La Slovacchia dice no alle leggi antigay

Poi ti svegli e trovi notizie che ti regalano un sorriso. Come quella del referendum slovacco, quello che voleva essere in chiave antigay. Voleva, appunto. Organizzato dalla chiesa locale, avallato da Bergoglio in persona – quello del «chi sono io per giudicare» i froci pervertiti, e voi ancora ad applaudirlo (bravissimi eh!) – era composto da tre quesiti che volevano limitare i diritti delle persone LGBT e definire la famiglia solo come unione di uomo e donna.

Ebbene, otto slovacchi/e su dieci hanno disertato le urne. Il quorum non è stato raggiunto e i sentinelloidi locali sono rimasti a bocca asciutta.

Se volessimo cavalcare gli usi linguistici dei nostri Adinolfi e delle nostre Miriano, dovremmo dire che papa Francesco è una schiappa. Ma non siamo come solo e perciò non lo faremo. Certo, l’idea che qualche sposa sottomessa e qualche pokerista incallito stiano rosicando, non fa che rendere migliore questa giornata. Ah, a questo proposito: fuori c’è il sole. E buona “santa” domenica a tutti e tutte voi!

Annunci

Matrimonio egualitario? La svolta post-sovietica di La Russa

La Russa propone leggi antigay nella Costituzione

L’Italia rischia di avere le sue prime leggi antigay. La notizia la danno sia il portale Gay.it, sia il blog Gayburg:

Ignazio La Russa ha presentato un progetto di legge costituzionale volto a modificare l’articolo 29 della Carta Fondamentale al fine di inserire un esplicito divieto divieto ai matrimoni gay. Il nuovo testo, infatti, prevederebbe che la famiglia si fondi «sul matrimonio contratto da persone di sesso diverso», che «l’adozione è consentita ai coniugi uniti in matrimonio» e che la legge possa stabilire «i vicendevoli diritti e doveri di coloro che, pur senza contrarre matrimonio, assumono l’impegno di convivere stabilmente».

A parte il fatto che si potrebbe sempre ricordare a Ignazio La Russa che il suo pensiero politico – a quanto pare non riesce a non essere fascista – è vietato dalla Costituzione che, se fosse stata applicata, lo vedrebbe nelle patrie galere già dagli anni sessanta, fuor di battuta c’è da registrare che questi loschi individui hanno gioco facile a proferir boiate simili grazie al contesto politico-culturale in cui ci ritroviamo attualmente.

Facendo il riassunto delle puntate precedenti, tale contesto è stato inaugurato dai DiCo, per cui è passata l’idea che gay e lesbiche debbano essere depositari/e di diritti inferiori rispetto a quelli delle persone eterosessuali. Sulla stessa falsariga troviamo sia la legge di quel campione di mediazione che è stato Scalfarotto – legge che sdogana l’omofobia, innalzandola a forma di libertà di pensiero – sia, ciliegina sulla torta, le civil partnership di Renzi – e successive evoluzioni – che riaffermano il dato culturale che le famiglie LGBT non debbano essere equiparate per legge alle famiglie eterosessuali già a cominciare dal nome matrimonio.

La filosofia è quella: per le persone LGBT deve vigere un sistema di (non) tutele a parte. Se non ci fosse un retroterra culturale per cui le famiglie formate da gay e lesbiche sono depositarie di diritti a metà nessuno si potrebbe permettere questo tipo di discorsi (così come non avviene per le altre minoranze, garantite costituzionalmente).

Giustamente La Russa cerca solo di dare dignità omofobo-istituzionale ad un processo inaugurato da altri prima di lui. Con ogni buona probabilità non se ne farà nulla, ma se può far ancora parlare di sé agitando argomenti migliori del peggior regime post-sovietico (nomen o men?) dobbiamo dire grazie anche a chi gli ha spianato la strada: un partito che di democratico ha solo il nome, come dimostrano le ultime cronache parlamentari sulle riforme.

Miriano: bene Putin contro gay, le donne partoriscano anche con la forza

20131213-080854.jpg

Donne da far partorire anche contro la loro volontà. I gay alla stregua di prodotti OGM, versione post-moderna del più tradizionale “contro natura”. Putin eroe assoluto, proprio perché ha fatto leggi che incarcerano le persone LGBT.

Abbiamo appena trasmesso “l’invasata del giorno”. Alias: Costanza Miriano, giornalista cattolica integralista, ai microfoni della trasmissione che più di tutte si prodiga per diffondere idee omofobe nella nostra società: la Zanzara.

Faccio presente che la signora Miriano ha scritto libri sulla sottomissione della donna, richiamandosi a Saulo di Tarso, in arte san Paolo.

Farei notare a questa signora che se applicassimo alla lettera la predicazione del suo beniamino, dovremmo anche obbligarla a tacere. E visto che auspica, di fatto, la galera per partorienti e omosessuali, chissà magari l’auspicio di un trattamento analogo le farebbe capire la dimensione delle boiate da lei proferite ai microfoni dell’orrido Cruciani.