In terrazza sopravvivono le fragole

Succede come  in una saga di magia, quando ci lasciano per sempre. Spezzano la nostra anima in due, e poi ancora, e così via. E appare l’oscuro signore, a frapporsi tra noi e ciò che desideriamo. Tra come dovrebbe essere e ciò che siamo davvero.

È facile dire che occorre cercare i nostri oggetti maledetti e distruggerli uno per uno.
Fin troppo elementare comprendere che distrutti quelli, basterà sferrare l’attacco finale, perché il nostro aguzzino diventi una nuvola di cenere.

Eppure basta guardare un po’ meglio per vedere oltre il cappuccio della tunica e trovarvi il nostro volto. Questo ci paralizza. Non è difficile impugnare un artiglio di basilisco. È la battaglia ad essere spaventosa. E a volte basta solo questo ad annientarci sul serio. Stiamo parlando di magia oscura, d’altronde…

Quindi ti svegli. Tuttavia. E il cielo è allegro, ed è strano ma poi pensi: non è lui a seguire il tuo umore, sei tu ad esser figlio e fratello delle nuvole.

Ritorni alla notte passata, alle risate amiche, agli abbracci, ai “che vuoi che sia”. Ritrovare alleati. La certezza di una casa, o più d’una. E imparare dal buio: per nasconderti quando sei ferito o più fragile, non certo a temerlo.

E guardare, ancora, fuori, sopra i tetti arancioni, mentre in terrazza, nei vasi di primavera, sopravvivono le fragole. E la tua coinquilina, superVale, ti dice che è arrivato il tempo di cambiare arredamento alla stanza.

I segnali, a vederli, ci sono tutti. Gli oggetti maligni mi spaventeranno ancora, ma ho stretto un patto indissolubile con le stelle e ogni sorriso.

Il signore oscuro non abbia nulla da temere: soltanto al mio abbraccio, ultimo e tenero, sparirà per sempre. Dentro me, al sicuro, nella sua casa dei rimpianti interrotti, delle cose rinfacciate che non fanno più male.

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Ago e filo

Il vento di gennaio, al cospetto del cielo limpido, porta sempre con sé qualcosa di doloroso e rassicurante allo stesso tempo.

Il mio tempo interiore prosegue con l’andare delle stagioni… arriverà primavera.

Nel frattempo, occorre guarire quel frammento di anima che gronda di sangue. Ogni goccia che cade sul suolo genera mostri ed errori. Vado a prendere ago, filo e magia. Per quanto doloroso.

Cose da buttare

Chiamatela magia o superstizione. Ognuno di noi ha i suoi incantesimi, o i suoi scongiuri. E accade quando ci troviamo di fronte alle porte del tempo. Quando un giorno segna il passaggio tra un prima e un dopo. Halloween, il 31 dicembre, il nostro compleanno, un anniversario.

Per capodanno si buttano via le cose vecchie. Abbandonando un oggetto vetusto, si pensa, ci lasciamo alle spalle – o pensiamo di farlo – i guai, le delusioni, un’abitudine sbagliata. Per poi ritrovarci, trecentosessantacinque giorni dopo, di fronte allo stesso punto. Davanti la porta da varcare di nuovo, in cerchio.

Anch’io, ieri, ho buttato una cosa vecchia. Senza troppa enfasi. Perché un simbolo è importante, ma ciò che cambia davvero, la magia di cui siamo dotati, sta nella volontà.

Dobbiamo cominciare a buttar via le cose che non ci piacciono da subito, in ogni momento della nostra vita. Per poi trovarci, l’anno prossimo, di fronte al secchio dell’immondizia, senza enfasi, senza oggetti da maledire, senza nulla da recriminare.

Poi, chiamatela pure magia o superstizione.

Piermerdum casinorum

Considero la saga di Harry Potter una moderna epopea, degna di stare nello scaffale assieme ad altre, come i poemi omerici o il ciclo arturiano.

Questa scena è tra le mie preferite. Le statue prendono vita, per difendere Hogwarts dagli attacchi del signore oscuro. Non so se ne cogliete la simbologia profonda. L’istituzione che difende se stessa. La democrazia, che prepara al futuro e si difende con la solidità delle sue fondamenta, dei suoi principi, della pietra con cui è stata costruita.

Questo incantesimo si chiama “piertotum locomotor”. Uno dei più belli, in assoluto. La stessa professoressa McGranitt ammette di aver voluto sempre usarlo.

In Italia, invece, per difendere la democrazia dobbiamo “sperare”, al massimo, in un piermerdum casinorum.

Figli dell’aria

La costanza delle cicale.
Il canto incompreso delle gazze.
Il cielo di quarzo, in guerra tra il vento e l’afa.

Nessun uccello a volteggiare per le nuvole. Ed io che appartengo all’aria, non ho il potere di interrogare il mare sugli auspici venturi.

Vorrà dire che attenderò tempi più adeguati e il temporale che purifica. Intanto, rimetto in ordine le mie armi magiche e, cosa ancora più importante, i pensieri di questi giorni tra ferro e fuoco.

La strega sorrideva…

Perché la strega mi disse di buttare nel calderone magico tutto ciò che non mi piaceva di questa vita, e di gettarne poi le ceneri al vento.

Ed io presi la pergamena e l’inchiostro fatto col mio sangue e vi scrissi tutto quello che mi era stato inciso nella parte interna della mia pelle. Quella parte che nessuno di voi può vedere, se non attraverso il dolore e il colore degli occhi.

I miei occhi. Come quelli di un vampiro di giorno. Verdi, neri, del colore delle querce che si addormentano in inverno.

E allora presi tutto ciò che poteva essere scritto col mio sangue e lo scrissi con disperazione e con coraggio. E scrissi che ero stanco di vivere la vita degli altri, sulla scia di un’esistenza che non mi prevedeva più. E la strega sorrideva, a dispetto delle mie lacrime di ricino.

E quando gettai tutto, in mezzo al fuoco, e quando dal fuoco si levò una nuvola di fumo che disegnava i miei contorni, oscuri e arrabbiati, tutto ebbe fine e inizio allo stesso tempo.

Domandai alla maga, che adesso appariva più vecchia e più serena, ma sempre al di là di uno sguardo beffardo, maligno e benevolo allo stesso tempo, se l’incantesimo avesse funzionato. Se aver aperto una vena qualsiasi della mia anima e aver fatto sgorgare il suo plasma invisibile ma ugualmente crudele fosse servito a qualcosa.

Lei, vittoriosa su ogni mia primigenia esitazione, si distolse dalla luce residua del calderone e mi rispose, distratta e annoiata: «Chi può mai saperlo?»

(Frammento di un qualcosa che sto creando dentro di me… vi piace?)

Halloween (Samhain): istruzioni per l’uso

Oggi faccio proprio l’elfo…

Quello che noi chiamiamo Halloween è, in realtà, l’antico capodanno celtico.
La bella stagione va via, comincia il lungo inverno, regno del buio, delle tenebre e padre della futura rinascita delle stagioni, delle specie, della vita.
Come ogni finestra, nel mondo magico, come ogni passaggio da una dimensione all’altra, il varco che si apre è magico e permette agli uomini e alle donne di entrare in comunione col loro spirito, con gli spiriti dei defunti, con l’anima del mondo.

Chi non c’è più, per l’occasione, abbandona la terra delle ombre per tornare sulla terra dei vivi.

È questo, perciò, il periodo migliore per buttarsi alle spalle le cose che, dell’anno appena passato, non ci piacciono più o non ci sono mai piaciute e per avviare un nuovo ciclo. È il tempo, inoltre, di onorare le anime dei nostri antenati che vagano per la terra e che possono venire a trovarci.

Per Halloween, che in lingua celtica si chiama Samhain, si possono perciò fare dei riti per propiziarci fortuna, benessere, per onorare i defunti.

Ecco alcuni rituali semplici che si possono fare la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre.

***

Magia della mela

Prendere una mela e tagliarla in orizzontale. Troverete una stella al suo interno, simbolo del pentagramma. Mangiare la mela intorno a mezzanotte, per avere fortuna per tutto l’anno a seguire. Bere anche del sidro o del succo di mela.

Seppellire una mela, intorno a mezzanotte, serve a nutrire le anime dei defunti che tornano in terra per reincarnarsi.

«Altra pratica era quella di pelare una mela con movimento continuo, senza mai fermarsi, gettare la buccia ricavata alle proprie spalle e, qualsiasi lettera essa avesse formato, sarebbe stata l’iniziale del nome del partner della propria vita» (tratto da qui).

Magia della quercia

Raccogliere da un ramo di quercia spezzato o caduto per terra, una foglia. Portarla con sé, nel proprio diario, in agenda, come segnalibro. Ci proteggerà dalle energie negative.

Raccogliere le ghiande, dando una ghianda agli amici ed ai familiari come augurio di buona fortuna.

Magia degli alimenti

Imbandire una tavola con una tovaglia arancione o nera e una candela dello stesso colore. Lasciare un posto in più, apparecchiato, per tutta la notte, per i nostri defunti che vorranno riposarsi dal loro tragitto terreno.

Lasciare fuori di casa un piattino con dei dolci, per rifocillare le anime degli antenati. Questo ci attirerà il loro favore.

Magia della zucca

Per chi ne è capace. Svuotare una zucca, darle un “volto” e posizionarvi una candela. Porre alla finestra o fuori dalla porta questa lanterna, così ottenuta, che guiderà il tragitto dei nostri antenati.

Magia del fuoco

Prendere una candela, concentrarsi sulla fiamma e pensare all’anno appena trascorso, tracciando i propri bilanci. Scrivere su un foglio di carta tutte quelle cose che non vi sono piaciute dell’anno appena trascorso e bruciare il foglietto su un calderone, o su un posacenere. Gettare la cenere al vento, che porterà via le vecchie abitudini e aprirà il nuovo anno alle novità.

Accendere, anche, delle candele su tutti i davanzali, con un piccolo ringraziamento o con qualche parola per gli spiriti.

Magia dei profumi

Se avete la possibilità brucia un po’ di fiori secchi (la lavanda va benissimo, o anche i fiori d’arancio).

Bruciare, per l’occasione, incensi alla cannella, alla salvia, al cipresso (indicato per allontanare il dolore, soprattutto in amore).

In un angolino che più ci piace, spargere per terra sale e lavanda, possibilmente verso est dove sorge il sole, e evocare un raggio che dia luce e spirito positivo. In questo periodo in cui l’oscurità va verso il massimo. Poi si raccolga il tutto e lo si conservi in un sacchettino dentro un cassetto.

***

Scegliete voi i riti che più vi assomigliano, o inventatene di nuovi. La regola è quella di aprire se stessi a una nuova vita, lasciando decadere ciò che della vecchia esistenza non  ci basta più.

Per il resto, buon Samhain, o buon Halloween, a tutte/i!

P.S.: si ringraziano Aisling Eywör Siobhan e la strega Mox per i magici consigli.