Meno male che Silvio c’era

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Non entro nei dettagli tecnici della sentenza Mediaset, non ho gli strumenti per farlo e rimando a chi ha più competenza di me.

Detto questo, faccio un paio di considerazioni a caldo, rigorosamente sparse.

1. Alcuni sostenitori di Silvio Berlusconi hanno già fatto sapere che chiederanno la grazia a Napolitano. Speriamo che il presidente non si renda complice di questa ennesima vergogna e tuteli, per una volta, gli interessi reali del paese.

2. Trovo veramente paradossale che ci siano personaggi di sinistra, alcuni dei quali pure militanti LGBT, che si dispiacciano  commentando: “non dovevamo farlo fuori così, ma politicamente”. Nessuno ha fatto fuori nessuno. È stato condannato per un reato. È stato rispettato lo stato di diritto. Se non si capisce questo si dà prova di analfabetismo istituzionale. Oltre a essere sostanzialmente uguali al leader del PdL.

3. Per altro affermare che si doveva battere politicamente Berlusconi significa che si riconosce, a livello proprio politico e culturale, la sua azione di distruzione sistematica dello stato di diritto. Solo un analfabeta della democrazia poteva dire una cosa del genere. Coerente con certo pensiero renziano, ma irricevibile.

4. Il Pd adesso, se fosse un partito serio, avrebbe tutte le carte in regola per non farsi più ricattare dal PdL. Potrebbe o dettare la linea su tutto l’azione di governo o farlo cadere e andare a nuove elezioni. Se fosse un partito serio, appunto. Purtroppo ha espresso Letta e questo esecutivo abominevole.

5. Alcuni membri del governo hanno rimesso il loro mandato non nelle mani del presidente del consiglio (e lo scrivo volutamente minuscolo), ma in mano a Berlusconi stesso. Ciò denota l’irrilevanza del nostro premier, il carattere eversivo e, ancora, l’analfabetismo di certi attuali ministri che ricade, di conseguenza, sul governo tutto.

6. Fa bene pensare che Beatrice Lorenzin potrebbe tornare a fare la diplomata del liceo classico.

7. Fa bene pensare che esiste la magistratura, ultimo baluardo della democrazia in questi ultimi vent’anni di follia di cui quasi tutti i partiti e leader dell’arco governativo sono stati complici. Da D’Alema in poi.

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I palinsesti tv nell’era del bunga-bunga

Non chiedetemi come, ma sono venuto in possesso di un prezioso documento sul palinsesto di diversi programmi televisivi nei prossimi mesi delle maggiori emittenti nazionali.

La grande sete di informazione, per altro, ha portato i dirigenti Rai di minoranza a recuperare una serie di format anche precedentemente sospesi, in nome del pluralismo.

Una certa monotonia è stata registrata nei programmi di approfondimento politico, purché di stampo bolscevico e vicini alle procure, ormai veri e propri luoghi di delinquenza istituzionale, popolati da attentatori della sovranità popolare – per usare il più sobrio linguaggio da deputato medio del PdL – e cioè Anno Zero, Ballarò e L’Infedele il cui titolo, comune, sarà: “Il rattuso d’Italia”.

Un taglio più medico sarà dato, invece, ai programmi di informazione medica e scientifica. Se Superquark ha scelto come titolo “Il grande viaggio degli spermatozoi dopo i settanta”, Elisir si affida al più neutro “Il maschio settantenne italiano, tra andropausa e satiriasi”.

Più autoreferenziali programmi come Harem, il cui titolo di una puntata speciale di approfondimento sarà, appunto, “L’harem”.

Per quanto riguarda Un giorno in pretura, invece, circola la notizia che la trasmissione è stata cancellata per l’ indisponibilità del premier a partecipare al programma.

A tale proposito Chi l’ha visto proporrà un ciclo di puntate sulla scomparsa di Silvio Berlusconi dalle aule giudiziarie italiane.

Porta a porta, ancora, proporrà un ciclo di trasmissioni sul ruolo della zeppa nella moda dell’ultimo decennio.

Rilanciato anche il sodalizio tra il programma di Vespa e il Tg di Minzolini che dedicherà, sempre in apertura, ampio spazio alle borse da abbinare alle calzature che saranno lanciate nelle prossime collezioni moda.

Striscia la notizia, infine, proporrà un’inchiesta della durata di cinque anni sull’inaccettabile scandalo del mancato uso del congiuntivo da parte dei consiglieri comunali di pd, IdV e SEL dei comuni di Molise, Abruzzo e Toscana.

Captate diverse e contraddittorie reazioni da parte della chiesa e degli esponenti di maggioranza e opposizione. La CEI saluta con favore il nuovo corso televisivo: l’esposizione delle femminee grazie in tv, conformi al disegno divino, dissuaderà le giovani generazioni dall’essere moralmente disordinati e dal propendere per abomini quali l’omosessualità, il relativismo culturale e la democrazia. Per Walter Veltroni, invece, il nuovo palinsesto farà orbitare il suo partito attorno il 74% dei consensi potenziali. Daniela Santanché, dulcis in fundo, con la solita eleganza che la contraddistingue, ha mandato affanculo i giornalisti che le chiedevano di esprimere un’opinione in merito, agitando il dito medio e abbandonando, “schi-fa-ta e-ste-rre-fa-tta e sco-nvo-lta”, la sala stampa.