Assemblea pd e diritti civili: ennesimo rinvio

Dal profilo Facebook di Ivan Scalfarotto:

Noi mariniani abbiamo fatto davvero un gran lavoro in Assemblea: i diritti civili sono tornati a pieno titolo nel programma del PD.

Dal blog di Civati, rottamatore, che parlando dei progressi del pd all’assemblea nazionale su temi importanti, ci fa notare

Una sola eccezione: i diritti civili. Il Pd non è nelle condizioni di discuterne e lo ha dimostrato per l’ennesima volta. Non è pronto né al testamento biologico […] né alle unioni civili (a parte quella con Casini, l’unionedicentro che rende ancora più problematico parlare di certi temi).

Per la serie: ragazzi, mettetevi d’accordo. O è stato un successo o un fallimento. Le due cose, insieme, richiamano il ma anche veltroniano e sappiamo tutti dove ci ha portati: direttamente al bunga-bunga power.

Da quello che si è capito, in buona sostanza, certi diritti umani fondamentali, garantiti dalla Costituzione (art. 2) in base al principio di uguaglianza (art. 3), sono stati rimandati per l’ennesima volta alla prossima discussione. La componente cattolica del pd trionfa per l’ennesima volta, a discapito della felicità delle persone e della legittimità del diritto.

Come se non bastasse.

Gira l’ipotesi di una commissione speciale – mi sa tanto di “leggi speciali” molto in voga in un certo ventennio e in certe dittature – presieduto dalla Bindi, l’artefice dei DiCo. E siccome tutti sappiamo – tutti noi gay, per gli elettori del pd bisogna spiegare prima l’italiano, poi il progetto di legge e quindi il concetto di dignità della persona – che quel provvedimento era solo discriminatorio e non concedeva nessun diritto reale, il fatto che una cattolica integralista, omofoba e politicamente mediocre, sia a capo di tale commissione, non fa altro che farmi presagire il peggio.

Spero vivamente di sbagliarmi.