E sul Fatto Quotidiano oggi si parla di matrimoni leciti e non

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matrimoni leciti e illeciti: la chiesa dice sì a…

Ultim’ora: il prefetto Sodano di Bologna vuol revocare la registrazione delle nozze contratte all’estero dai gay perché non previste dall’ordinamento italiano. Magari potrebbe ricordare che pure la trattativa tra stato e mafia non è prevista e, contrariamente alle relazioni LGBT, è pure illegale. Tuttavia quel tipo di “matrimonio”, la Repubblica che lei rappresenta lo ha già siglato. Come la mettiamo?

E a proposito di matrimoni, religiosi questa volta, e mafia. Lascio la parola a Francesco Lupo del M5S palermitano che dice: «lascia di stucco che in questo paese i clericali si straccino le vesti su matrimoni Lgbt, però consentono allegramente in chiesa sposalizi tra “casate” mafiose».

Perché a quanto pare la chiesa cattolica palermitana ha concesso la prestigiosa Cappella Palatina per far sposare i due rampolli di due clan… ma di questo ne parlo sul Fatto Quotidiano. Per cui, buona lettura.

Casini: matrimoni gay? Una violenza della natura

Diritti civili e matrimoni tra persone dello stesso sesso? Ecco cosa ne pensa Pierferdinando Casini, leader dell’UdC:

Roma, 20 LUG (il Velino/AGV) – «Se si tratta di stabilire delle garanzie giuridiche per coppie di conviventi, eterosessuali o omosessuali, credo che si tratti di un fatto di civiltà. Ma il matrimonio fra gay è un’idea profondamente incivile, non di frontiera di progresso». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini nel suo intervento alla direzione dell’Udc, che l’ha definito «una violenza della natura sulla natura». Quanto alle adozioni delle coppie omosessuali «è più forte la volontà di due uomini o donne di avere una maternità, che prevale sulla tutela del bambino. Ma noi siamo dalla parte del bambino», ha affermato Casini. «Le nostre idee non sono oscurantiste, ma di progresso, civiltà e rispetto dei più deboli» ha concluso il leader Udc.

Chissà a quale bene superiore pensava Casini quando ha fatto eleggere in parlamento persone come Cuffaro, già indagato per rapporti con la mafia. E sempre questo signore, ricordiamolo, ha portato ai ranghi più alti della politica personaggi discutibili come Saverio Romano. Possiamo credere che le sue doti politiche, raffinatissime nello scegliere il peggio, stiano alla base anche di queste argomentazioni omofobe.

Un’ultima considerazione sul bene dei bambini: onorevole Casini, quando il suo partito votava per i finanziamenti delle scuole private – sottraendo le risorse all’istruzione pubblica, per altro in violazione alla nostra Costituzione – ha pensato che i figli di milioni di coppie che non possono permettersi di pagare le costosissime rette dei diplomifici cattolici? Ha pensato al bene di infanti e ragazzi/e che saranno costretti/e a studiare in scuole fatiscenti?

Casini, un consiglio spassionato: smetta di fare politica e si dedichi ad attività socialmente meno dannose. Lei per questo paese ha già fatto abbastanza, a cominciare dall’aver contribuito a portare in parlamento indagati e i responsabili del peggior berlusconismo. A cominciare da chi lo ha creato.

Bindi contestata, al pubblico: se non vi sta bene andatevene

 

Ecco il video con la contestazione a Rosy Bindi alla festa dell’Unità. Il presidente si distingue per arroganza, nervosismo, inesattezze e malafede politica.

Da notare, in particolare:

  • lo scarso applauso all’inizio, quando viene esortato il pubblico che risponde in modo piuttosto tiepido
  • la colpa data ai giornali sull’affaire Assemblea nazionale (vi ricorda qualche ex premier?)
  • le bugie di Rosy Bindi sul dettato costituzionale: la stessa Corte costituzionale ha sentenziato che le coppie LGBT devono avere le stesse prerogative delle coppie sposate, non una legislazione separata
  • l’opportunismo di Rosy Bindi sempre sulla Costituzione: la Carta fondamentale vieta, ad esempio, che le scuole private abbiano finanziamenti pubblici eppure i dirigenti del partito democratico al potere hanno finanziato i diplomifici cattolici a danno della scuola pubblica
  • la superiorità del pensiero cattolico su tutti gli altri, affermando la natura confessionale del pd
  • l’arroganza contro i contestatori, le minacce – «lo vedete perché non otterrete mai niente?», «state mettendo in discussione la linea del partito?», «siete voi che dovete andare da un’altra parte, non io!», «se le unioni passano è perché noi lo vogliamo, se continuate a lamentarvi non avrete nemmeno quelle» – l’intimo autoritarismo “del presidente Bindi”
  • l’agitazione del benaltrismo, per cui lascia passare il messaggio: siamo in crisi, per cui le unioni gay non hanno la priorità
  • l’imbarazzo sulla questione primarie
  • il politichese e la lezioncina imparata a memoria.

In tre parole: che brutta persona.

Ma Grillo su Bindi non è stato sessista

Beppe Grillo apre al matrimonio gay e la cosa, lasciatemelo dire, non mi convince. Almeno non ora, non del tutto. Troppa tempestività, il momento è, decisamente, troppo giusto. Quasi opportuno. Voglio aspettare un po’. E capire. E non nego che, se mai nella mia circoscrizione, dovesse presentarsi una lista del Movimento Cinque Stelle con facce presentabili, al momento, e per voto di protesta, lo voterei.

E ripeto: al momento. E per protesta.

D’altro canto, ho sempre contestato chi parla del M5S come antipolitica. Fosse non altro che chi usa questo termine è asservito, di volta in volta, al peggiore dalemismo o al peggiore berlusconismo. Credo sia molto più antipolitico il ventennio appena passato che le istanze portate avanti non da Grillo, ma dal suo Movimento.

Su questo solco, tuttavia, non posso non notare i sepolcri imbiancati di Repubblica, che tacciono di fronte all’omofobia di Rosy Bindi e attaccano il sessismo, presunto ma di fatto assente, del comico genovese che aprendo ai matrimoni per tutti, ha detto: «Problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti».

Sul quotidiano di Scalfari e di Ezio Mauro, che su Twitter lancia anche notizie degne del peggior palinsesto di Mediaset estate, si leggono frasi quali ” una caduta di stile in pieno stile berlusconiano”.

Sul suo blog d’autore, Marco Bracconi manda a dire:

Era inevitabile, scontato, scritto nel codice genetico. Dai calembour che storpiano i nomi alla battuta sessista su Rosi Bindi il passo è stato breve. Un piccolo passo per l’uomo. Ma un grande passo per il Movimento a Cinque Stelle.

Non credo che quelle parole siano sessiste. Grillo avrà semplicemente voluto dire: Rosy Bindi non ha mai conosciuto il vero amore, per questo è inadeguata a ricoprire un ruolo politico sulle unioni tra gay e lesbiche. E non lo ha conosciuto, non perché brutta fuori – l’avvenenza con l’amore c’entra ben poco e conosco brutti/e capaci di affettività assolute – ma perché arida dentro.

E questo, per altro, è anche il mio pensiero.

Faccio notare infine a questi signori di bon ton neofemminista e antisessista, che parlare di una donna anteponendo l’articolo al cognome è atto supremo di sessismo. Ma questo, evidentemente, sfugge loro. Come l’omofobia di chi sta lavorando contro la realizzazione affettiva ed effettiva delle coppie di gay e lesbiche.

Tanto si può sempre sparare sugli altri, pretendendo che siano migliori rispetto all’errore che le proprie esperienze e i propri atti possono rappresentare. Oggi tocca a Grillo. Domani chissà.