Gender, unioni civili e dintorni a Radio Radicale

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Sono stato ospite della trasmissione Divorziobreve.it, su Radio Radicale. Abbiamo parlato del cosiddetto “gender”, abbiamo fatto il punto sulle unioni civili, si è pure presentato il libro Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile e si è data voce al pubblico da casa.

Per chi volesse ascoltare la registrazione, può cliccare qui. E buon ascolto.

P.S.: ringrazio Diego Sabatinelli, Alessandro Gerardi e Sheyla Bobba per avermi voluto in radio e per la bella chiacchierata.

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Bullismo e omofobia a scuola: il dibattito

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Il logo del Roma Pride

Direttamente dal sito del Pride Park di Roma:

Dibattito sul tema “Bullismo, sessualità e omofobia nel mondo della scuola”, con il Prof. Federico Batini, autore del libro Identità sessuale: un’assenza ingiustificata. Ricerca, strumenti e informazioni per la prevenzione del bullismo omofobico a scuola (Loescher, 2014), Dario Accolla, docente e autore del libro Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile (Villaggio Maori, 2015). All’evento interverrà la Rete degli Studenti medi del Lazio. Modera Andrea Pini, docente ed ex presidente del C.C.O. Mario Mieli.

E sarà importante esserci.
Per capire come è fatto il “mostro” del bullismo.
Per vedere come si innesca.
Per evitare che chiunque, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, sia vittima di discriminazioni e vessazioni.

  • Dove: Eutropia, Città dell’altra economia – Largo Dino Frisullo, Roma
  • Quando: Martedì 9 giugno 2015, ore 18:00

Il mio 2014, in dieci immagini

Queste sono le dieci fotografie che in certo qual modo hanno caratterizzato il mio 2014. Un anno particolare, di transizione, direi. Con alcune cose che sono irrimediabilmente finite e altre che sono cominciate, di punto in bianco. Con parti di me che ho riscoperto, con gioia e non senza stupore. E ombre che ancora ritrovo, qua e là nella mia anima. Eppure anche questo, mi suggeriscono dalla regia, fa parte del ciclo della vita. E allora…

 

1

Clotilde è la mia prima orchidea. L’ho comprata all’Ikea, all’inizio del 2013 e ancora vive. E non solo. Ha fatto pure una seconda fioritura, cosa che – per quanto mi ha detto chi se ne intende – è abbastanza rara. È il mio simbolo delle cose che si rigenerano. Dell’inatteso. Della vita che è più forte del destino.

 

2

È un caldo pomeriggio di inizio primavera. Siamo altrove, siamo gli amici e le amiche di sempre. Alcuni di noi hanno avuto i bambini, altri (come me) sono scapoli d’oro. Nonostante tutto il tempo trascorso e la diversità delle nostre vite, abbiamo ancora la voglia di stare insieme, di ritrovarci. E di farlo con gioia. Questa immagine è il simbolo della continuità, delle cose che stanno dentro te, a prescindere dal fluire della vita.

 

3

Maria aveva diciannove anni e a maggio ci avrebbe lasciati. Era una gatta buona, tenera, intelligente. Avrebbe potuto insegnare molte cose a persone che non sanno cos’è la fedeltà e la devozione, che non conoscono l’amore. Questa fotografia è l’ultima che ci siamo fatti, insieme, in quel giorno di aprile, mentre l’accarezzavo sul mio petto. È il simbolo dell’amore più puro. Il più disinteressato.

 

4

Petra, un viaggio che ho sempre desiderato fare. Un luogo magico, unico al mondo. La storia, l’agire dell’uomo, la sua operosità. L’infinitezza del tempo. Il suo scorrere ineluttabile. Quella cosa che ci rende piccoli rispetto a ciò che siamo realmente. Quest’immagine rappresenta il simbolo del fluire delle cose e della memoria, unico filo possibile dei giorni che ci sfuggono inesorabilmente.

 

5

Ho scattato questa foto a San Marino, in una fattoria dentro una riserva naturale. È un luogo particolare, dove gli animali vengono ospitati per poter vivere felici. Quest’asina era destinata al macello ed è stata portata qui, in fin di vita. Aveva timore degli uomini, era stata maltrattata. L’amore dei proprietari della tenuta l’hanno riportata in salute e a fidarsi di nuovo delle persone. La ragazza che l’ha presa in cura ci ha detto che, una volta ristabilita, non voleva uscire dalla stalla dove era stata ricoverata, per paura. Le sue compagne, però, per una misteriosa ragione, hanno “sentito” che era lì e l’hanno chiamata, ragliando. Lei è come tornata in vita e da sola le ha raggiunte. Con questa immagine, che prelude a una carezza, do corpo alla speranza e ai nuovi inizi.

 

6

Questa foto è stata scattata a Palermo, a ridosso del pride. È stata la mia prima partecipazione a un talk show. Lì ho conosciuto persone speciali, come Caterina. Quando penso a quel giorno mi piace immaginare quegli elementi che quando si incontrano, in modo un po’ casuale (ma non più di tanto a ben vedere), generano qualcosa di nuovo. E quel che mi piace di più è che il bello deve ancora arrivare…

 

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È una notte d’estate, Ale ed io andiamo in giro per Roma. Una città a volte magica, che sa coccolarti, che ti illude, che ti rigetta, che sa essere puttana. Una città che se non fosse per gli amici, potrebbe essere la più dura del mondo, nonostante la sua bellezza. Ale è una new entry di quest’anno. Un affetto puro. Un punto di riferimento. Una di quelle persone che ti danno autostima per il solo fatto di averti scelto.

 

8

Caterina, dicevo. È il giorno del mio compleanno e ti arriva un pacco regalo. Dentro ci trovi la colazione, il cappuccino, i dolci. E pure una rosa, accanto. Mi piace essere coccolato. E lei mi ha fatto questa sorpresa. Gradita, inaspettata. Insomma, una cosa bella. Come sa essere a volte la vita… E Caterina, quindi. E il suo essere speciale, dicevo.

 

9

E siamo giunti a quota tre. Un saggio, una curatela, una raccolta di racconti. Quest’ultima, Da quando Ines è andata a vivere in città, nasce dopo anni di pudori. Dopo aver cercato per moltissimo tempo il coraggio di mettersi alla prova sul piano dei sentimenti. Perché va bene, so analizzare la realtà, di ciò sono fin troppo consapevole. Ma che spazio riesco a dare al mio cuore? Questo devo ancora impararlo, a quarantuno anni passati. E nell’attesa di scoprirlo, scrivo.

 

10

Questa foto mi è stata scattata a Napoli, a inizio dicembre. Ero a un convegno universitario. Portavo una mia relazione, dopo molto tempo. Sono felice, lo potete vedere dai miei occhi. Perché quella è la mia dimensione: produrre cultura. Non so se riuscirò mai a coronare il mio sogno. Ma so che non posso far altro che coltivarlo dentro di me. Perché anche se è un’illusione, mi rende vivo. E se c’è vita, abbiamo tutto quello che ci serve perché certe cose si realizzino. Se non come le vogliamo, almeno per quello che noi siamo.

Ed è così che lascio questo 2014, senza nessun proposito, senza auguri che non siano quelli di avere giorni pieni di stimoli, di riconquiste interiori, di presenze opportune, vecchie e nuove, di salti di gioia e della memoria dell’amore che fu e che – per chissà quale strana magia di cui non siamo del tutto consapevoli – può essere ancora.

Riassumendo… (e buon 2013!)

Solo cose belle

Trovare l’email con su scritto “pubblicheremo il suo saggio”
Le scene a L’attimo fuggente, in classe, perché hanno scoperto che sei gay
Mary e le avventure di Torre Angela
Quelli del “tempo prolungato”
Quei giorni a Roma, con Erika e Himelda
Gay’s Anatomy
La neve a Roma
Le lacrime della terapia, che lavano via tutto il dolore che c’è
La mia prima intervista in radio e il concerto di Guazzone, dal vivo
La colazione all’inglese, con “Nani nel mondo”
Il gruppo di Londra
Il koala
Quel giorno al luna park
Le sere d’estate, al Pigneto
La caipiroska al kiwi (menzione speciale al team di via Macerata per avermi iniziato al culto)
La dedizione della splendida Wonder
Il mio psicoterapeuta (che è di un fico che ciao)
Le sere a Caracalla, con Simo e Mike
In prima serata, su Rainews
Volare in mongolfiera
Perdere dodici chili e capire che puoi fare tutto nella vita
Cambiar casa
Giada, Anna Nim e Frenky
(…e anche Barbara, ma questo ormai è chiaro)
Piacere, ancora
I biscotti allo zenzero
Le presentazioni del libro… (con menzione d’onore a Bilo, Igor e i bolognesi, Tiziana & Stonewall, Arcigay Catania, i triestini tutti, gli amici del Mieli, di SEL e del Pd)
Le parole di Franco e Lorenza
Il Filosofo, e le sue perle notturne
Gli amici e le amiche di sempre. Sempre!
La Maria, e tutto il miciume che c’è.

Luoghi

I canali di Treviso, il ponte di Bassano e il centro di Padova
Londra, anche con la pioggia
Il molo di Trieste e il castello di Miramare
Bologna, a giugno e a novembre
La spiaggia del Tellaro e le canne trascinate dal mare
Istanbul, tutta
I camini della Cappadocia
La casa di Giulietta
Tutte le città dove ho presentato il libro.

Cestinare

Le pubblicazioni on demand
I ritorni del passato
Le amicizie che van fuori di testa
L’orzaiolo a ferragosto
I massaggiatori turchi
L’omofobia
Rosy Bindi (appunto) e pure Elsa Fornero
Il lavoro alle scuole medie (lo dico ogni anno, ma stavolta lascio sul serio)
Il segno del leone (con le doverose eccezioni)
Il concorso a scuola (e infatti non l’ho fatto)
La dipartita dei grandi e la permanenza dei mediocri

Letture

M. Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon
L. Ghinelli, La colpa
F. Buffoni, Noi e loro
B. Mazzara, Stereotipi e pregiudizi
W. Szymborska, Vista con granello di sabbia
C. M. Martini, I. Marino, Credere e conoscere
I. Allende, La casa degli spiriti
F. Buffoni, Il servo di Byron
T. Capote, Foglie d’erba
P. Pedote, Storia dell’omofobia

Colonna sonora

Carlo, Celeste Gaia
Guasto, Marco Guazzone
Somebody that I used to know, Gotye
Distratto, Francesca Michielin
Dauðalogn, Sigur Ros
Bells, The naked and famous
Make me a picture of the sun, Carlot-ta
Born to die, Lana del Rey
Diamonds, Rihanna
Madness, Muse

Parole chiave

Biondume
Roscia
Blog
Terapia
Dieta
Autostima
Pistulata
Français
Life Coach

Buoni propositi

(ok, non si fanno, ma io molti di quelli dell’anno scorso li ho realizzati)

Cambiare lavoro
Essere (ancora) più fighi
Abbandonare lo sguardo ferito
Assomigliare all’idea che abbiamo di noi stessi
Prendere il Delf
Ancora sushi (con Lori e con Dani)
Andare in Giordania e, forse, anche alle Canarie
Tornare a Parigi, con Laura
Trombare di più
…e chissà che non ci si innamori!

…e per il resto, buon anno nuovo a tutti e a tutte!

I gay stanno tutti a sinistra… e al Biblios Cafè

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A questa presentazione ci tengo particolarmente.

Perché è nella mia città, quella in cui sono nato e cresciuto.
Perché ci sarà la mia famiglia.
Perché ci saranno gli amici e le amiche di vecchia data (e un grazie sentito va a Carla e Tiziana).
Perché quando ero ragazzo pensavo: «quando farò il mio primo libro, lo presenterò al Biblios Cafè!»
Perché Luisa, la proprietaria, è fantastica.
Perché Stonewall GLBT è casa.
Perché Ortigia è bellissima.
Perché sarò emozionato come non mai.

Ovviamente, se passate da quelle parti, siete invitati/e a fare un salto. E a mangiare qualche pasticcino…

La sezione frocia

Con BarbaLella, da Feltrinelli.
A un certo punto, mi fa: «Non credo che qui ci sarà quella sezione».
Una commessa la guarda, incuriosita.
«La sezione GLBT, intendo», le dice lei.
La ragazza la guarda e il mondo si fa incerto.
«La sezione queer…» aggiunge, quasi timida.
«Eh?»
«La sezione FROCIA!»
Gli occhi della commessa si illuminano, all’unisono col suo rossore, mentre ci porta allo scaffale.
«Barbara, e parla in italiano!»
Per una volta non sono io a tingermi di porpora.

Buon 2012!!! (e fanculo i Maya)

Abbracci
i libri in metro
il mio angolo di cielo, dalla mia finestra
i gatti
tutti i tramonti
la pasta fatta da Vale
la torta di mamma
i miei anelli di acciaio
le birre artigianali
le chattate notturne con Milla
tutta la saga di Harry Potter
i fiori e le fragole in terrazza
la pizza di Mustafà
il Pino solitario
i “porca troia!”
la Maria
i profumi che sanno d’acqua piovana.

Il tuo nome è mai più
i maschi che non baciano
i lavoretti estivi
le dipendenze emotive
le scuole medie
l’Atac
gli spacciatori, sotto casa
le dita puntate contro (da chi, poi…)
e-mail notturne in cui lui ti dice che ti ama ancora (questa poi!)
chi ti dice che ti ama, subito (seeeeee!)
il mio senso di inadeguatezza
lo spread
le profumiere.

Friends
Barbarella, mia moglie
Milla e Giadina
Sapiens e il rum&coca. Rum scuro, va da sé…
Nano Mondano
le girls (ovvero, Satana e lo Gnomo Maledetto)
Ric e Koi (a Ricca’, è la cosa migliore di te!)
Andrea & Andrea (tra arrosticini e biondume)
Franco
Fili e Phoosky
SuperVale
Pato, anche se
la Splendida Wonder, seppur a distanza
Rita ed Emma
Fabio e Gian, anche in tv
Lorenza, fino all’ultimo sushi

e poi, quelli di sempre (soprattutto i catanesi)…

Luoghi (e locali)
il Pigneto
il Circolo degli Artisti
Erice
piazza Vittorio (all’Europride)
quel ramo del lago di Como
quella spiaggia sul Tirreno, con Barbara e Simone
Barcellona
Necci
Pisa
il 4:20
la terrazza di Barbarella.

Libri (in ordine sparso)
Il divoratore, di Lorenza Ghinelli
Tutta colpa di Miguel Bosè, di Sciltian Gastaldi
Verrai a trovarmi d’inverno, di Cristiana Alicata
Laico alfabeto in salsa gay piccante, di Franco Buffoni
Zamel, di Franco Buffoni
Accabadora, di Michela Murgia
Buoni genitori, di Chiara Lalli
La creazione della cultura eterosessuale, di George-Louis Tin
Le nebbie di Avalon (ancora in lettura)

…e altri, meno importanti. Qualcuno addirittura schifoso.

Colonna sonora
Vivo sospesa, di Nathalie
Battiato, sempre e tutto
Lady Gaga, ma solo le tre canzoni che ha cantato a Circo Massimo (e non ricordo manco quali)
Carmen Consoli, A finestra e poi ad libitum
This must be the place (nella versione del film)
Cristina D’Avena, Kiss me Licia ma per caso
Adele, soprattutto Let fire to the rain
La descrizione di un attimo
, anche se è vecchia (ma non sono io che mi spedisco mail notturne che non volevo nemmeno ricevere, ecco!).

La cosa più bella che mi è stata detta
Ti voglio bene… (e da più di una persona).

Buoni propositi (anche se non si fa)
dimagrire
piscina
terapia
inglese
scrivere, scrivere, scrivere
trovare un equilibrio
e pure un senso
un viaggio, magari lontano
e trombare, naturalmente.

E detto questo, come sempre,
con tutto il cuore (e un po’ d’amore)…

…e fanculo i Maya!

Report

Il week end che scivola via.
I vestiti sempre più stretti.
Le risate di Nano Mondano, contagiose come sempre.
Hello Kitty in calore.
Laura e Phoosky, con cui mi diverto tanto.
Milla, che mi cita in interessanti discorsi tra donne.
E Giada, bella come sempre.
Il Pompiere e Gian e la loro tenerezza. Su di me.
Il sole.
E la nausea, attutita solo un po’.
Il sesso.
Sesso, appunto.
Il bucato profumato.
Vale, nella sua isola abitata dagli uccelli della memoria e i gatti che mi guardano speranzosi.
La presentazione del libro di Franco, le mie parole e ogni emozione di cui ero capace.
Andrea che si prende gioco di me… (e gli voglio bene anche per questo).
Un pensiero su Vinz, ormai senza alcun dolore.
Andrea, l’altro Andrea, andato via e giunto a destinazione.
E uno sguardo che non dovevo incrociare.

E allora ascolto canzoni che chiudono un cerchio lungo di anni.

Perché la musica mi fa sempre compagnia quando la solitudine ritorna a sproposito e quando tutti i miei sensi in allarme mi sussurrano di andare a dormire e di lasciarmi travolgere da una quotidianità ogni giorno più estranea. Ma tant’è.

Quindici autori

Da qualche giorno su Facebook gira una nota in cui taggare i propri amici su un elenco di scrittori che hanno avuto la funzione di segnare una svolta nella nostra vita. Il giochino è malefico e perverso, perché dovresti scrivere i primi quindici autori che ti vengono in mente ma molto spesso quelli che ti sovvengono non corrispondono a quelli che sono stati importanti, bensì riescono a farsi strada prima tra i ricordi rispetto ad altri comunque fondamentali.

Penso, tuttavia, che non è l’autore a esser stato imprescindibile, quanto la sua opera. Di un autore non arriviamo, infatti, a conoscere tutta la produzione, ma parte di essa. E, ne converrete, a volte solo una parte di ciò che ha scritto ci piace, prendendo le distanze dal resto.

Per questa ragione, ho deciso di pubblicare il mio elenco di scrittori fondamentali con alcune aggiunte sulle opere che me li hanno resi tali e su alcuni veloci perché.

1. Italo Calvino per Il barone rampante, che mi ha fatto sognare a occhi aperti e mi fa guardare con nostalgia e benevolenza agli alberi.
2. Chuck Palahniuk per Invisible monsters, che ha segnato per sempre la mia scrittura. E per Ninna nanna e Diary, che trovo deliziosamente pulp e, in fin dei conti, anche molto sentimentali, nonostante tutto.
3. Gabriel Garcia Marquez per Cent’anni di solitudine, che mi ha fatto innamorare di Ursula Iguaran e Pilar Ternera, che mi ha fatto sorridere per Fernanda del Carpio e per Remedios la bella, che mi ha fatto commuovere per Melquiades e per José Arcadio. E perché lo rileggerò, perdendomi per sempre per i vicoli e per le strade fangose di Macondo.
4. Michael Ende per Momo, che mi ha accompagnato in un momento buio della mia vita, in gioventù, così come Cassiopea ha accompagnato la protagonista del libro quando il tempo si è fermato.
5. Milan Kundera per La vita è altrove e L’insostenibile leggerezza dell’essere, che ho usato come medicine di carta contro il mio male di vivere.
6. Wisława Szymborska per le sue Poesie, in un’edizione a quattromilanovecento lire, e in particolare per Il gatto nell’appartamento vuoto e per Amore a prima vista.
7. David Leavitt per La lingua perduta delle gru, il mio primo romanzo a tematica gay, che mi ha fatto innamorare di una New York piovosa che non ho mai visto ma che sta da qualche parte dentro di me.
8. Pablo Neruda per i suoi Cento sonetti d’amore, soprattutto quando dice, della donna amate, che è figlia del mare e cugina dell’origano (o qualcosa del genere).
9. George Orwell per 1984 e per La fattoria degli animali, perché sono opere che dicono la verità di adesso, in modo crudele e assoluto.
10. Kostantinos Kavafis per le sue Poesie, eterne e sensuali, mediterranee e assolate. Greche.
11. Luis Sepulveda per Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, per Zorba, gatto grande e grosso, gatto nobile, gatto del porto.
12. Antonio Tabucchi per Sostiene Pereira e per alcune lettere di Si sta facendo sempre più tardi, il cui equilibrio, la cui tragedia, il cui sentimento purissimo mi hanno attraversato in modo imprescindibile.
13. Giovanni Verga per I Malavoglia, opera totale, isolana, che vive ancora adesso dentro il mio sangue, annientandomi.
14. Ian McInerney per Professione: modella, che a dispetto del titolo dice una grande verità sulla “nuova ontologia”.
15. Zoe Trope per Scusate se ho quindici anni, che mi ha spiegato e mi ha fatto capire che essere gay è un casino, perché la gente capisce cos’è un gay ma non capisce l’amore.

Rimangono fuori tanti altri autori che pure dovrebbero esserci, come il Dante del canto XV dell’Inferno, che mi ha commosso, o Ariosto, padre nobile di tutta la letteratura italiana, assieme a pochi altri. O Petronio, terribilmente moderno, o ancora Manzoni, i cui Promessi sposi ci hanno insegnato a odiare e che invece sono un romanzo divertente e attuale.

Ma come dice Mister Brother, le selezioni sono come le traduzioni: impossibili ma necessarie. E questo è quanto.

Tutta colpa di Miguel Bosè – Presentazione al Circolo Mario Mieli

Quando: domenica 31 ottobre, alle ore 18,00.
Dove: al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, via Efeso 2 a Roma.
Cosa: presentazione del libro Tutta colpa di Miguel Bosè (Fazi Editore) di Sciltian Gastaldi.
Chi: va da sé che sarà presente l’autore.
Perché: perché i giovani autori vanno aiutati, perché il libro sembra interessante, perché parla di una storia a tematica GLBT usando il sorriso.

In altre parole: imperativo esserci!

A stasera.