Meeting di Rimini: il nulla di Renzi sulle unioni civili

51Ho appena finito di vedere la diretta su Sky dell’intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla platea del meeting di Comunione e Liberazione. Nella nuova Italia raccontata da Renzi in quel consesso nemmeno una parola è stata pronunciata sulle unioni civili.

Adesso, nell’eventualità di altre diete mediatiche dentro il partito del premier, credo sia importante annoverare questo ennesimo silenzio tra le varie vittorie politiche – e quindi, nell’ambito della loro rilevanza dentro il Pd – dei gay renziani. Vedremo in quali mirabolanti esercizi di retorica si cimenteranno per cercare di smentire ciò che appare fin troppo evidente: al premier non importa nulla dei diritti civili delle persone LGBT.

Intanto ricordo che siamo a -51. Sarebbe un peccato dover chiedere a tutte queste persone di lasciare il partito e i loro vari incarichi nello stesso, qualora il 15 ottobre non venga licenziato il testo almeno al Senato. Converrete.

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Suor Giannini

Stefania Giannini

No, oggi non mi arrabbierò e non farò notare che le parole dette dalla ministra Giannini – una che evidentemente conosce la scuola unicamente perché ha fatto il liceo, diversi decenni or sono – sono uguali, trite e ritrite, a quelle di chi l’ha preceduto nel processo di distruzione dell’istruzione del nostro paese. Lasciamo tutto questo nel campo delle evidenze.

L’unica cosa che mi sento davvero di dire – e che mi nausea non poco – è che trovo scandaloso che un qualsiasi ministro della Repubblica parli di scuola pubblica ad un convegno di cristiani integralisti come l’annuale meeting di Comunione e Liberazione. È un insulto verso tutti/e quegli/lle insegnanti che fanno onestamente il loro lavoro a discapito di uno Stato che li tratta come agenti patogeni. A cominciare da quelli/e che vengono licenziati/e perché omosessuali proprio dalle scuole cattoliche alle quali, la nostra ministra, ha già promesso nuovi favori e immutati favoritismi.

Comunione, omofobia e liberazione

20130823-122327.jpgPuntuale come una condanna da santa inquisizione, anche quest’anno a Rimini si incontrano gli adepti di quell’organizzazione religiosa estremista più nota ai più come Comunione e Liberazione.

Anche quest’anno si punterà il dito contro matrimonio egualitario, interruzione di gravidanza volontaria, scuola pubblica e laicità in generale e si pretenderà che la politica italiana tutta finanzi (coi soldi di credenti e non) i continui attacchi che chiesa cattolica, Vaticano e fan club integralisti di sorta operano contro la democrazia. In nome degli interessi non di uno solo, come nel caso del berlusconismo, ma di una casta, tra le tante, che è quella legata agli affari (intesi come business) religiosi.

Quest’anno la kermesse si colora di rosso-sangue. Quello della comunità LGBT. Infatti l’edizione bolognese di Repubblica denuncia la presenza di in banchetto, proprio al meeting di Rimini, per raccogliere le firme contro la legge contro l’omofobia.

Evidentemente l’identità cattolica non può fare a meno di identificarsi in negativo per cui si è cristiani se non si è gay e se non si appoggiano elementari conquiste di civiltà (ammesso e non concesso che la farsa sulla legge portata avanti da Scalfarotto e Leone sia improntata in quella direzione e sappiamo tutti benissimo che non lo è).

Con ogni evidenza essere cattolici, per qualcuno a Rimini in questi giorni, coincide con il disprezzo delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans, attraverso il pensiero, le aggressioni, le violenze e gli omicidi. Perché questo significa essere contro una seria legge contro l’omo-transfobia.

Segue il solito teatrino degli scandali incrociati: qualcuno grida che i ciellini siano omofobi (che è come dire che i nazisti siano tali) e i ciellini dichiarano che sono a favore di tutte le differenze, salvo poi essere omofobi davvero (visto che sono contro matrimonio, adozioni, leggi di tutela, ecc).

Il capolavoro di questo balletto dell’ipocrisia arriva con la piroetta dell'”a mia insaputa”. CL ospitava il banchetto, senza sapere cosa si faceva in quel banchetto stesso.

Meno male che non fosse una raccolta per una legge per vietare la piena libertà di espressione alle donne, il loro confinamento nelle cucine domestiche, la condanna alla lapidazione per il sesso fuori del matrimonio e amenità similari. Sarebbe stato coerente con quanto scritto nella Bibbia, dal Levitico a san Paolo.

Per fortuna, o per paraculismo, i cristiani DOC non leggono più certe pagine fondative del pensiero cattolico. Si limitano solo a Sodoma e Gomorra. D’altronde stiamo parlando di froci. Pardon, di peccatori.

Immagini dal meeting di Comunione e Liberazione

 

Sponsor, banche e pure un piccolo casinò.

Il video blogger Saverio Tommasi ha pubblicato la sua inchiesta sui rapporti tra Comunione e Liberazione e il potere economico.

Pare che il video verrà cancellato tra poche ore. Nella speranza che si tratti di una notizia falsa, vi invito alla visione del documentario.

Non tutto il male…

Mettiamola così: il buono del raduno dei papa boys in Spagna e del meeting di Comunione e Liberazione a Rimini è che rende più piacevole andare in giro per le strade d’Italia e del mondo. Si evitano di fare brutti incontri.

Napolitano, CL e il rispetto della democrazia

Il presidente Napolitano è stato accolto da eroe al consueto meeting dell’ennesima associazione cattolico-integralista, Comunione e Liberazione (il cui nome per altro rievoca semanticamente un partitino ormai obsoleto degli anni ottanta, Fascismo e Libertà).

All’incontro di Rimini ha partecipato anche Enrico Letta, esponente dell’area cattolica del partito democratico. Lo stesso partito che ha lasciato che un suo rappresentante – l’ex ministro Fioroni – di presenziare a una riunione carbonara indetta da Tarcisio Bertone, segretario di stato vaticano, con lo scopo di creare una task force di cattolici in parlamento che abbia come fine non tanto il bene del paese, quanto le richieste della chiesa da spacciare per il bene del paese.

Faccio notare che a quell’incontro, tuttavia, non è stato invitato Casini, reo di aver appoggiato Burlando, ex comunista, alle precedenti regionali in Liguria. Ciò dimostra come un ipotetico asse tra pd e UdC sia fallimentare in partenza.

Dovrebbero riflettere tutti quegli esponenti di sinistra, o presunta tale, che vanno a svendere i loro principi in nome di un’alleanza con i settori più retrivi, antidemocratici e integralisti della nostra società. Dovrebbero, queste persone, scegliere tra convenienza politica e rispetto per gli aspetti fondanti della nostra società, a cominciare dal suo carattere laico.

E ciò vale anche, e forse a maggior ragione, per il nostro presidente della Repubblica.