Basi malate e teste che puzzano

“Quando il pesce puzza dalla testa non è mai buon segno.”

“Brutta troia, lesbica vacci a succhiare il pisello a la checca del tuo padrone vecchia zozzona.”
“Io spedirei lei, la kyenge, coucky, letta e tutto il pd in africa assieme ai loro amici rom, clandestini,e gay e costringerli a vivere la.”
“Questa e una povera depressa lesbica.”
“Sei brutta come una ZINGARA nn ti si può guardare.”

Questi e altri commenti dello stesso tono – e grammaticalmente ardui – sono presenti in molti post del blog di Beppe Grillo, e giustamente Alessandro Capriccioli si chiede (e chiede al leader del M5S) come mai si permette a certa gente di avere diritto di parola, in quei modi e in quei termini, senza provare anche un minimo di vergogna.

Queste sono le ragioni per cui non posso votare M5S. Sessismo, omofobia e razzismo rappresentano un robusto sostrato culturale della base del partito pentastellato. Ed è urgente e necessario che i vertici – che se ne dica, Grillo e Casaleggio sono i capi indiscussi – siano chiarissimi in merito. Anche se temo che non abbiano gli strumenti culturali per prendere le distanze da tutto questo. E quindi, come dicevo poc’anzi, non posso votare un partito che presta il fianco a certi sottovalori.

Fatta questa premessa, vorrei però ricordare anche a quanti si stracciano le vesti di fronte a questi fenomeni, che altrove non si naviga in acque migliori.

A Macerata, ad esempio, di recente i rappresentanti del Partito democratico hanno votato un ordine del giorno dell’IdV «con il quale il Consiglio si impegna ad opporsi a qualsiasi disposizione normativa in merito ai diritti degli omosessuali, che sia di contrasto all’omofobia o di riconoscimento delle unioni omosessuali».

Mentre questo accade, il nostro premier Enrico Letta sarà uno dei pochi capi di governo a presenziare ai giochi olimpionici di Sochi, nell’omofoba Russia. Faccio presente che moltissimi altri leader europei e mondiali, a cominciare da Obama, diserteranno l’appuntamento mandando delegazioni LGBT come risposta politica alle persecuzioni di omosessuali russi.

Scrive Cristiana Alicata sul suo blog e sul suo profilo Facebook che gli elettori di un partito danno il senso di cosa sia quel partito stesso. Credo che bollare i milioni di votanti del M5S come “feccia” della politica sia un atto di arroganza pari a quella del grillino medio(cre) che tanto si vuole contestare.

E credo pure che se parte della base del M5S sia malata del tipico cancro italiano – i cui ingredienti stanno appunto nel sessismo, nel razzismo e nell’omofobia, e che ritroviamo sparsi anche in molti altri partiti con cui lo stesso Pd fa accordi politici e governi – altrettanto preoccupante è una dirigenza che non si limita a scrivere insulti su questo o quel blog, ma istituzionalizza l’odio contro le persone LGBT con atti pubblici e gesti istituzionali che fanno forse più male del delirio di un manipolo di esaltati.

Anche perché gli autori di quegli insulti non stanno al potere, chi va a stringere la mano a Putin, invece, è il nostro presidente del consiglio. E quando il pesce puzza dalla testa non è mai un buon segno.

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Auguri stronzi 2013

gli auguri di Grumpy Cat

Caro Babbo Natale, o chi per te visto che il più delle volte sei una gran sòla,

come di consueto eccoti la mia letterina affinché queste feste non passino inosservate, impegnata com’è la massa a spendere per regali, ingozzarsi come tacchini, lamentarsi per la crisi e poi dar la colpa a immigrati, gay e rom.

Allora, ecco per ordine rigorosamente sparso, una lista di desideri affinché il mio anno nuovo sia migliore, meno arrabbiato, più tenero e possibilmente intriso di quella sprezzante nobiltà d’animo a cui devono tendere, naturalmente, tutti gli spiriti eletti.

Poiché, come dicevo prima, siamo in tempi di crisi e siccome credo che la soddisfazione della propria umanità sia il punto di partenza fondamentale, ti chiedo di darmi un nuovo lavoro, molto ben pagato e soddisfacente. Ok, siamo d’accordo sul fatto che ci sono cose più importanti nella vita, come l’amore e i diamanti, ma non sono una persona avida e se hai il benessere poi arriva anche l’amore. Converrai.

Dopo di che, visto che non sono egoista e penso anche al resto del mondo, fa che tutto il malessere presente nel paese si trasformi in protesta costruttiva e in un progetto politico orientato per il benessere di tutta la società. Anche se so che sto parlando di un’Italia governata da Letta, con Alfano per di più, popolata da grillini dalle buone intenzioni ma poco altro e posseduta (in senso demonologico) dai forconi. Anzi, te lo chiedo proprio per questo.

Al solito, è da anni che ti chiedo miglioramenti contro l’omo-transfobia. Forse sono stato un po’ generico e devo specificare meglio, o forse leggi le dichiarazioni dei dirigenti del Pd sui passi importanti fatti in merito, ma posso garantirtelo, sotto questo punto di vista siamo ancora un paese di merda. Ergo, se anche lì potessi intervenire, magari regalandoci una legge che punisca gli omofobi e i transfobici invece che tutelarli, non sarebbe poi così malvagio.

A questo proposito e visto che pare che nel 2014 forse si va a elezioni anticipate, ti chiedo di farmi trovare sotto l’albero una buona legge elettorale, possibilmente maggioritaria e a doppio turno, e se dobbiamo mandare altri gay in parlamento, fa’ che abbiano a cuore i destini ultimi della comunità LGBT, o almeno che questi abbiano priorità rispetto alle loro ansie di ritrovarsi di fronte a una telecamera accesa o in uno studio televisivo a far salotto.

Poi dato che la legge è uguale per tutti, se magari rendiamo operative certe sentenze per chi ha evaso il fisco – anche se è vecchio, miliardario e ha condotto il paese alla rovina – non sarebbe poi un’idea così malvagia.

Un pensiero poi alla Spagna e agli amici e alle amiche che vivono lì. L’attuale governo, retto da un individuo che non lo vorrebbero a far da cattivo nemmeno come comparsa in un capitolo qualsiasi di Harry Potter, ha di fatto cancellato l’interruzione di gravidanza, aprendo al ricorso all’aborto clandestino. Ecco, se dessi perciò un po’ di senso della vergogna ai/lle vari/e pro-life che infestano la società attuale, anche qui da noi, avremmo un mondo migliore anche su questo fronte.

L’anno prossimo, per altro, ci saranno le Olimpiadi in Russia. E siccome sappiamo quanto è adorabile Putin sul fronte dei diritti umani, be’, una sana lezione di umiltà anche a lui e al suo paese, a cominciare da atlete cretine e presentatori televisivi criminali, sarebbe ottima cosa.

Fa che in India le vacche sacre caghino in massa di fronte al tribunale che ha reso di nuovo illegale l’omosessualità e che un colossale esercito di uccelli mannari caghi in testa a quanti auspicano che accada lo stesso qui in Italia. Per una sorta di contrappasso.

Fa che non ci siano più alluvioni devastanti, come quello in Sardegna, ma piovano idee geniali nella testa dei politici per fare in modo che certe cose non accadano più. E se mi dici che prima bisognerebbe cambiare i politici che abbiamo, be’, anche in quel caso hai carta bianca sul processo di rinnovamento.

E poi c’è tutto il resto, la famiglia, gli amici (anche quelli a quattro zampe), le piccole cose di ogni giorno a cui tieni… ecco magari a questi desideri ci penso io, con quello che sono in grado di fare. Ma ribadisco quanto detto negli anni precedenti: se ci regali un mondo meno schifoso non è che ci lamentiamo, eh. Anzi, avremo più tempo per chiederti regali più classici, come una sciarpa nuova, un piumone bianco e molto più tempo per condividerlo con chi vogliamo bene. Converrai.

V per Vendetta sul nostro governo

Ieri sera, dopo Pechino Express, facendo zapping in tv mi sono imbattuto in un film che amo molto: V per Vendetta. Lo trasmettevano su Italia 1. E mentre lo guardavo per la decima volta almeno, ho fatto alcune considerazioni.

1. È un film che quella “feccia” che noi chiamiamo governo dovrebbe vedere. Perché come dice il protagonista, non è il popolo a dover avere paura di chi lo governa, ma esattamente il contrario. Perché in democrazia è al popolo che la classe dirigente deve rispondere. E se manca questo timore reverenziale per chi ti ha portato al potere, vuol dire che non si è più in democrazia.

2. È un film che tutti gli italiani e tutte le italiane dovrebbero vedere, più e più volte. Perché? Perché sono impressionanti i collegamenti tra la dittatura (fittizia) che fa da sfondo alla storia e la democratura (reale) che c’è adesso in Italia. Uso distorto delle parole, terrorismo psicologico, uso strumentale dei media per orientare le masse. Tutti mali che sono oggi ampiamente presenti nel nostro sistema sociale.

3. È un film che ho fatto vedere nelle mie classi, quando insegnavo al liceo. Alla fine è sempre partito l’applauso. Perché dà speranza. E se le giovani generazioni applaudono a ciò che li proietta verso il futuro, vuol dire che è di questo che il paese reale ha bisogno. Una prospettiva nuova. Una speranza per il domani.

Di tutto questo si sente la necessità.

Non certo, ad esempio, di una finanziaria (l’ennesima) che toglie sempre di più a chi vive del proprio lavoro per pagare, con le tasse e oltre l’affitto, l’IMU scontata a chi una casa ce l’ha già. Perché questo è il governo Letta, sostenuto da Pd e PdL. Un governo che toglie alle persone che hanno poco per favorire chi ha già tanto (o addirittura troppo). Per questo non ho stima di queste persone: perché calpestano la dignità della gente, senza nemmeno rendersi conto di quali sono le esigenze reali di chi li ha condotti – speriamo per l’ultima volta – al potere.

Biancofiore declassata: l’Italia pure

Trasferiamoci per un momento sul piano delle ipotesi. Vi porrò, dunque, una serie di interrogativi. Del tipo:

• mandereste vostro figlio o vostra figlia in una scuola in cui il preside sostiene la teoria della razza?
• andreste a farvi curare da un medico che vi dice che Hitler due o tre cose buone, con gli ebrei, alla fine le ha fatte pure?
• andreste a fare shopping in un negozio il cui titolare sostiene che le donne sono naturalmente inferiori?

Ecco, non credo che accadrebbe (e se qualcuno di voi ha risposto di sì vi informo che siete persone orrende).

Ritorniamo sul piano della realtà e, più precisamente, sul fatto di Biancofiore nominata sottosegretario alle Pari Opportunità. Per chi non lo sapesse (ancora): dapprima Letta l’ha messa accanto a Idem, la ministra incaricata, a mo’ di cane da guardia – ricordiamoci che pure il neo-premier un attimo omofobo lo è. Poi, di fronte alle proteste delle associazioni, l’ha trasferita a far da passacarte a D’Alia, per la pubblica amministrazione.

Il fatto è questo: in un paese che si rispetti, degno del concetto di civiltà, persone come Biancofiore – e come lei altri suoi colleghi di governo, quali Lupi, Alfano, Lorenzin, ecc – non potrebbero nemmeno passare davanti la sede delle istituzioni democratiche proprio a causa delle loro posizioni palesemente omofobe.

Immaginate cosa sarebbe successo a Obama o a Merkel se avessero nominato ministri che negano la Shoah o che reputano una “razza” inferiore quella dei “negri”? Perché all’estero essere omofobi significa essere uguali a chi sostiene queste enormità (e vi rimando a leggere le domande in apertura, a tal proposito). Significa essere come un simpatizzante del nazismo, come un militante del Ku Klux Klan.

Letta, invece, ha solo operato una semplice sostituzione per placare il vespaio di polemiche nato dopo la nomina di Biancofiore. Per lui è irrilevante che questa gentile signora disprezzi gay, lesbiche e transessuali. Il vero dramma (per Letta) è che se dovesse togliere le nomine per le qualità personali e umane dei suoi ministri, sarebbe già crisi di governo. L’altro dramma (sempre vero, per noi) è che questo governo, invece, durerà.

Anche questo atto istituzionale dimostra l’assoluta inadeguatezza di questo lugubre personaggio che abbiamo la sfortuna di avere come presidente del consiglio. Voglio proprio vedere con quale faccia di bronzo si presenterà, in futuro, di fronte al ministro degli esteri tedesco, alla premier islandese, al primo ministro belga, ai sindaci di Berlino e Parigi: forse non è stato informato, nel momento in cui accoglieva acriticamente l’esponente del PdL nel suo governo, ma sono tutte persone LGBT.

Una brutta figura, a livello internazionale, e un’orrida pagina, nei confronti della democrazia, di cui non si sentiva la necessità. Decisamente.

Insomma: qualcuno spieghi a Letta, quindi, che la vergogna è nominare un sottosegretario omofobo, non (solo) di metterlo alle pari opportunità.

Su Gay’s Anatomy di oggi: “I cinque sassi di Letta”

Ho ascoltato, in parte, il discorso di Letta sulla fiducia. E non ho potuto fare a meno di rabbrividire di fronte a quella che sembrava sempre più un’omelia da chiesa che il discorso di un leader politico: «Bisogna fare come Davide: abbandonare l’armatura e raccogliere cinque sassi dal fiume, per affrontare il gigante con bastone e fionda».

Ecco perché penso che questo esecutivo sia uno dei peggiori della storia. E lo scrivo sulle pagine di Gay’s Anatomy!

Letta al governo? Lo ha voluto Grillo

È inutile che Beppe Grillo si indigni ora per il governo Letta, messo insieme con Pd e PdL.

Perché in matematica, per arrivare a due mele, su tre disponibili, devi metterne insieme due esemplari. E se una mela si rifiuta di esser tale, e nel cestino per il pic nic ne devi mettere per forza due, alla fine rimarranno solo quelle che ci stanno.

L’inciucio presente, che vedrà di nuovo al potere gente come Brunetta o Gelmini, o loro simili, dipende da quattro fattori:

1. l’elettorato italiano, democraticamente idiota
2. l’incapacità di Bersani di farsi da parte dopo aver non-vinto le elezioni
3. la sordità del MoVimento 5 Stelle rispetto a qualsiasi ipotesi di cambiamento
4. l’incacapità del Pd di capire quando era il momento buono di cedere a Grillo su Rodotà per poi avere un governo col suo partito.

Adesso non si pianga sul latte versato. Letta al governo nasce dal sì di Pd e PdL. E dal no di Grillo. Per cui ciò che accadrà nei prossimi mesi è sua diretta responsabilità. Nel bene e, soprattutto, nel male.