Gesù non è forse nato da maternità surrogata?

Fa più male a me che a loro, lo dico da subito. Ma mettere in guardia i soliti catto-integralisti di fronte alle loro contraddizioni mi sembra il minimo sindacale del rispetto umano. Come nel caso di tal don Dino Pirri, con cui ho avuto la seguente discussione:

Gesù non è forse nato da maternità surrogata?

Gesù e la maternità surrogata

Perché diciamocelo chiaramente: era minorenne e a Dio, che era single, serviva un utero. Siccome all’epoca non esisteva la maternità surrogata – che consiste nel fatto che una donna decide liberamente di avere una gravidanza per far nascere un bambino – sua divinità ha deciso di prendersi l’utero di Maria, inoculandole il seme divino.

Insomma, se si parla in certi termini di rispetto di dignità della donna, chi dovrebbe dare il buon esempio nelle alte sfere celesti non si è comportato proprio benissimo. E costruire una religione, con tutti i suoi veti, su questo paradosso – per altro non l’unico – non gioca a favore della credibilità della stessa. Figurarsi tutte le elucubrazioni ulteriori.

Ad ogni modo, la domanda è stata posta a questo gentile sacerdote. Il quale, tuttavia e non si sa perché, non ha ancora risposto. Strano, eh?

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Il gatto in un appartamento vuoto

Morire. questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti
strofinarsi contro i mobili?
Qui niente sembra cambiato
eppure tutto è mutato
niente sembra spostato
eppure tutto è fuori posto
la sera la lampada non è più accesa
si sentono passi sulle scale
ma non sono quelli
anche la mano
che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa non comincia
alla sua solita ora
qualcosa non accade
come dovrebbe
qui c’era sempre qualcuno. Sempre.
e poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci
in ogni armadio si è guardato
si è cercato sulle mensole
e infilati sotto il tappeto
ma non ha portato a niente
si è persino infranto il divieto
di entrare nell’ufficio
e si sono sparse carte dappertutto.
Cos’altro si può fare
aspettare e dormire
che provi solo a tornare
che si faccia vedere se osa!
Deve imparare che
questo non si fa a un gatto.
Gli si andrà incontro
con aria distaccata
un po’ altezzosi
come se non lo si vedesse
camminando lentamente
sulle zampe molto offese
e soprattutto
non un salto nè un miagolio.
Almeno non subito.

Wislawa Szymborska, Vista con granello di sabbia

(stasera mi manchi, piccola Maria, perché tu mi aspetti sempre: in tutti questi anni mi hai sempre aspettato e ogni volta vieni a sederti sulle mie gambe, per rassicurarmi che per te non cambia niente, anche se io a volte mi sento spaventosamente egoista e disperso nella mia vita assurda e senza direzione)

8 dicembre: o del perché la Bibbia è un fantasy

Oggi è l’otto dicembre, o giorno dell’Immacolata Concezione.

Secondo la teologia cattolica, Maria venne concepita senza peccato originale, poiché destinata a esser la madre di Dio. A ben vedere, niente di più di una “fecondatio ad personam”.

Mi sono sempre chiesto, poi, come mai l’Onnipotente abbia deciso di salvare l’umanità tutta partendo dalle periferie del mondo. Avrebbe potuto scegliere una romana e facilitarsi il compito.

Ad ogni modo, Maria venne generata per essere l’incubatrice divina del futuro messia. Non chiese questo destino e, a leggere i Vangeli, le fu imposto pure di dare il nome scelto dall’alto a suo figlio. (Però poi ci lamentiamo dei talebani…)

Ovviamente, scherzi a parte, si capisce la natura intima della religione di Cristo solo se si comprende un’evidenza che a molti, tuttavia, sfugge. Il Dio degli ebrei era (e sostanzialmente resta) un piccolo dio locale di un popolo schiacciato tra tre imperi. Per sopravvivere e darsi coraggio il “popolo eletto” fu costretto a dotarsi di una divinità superiore alle altre. Una versione ante litteram dell’amichetto immaginario, in parole povere.

Poi, dopo Gesù, questo piccolo dio di provincia – certamente permaloso e anche un attimo isterico – si internazionalizza e la “bottega” si trasforma in multinazionale. Qualcuno parlerebbe di “effetto McDonald’s”.

Da tutto questo possiamo dedurre tre aspetti di una certa rilevanza antropologica.

1. Come tutti gli arricchiti, anche a Dio piace fare sfoggio. O non si spiegherebbe il Vaticano.

2. Il cristianesimo è ciò che succede quando prendi troppo sul serio un fantasy.

3. Dopo questo post il mio curriculum vitae, inviato tempo fa alle scuole ebraiche di Roma, non verrà mai preso in considerazione.

Converrete.

Apologia felina, 3

questa è la mia Maria…  (quanto mi manca il suo musetto gentile)

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni gli artigli nella zampa
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi,
mescolati di agata e di metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere
la tua testa e il tuo dorso elastico
e la mia mano s’inebria della gioia
di palpare il tuo corpo elettrico,

mi torna in mente la mia donna. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestiola,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,

e, dai piedi alla testa,
un’atmosfera sottile, un temibile profumo,
nuotano intorno al suo corpo bruno.

Charles Baudelaire, Il gatto