Come farà Renzi a fare una legge sulle civil partnership?

riuscirà il governo a fare le civil partnership?

Premetto due cose, in merito alle dichiarazioni di Renzi sulla futura legge per le unioni civili da settembre: la prima, la mia posizione sulle civil partnership l’ho già chiarita in un post apposito, con tanto di spiegazioni ulteriori; la seconda, se venisse approvato un ddl come quello presentato a dicembre, con questo parlamento e questo governo, sarebbe sicuramente un progresso di cui tener conto.

Per chi non ha tempo o voglia di leggere, faccio una scaletta dei punti salienti:

1. sostegno, anche da parte del movimento, alle unioni civili con diritti uguali al matrimonio e stepchild adoption come nel ddl già presentato

2. pretesa, da parte delle associazioni, di nessuno sconto ulteriore sui nostri diritti, partendo dal presupposto che QUESTO parlamento è quello che è

3. obbligare il Pd con i i suoi  strumenti e la sua strategia a fare parte dei nostri interessi. Se falliscono, ci perdono loro la faccia. Se ci riescono, vinciamo noi. Anzi, cominciamo a farlo.

Quindi, nessun disfattismo, nessun “gufare contro” – che ha sostituito il mantra berlusconiano del “remare contro” – nessuna volontà, masochistica o di qualsiasi altra natura, di rimanere nell’attuale situazione di stallo.

Fatte queste premesse, mi chiedo: il governo è fatto ancora con Alfano e la maggioranza è quella di un anno fa. La legge sull’omofobia è impantanata al Senato – dove i numeri sono quelli che sono – e dai ranghi dello stesso Pd si lascia intendere che non verrà mai approvata. Teniamo conto che quella è una legge blanda e inefficace. Se non vogliono far passare un provvedimento del genere, come spera Renzi di riuscire a ottenere un decisivo cambio di rotta in tal senso? Perché non è che uno non vuole sperare, ma la speranza andrebbe supportata da presupposti di un certo tipo. E i presupposti non giocano, al momento, a nostro favore.

Poi, va da sé, mi aspetto di essere stupito. Anche perché, prima o poi, toccherà sposarsi che abbiamo pure una certa età. O no?

Processo breve: il pd fa “bubusettete”

Berlusconi fa il bello e il cattivo tempo col processo breve, all’interno della maggioranza c’è una fronda che può indebolirlo, i blogger organizzano una manifestazione contro il premier per il 5 dicembre che ha l’avallo dell’Italia dei Valori – unico partito che ha mai fatto opposizione in parlamento, non dico seria, ma almeno la fa – e il piddì del new deal bersaniano cosa fa? Nulla.

Loro in piazza non ci vanno per non dare importanza a Berlusconi.

Questo perché Bersani, oltre a rappresentare il nuovo, aveva assicurato che sarebbe stato durissimo con l’ennesimo tentativo della maggioranza di distruggere il diritto in Italia a favore di uno e uno soltanto. A me sembra che i primi atti politici di quest’uomo siano identici a quelli di Veltroni. Qualcuno spieghi al prestanome di D’Alema che sbucare dall’angolo e fare “bubusettete!” non è un atteggiamento politico, e men che mai durissimo. Così come gli spieghi che ormai Berlusconi è andato oltre al concetto di “importanza”. Si arriva direttamente a quello dell’urgenza. È urgente fermarlo, ripristinare democrazia, diritto e legalità in questo paese. Ma stiamo parlando di un partito a vocazione peggioritaria, va ricordato.

Se poi un giorno dovesse venir fuori che tutta questa gente è stata comprata, come ormai si sente dire nelle fermate degli autobus e nei mercati, non è che mi stupirei più di tanto. Ma la politica e il bene del paese, in tutto questo, dove sono?