Oggi sul Fatto Quotidiano: Arcigay, tesseramento della destra e…

Pascale si tessera ad Arcigay Napoli

Sull’ingresso di Pascale e Feltri in Arcigay, insieme all’apertura di Berlusconi verso i diritti delle persone Lgbt mi sono già espresso. E attenzione, non sono di quelli che pensa che certi temi debbano avere collocazione solo a sinistra e ben vengano ulteriori apporti da parte di larghe fette della società e, soprattutto, della politica.

In parlamento la proposta delle unioni civili che si discuterà a settembre, secondo quanto dichiarato dal nostro Presidente del Consiglio, dovrebbe avere già una solida maggioranza, almeno in teoria. Sicuramente alla Camera e con numeri un po’ più ridotti al Senato.

Aggiungo, a tutto questo, che la consacrazione di certi personaggi, come Pascale, rischia di aprire il fronte delle larghe intese con la prospettiva dell’ennesima mediazione al ribasso. Ne avevamo bisogno?

Il resto potete leggerlo sul Fatto Quotidiano di oggi.

Nozze gay: anche la regina Elisabetta dice sì

«Il governo sta promuovendo una società giusta in cui le persone si rispettino. Credo che se una coppia sia ama e vuole impegnarsi per una vita in comune, dovrebbe avere la possibilità di celebrare un matrimonio civile, a prescindere che si tratti di una coppia di omosessuali o di eterosessuali. Non vogliamo cambiare il matrimonio religioso, o chiedere ai gruppi religiosi di andare contro le proprie tradizioni».

Queste le dichiarazioni al quotidiano The Independent del ministro britannico per le Pari Opportunità, Lynne Featherstone. Una posizione di buon senso, che guarda ai legami affettivi delle coppie. Se due persone si amano e lo vogliono, devono potersi sposare. Se la coppia è formata da eterosessuali o meno, il significato di quell’affetto non cambia e non cambia nemmeno di fronte alla legge.

Un principio laico e liberale, che in Europa non solo è appannaggio della sinistra – almeno quella non invischiata in unioni contro natura con forze ultramoderate e omofobe – ma anche delle destre democratiche, come il Partito Conservatore del primo ministro inglese Cameron.

Pare, inoltre, che persino la regina Elisabetta parlerà di questo provvedimento nel suo discorso di primavera, dando pubblicamente il suo benestare nonostante le riserve delle frange più conservatrici – e cattoliche, manco a dirlo – del Regno Unito.

Va notato, ancora, un aspetto fondamentale: in Gran Bretagna sono già state approvate le civil partnership, le unioni civili che equiparano quasi del tutto coppie gay a coppie etero regolarmente sposate. La battaglia che si sta avviando oltre Manica non vuole introdurre qualcosa di nuovo, insomma, bensì vuole equiparare al 100% i sudditi di sua maestà di fronte alla legge. E l’equiparazione avviene anche dando il giusto nome alle cose: matrimonio, per tutti.

Faccio notare che mentre a Londra, quindi, laburisti (all’opposizione), conservatori e liberali (al governo) si apprestano a votare l’estensione del matrimonio alle coppie gay – e mentre anche i settori religiosi si dichiarano a favore delle unioni civili, purché non siano chiamate matrimoni – a Roma i radicali, insieme a IdV e a SEL, oltre alle associazioni laiche e GLBT, stanno raccogliendo le firme per l’istituzione del registro delle unioni civili al comune.

In merito a tale questione, il maggior partito della “sinistra” italiana, il cosiddetto Partito Democratico – ostaggio delle componenti cattolico-integraliste capeggiate da personaggi tristemente noti – non ha, ancora e tuttavia, una linea ufficiale in merito su un provvedimento per lo più simbolico.

Ci si chiede: se non si è in grado di realizzare piccole cose, dentro quel partito, come faranno a dar corpo a una politica più grande, come quella del conservatore Cameron in Inghilterra o del socialista Zapatero in Spagna? La strada è lunga. Non vorremmo fosse quella di un’ulteriore diaspora verso Londra, dopo quelle già percorse da migliaia di gay e lesbiche verso Spagna, Francia e Germania per potersi sposare, unirsi civilmente o per poter avere dei figli.

Piove e c’è pure crisi, finocchio ladro!

Riporto di seguito un mio articolo di oggi pubblicato da GAY.tv.

Le parole che seguono sono l’ennesimo, fulgido, parto filosofico di un maitre à penser della destra italiota, tale Massimo Corsaro. Il periodico on line “Giornalettismo”, infatti, riporta alcune perle di saggezza e di raffinata analisi economica del nostro – proferite a Klaus Condicio, a proposito della crisi spagnola – e a cui rimandiamo integralmente.

Interessante sarà, in questa sede, soffermarsi su alcune di esse. E nello specifico:

“La liberalizzazione gay doveva servire anche alla liberalizzazione dell’economia, ma non ha funzionato.”

Peccato che l’onorevole Corsaro non spieghi cosa intende per “liberalizzazione gay” e come questa sia legata all’economia mondiale tout court. Ma non contento, incalza:

“il matrimonio tra due persone dello stesso sesso e la possibilità che queste adottino dei figli […] puo’ anche essere concausa della crisi che stiamo vivendo.”

Anche in questo caso, non ci allontaniamo dalla semplice e nuda dichiarazione, senza nessuna argomentazione in merito e, a dispetto della stessa logica, senza che tale “verità” venga dimostrata scientificamente. In che modo una famiglia omoparentale è causa di una crisi che ha radici economiche ben note (a cominciare dalla crisi dei mutui e dalla speculazione finanziaria)?

Ma andiamo avanti. Sempre riguardo ai gay:

“Non vorrei nemmeno esagerare nel buttare loro la croce addosso, ma certamente queste nuove aggregazioni non hanno prodotto i risultati sperati.”

Quindi riassumendo: i matrimoni gay in Spagna non avrebbero creato coesione sociale (affermazione per altro non dimostrata) per cui aggravano una crisi economica che non dipende da essi, fino a diventarne, per magia, causa conclamata.

Un po’ come dire a un altro: piove, tu non hai portato l’ombrello e siccome mi sono bagnato è colpa tua se piove. Non fa una piega…

Quest’ennesima provocazione a danno della comunità gay rientra in un processo sempre più preoccupante di demonizzazione di una categoria sociale. Già Buttiglione ha rivelato al mondo l’oscura congiura per cui gli etero pagherebbero i contributi per le pensioni a (fantomatici) ricchi gay nullafacenti. Quindi è la volta di Corsaro e la sua teoria che spiega la crisi presente addossandola a un gruppo specifico e minoritario.
Qualcuno spieghi a questi signori che il trucco è vecchio e qualcuno ci ha già provato. Esattamente dopo la crisi del ’29, in Germania, a danno degli ebrei. Quel signore si chiamava Adolf Hitler. I risultati sono noti a tutti.