese in cui i pochi progressi sui diritti civili sono ottenuti per decisione di amministrazioni locali coraggiose o attraverso sentenze di tribunali.
Lo dico con una battuta: speriamo che oggi alla direzione nazionale il segretario del partito faccia pressioni sul premier.

Flavio Romani, presidente di Arcigay

Flavio Romani, presidente di Arcigay

Gli fa eco Flavio Romani, presidente di Arcigay:

Non gli crediamo: il premier si sta prendendo gioco di noi. I continui rinvii e le promesse da marinaio sono una pratica intollerabile per un Primo Ministro, una modalità imbarazzante e poco seria con cui Renzi si prende gioco delle vite di milioni di cittadini e cittadine.

Eppure, io questo scandalo non lo capisco. È come se mi stupissi nel constatare che fa brutto tempo e la pioggia mi bagna il marciapiede sotto casa. Perché basta avere un minimo di senso critico e capire di chi stiamo parlando – un presidente del Consiglio che era presente al Family Day, che ha fatto il cimitero dei feti quando era sindaco di Firenze e che su certi temi si fa dettare la linea dai supporter di Adinolfi e da Alfano – per capire che le fantomatiche “unioni civili alla tedesca” sono l’ennesimo esercizio linguistico di un partito e del suo ennesimo segretario, che per la questione LGBT nutrono solo sentimenti di diffidenza e di ipocrisia.

In passato venni accusato di “gufismo” per aver detto che a settembre non avremmo visto nulla, che dietro i buoni propositi si nascondevano i soliti imbrogli e le solite manovre sottobanco, il cui risultato mira(va) all’eterno rinvio e, sostanzialmente, al nulla di fatto. Adesso sarebbe buona norma che certi gay renziani (o quelli che renziani non lo sono, ma chissà perché da tali si comportano) chiedessero scusa non tanto a me – della loro opinione nulla mi importa – ma alle migliaia di persone LGBT che hanno convinto in cabina elettorale facendo da specchietto per allodole. Fosse non altro per una questione di onestà intellettuale. Dire chiaramente “scusate, abbiamo fatto una cazzata”, l’ennesima per il Pd. Ma appunto, ci vuole onestà per dire queste cose.

Ad ogni modo, mentre qualcuno si stupisce io non fatico a credere in questo ennesimo rinvio. Non so voi.

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