Sul fronte omofobo-razzista-antisemita: non abbassiamo la guardia

la stella gialla

la stella gialla

E ci risiamo. Dopo i finocchi al deputato gay Alessandro Zan da parte del leghista Bonanno, dopo le banane lanciate a Kyenge, adesso il fronte omofobo-razzista-antisemita se la prende con gli ebrei, facendo recapitare pacchi con teste di maiale di fronte alla sinagoga di Roma. A ridosso della Giornata della Memoria (questo ricordiamolo, soprattutto a chi dice che non ha più senso “ricordare” certi eventi storici).

Ho scritto questo pensiero, per altro a caldo, quando ho saputo la notizia sul mio profilo Twitter.

Ovviamente il fronte omofobico non ci sta. E si ribella, con tweet del genere:

omofobia

Un omofobo che non si capacita

Con ogni evidenza per questo signore è assurdo che l’omofobia – evidentemente vista come valore positivo – si confonda con atteggiamenti invece considerati negativi, quali appunto il razzismo e l’antisemitismo.

Invitando tutti e tutte a rileggersi la risoluzione europea, che mette tutti questi fatti subculturali sullo stesso piano, credo che l’abbassamento della tensione sulle discriminazioni contro i gay – avviato in Italia, per paradosso, proprio con la legge Scalfarotto – sia concausa della recrudescenza contro le persone di altra etnia e religione.

In altre parole, se colpisci una categoria minoritaria le colpisci tutte. Non è un caso che nei forni i nazisti bruciassero anche i gay e le lesbiche nei campi di sterminio. Per questa ragione è dovere di tutta la società civile mantenere altissima la guardia, su questi fatti. Cominciando magari dal ddl contro l’omo-transfobia discussione in Senato, che a ben vedere per permettere a gente come il signore qui sopra di poter esprimere su Twitter (e altrove) i suoi (pre)giudizi contro la comunità LGBT, abbassa appunto la guardia su fatti come il razzismo e l’antisemitismo.

Matti da Lega(re)

La rete ha parlato poco del parlamentare leghista Buonanno, che alla Camera esibì un finocchio durante il dibattito scaturito dalle dichiarazioni di Guido Barilla, che tanto scalpore hanno suscitato in tutto il mondo.

Così come nessuno ha fatto caso all’ilarità di Marina Sereni, allora vicepresidente, che invece di reprimere quel gesto lo ha addirittura trovato divertente, tanto da riderci sopra (immagino le risate, quando hanno lanciato le banane a Kyenge).

Adesso è notizia che il capogruppo leghista al Comune di Milano, tale Alessandro Morelli, ha pubblicato su Facebook un’immagine di Vendola con il suo compagno:

vendolagay

 

con tanto di commento, sempre sul social network:

vendolamorelli

 

Credo che la cosa si commenti da sé e, ve lo dico con tutta franchezza, da un leghista non mi aspetto niente di meglio che insulti verso neri, omosessuali, rom e altre categorie discriminate.

Ovviamente, lo scandalo che ne è seguito è giusto e il clamore che si è levato ha obbligato l’esponente di quel partito a cancellare l’immagine in questione e a chiedere scusa. Ma mi chiedo: bastano le scuse? Certa gente non dovrebbe essere messa in condizione di non fare più alcun male alle persone LGBT (nello specifico) e, più in generale, a tutte le altre minoranze?

Adesso aspettiamoci le proteste dell’italiota ignorante, che si lamenterà per la mancanza di libertà di opinione, senza nemmeno rendersi conto che quelle “opinioni”, che nel mondo civile vengono chiamate col loro nome e cioè insulti, sono già state proferite in piena libertà.

Mi chiedo, inoltre, se la legge voluta dal Pd e da Scelta Civica non tutelerà proprio questo tipo di esternazioni dentro i palazzi del potere. Morelli è un consigliere comunale. Forse può essere querelato per diffamazione, nella parte in cui etichetta il leader di SEL come pedofilo (ma scatteranno le aggravanti, in questo caso?). Ma lo scherno sulla genitorialità e l'”esser madre” rientra nelle “libertà” protette e difese dal provvedimento in questione?

Noi intanto continuiamo a indignarci. Temo che non ci rimanga molto altro.

Sodomia e genitorialità

Riporto la citazione del deputato Buonanno, in quotazione Lega Nord:

Visto che tanto pensano solo ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, alle adozioni da parte di persone dello stesso sesso, allora questi comunisti di Sinistra e Libertà cambino nome e si chiamino, invece, Sodomia e Libertà.

Evidentemente c’è un po’ di confusione, in Padania, su certi temi. Perché la genitorialità non c’entra niente con la sodomia. A meno che Buonanno non confonda l’esser padre con forme di violenza sui minori tipiche in certe famiglie eterosessuali.

Riguardo alla pratica sessuale in questione, essa fa parte dei costumi degli italiani, sia quelli uniti in matrimonio – e quindi eterosessuali – sia tra le coppie formate dallo stesso sesso. Ma per praticarla non c’è davvero bisogno di arrivare a sposarsi.

Adesso, è già grave di per sé per qualunque essere umano non saper distinguere tra l’amore per la prole e un atto penetrativo. Che poi questo stesso individuo sia chiamato a decidere per i destini ultimi del paese, in Parlamento, la cosa assume aspetti raccapriccianti.

Qualcuno avvisi Buonanno. Sia per salvarlo da future figure penose, sia perché non insozzi con la sua ignoranza situazioni troppo grandi per il suo panorama mentale.

Matrimonio egualitario: il mondo civile dice sì

Spagna, 6 novembre 2012: La Consulta ha bocciato il ricorso del Partido Popular e conferma la legge Zapatero sul matrimonio esteso alle coppie gay e lesbiche. Un passo importante nei confronti della cultura mondiale del diritto per le minoranze. La Spagna, anche in un momento di grave crisi economica, non rinuncia al dibattito sulla questione dei diritti e, soprattutto, alla loro salvaguardia.

Stati Uniti d’America, 7 novembre 2012: Obama vince le elezioni presidenziali per la seconda volta consecutiva, con un programma di grande apertura sui diritti delle coppie gay e lesbiche. Il presidente rieletto, per altro, si è detto favorevole al matrimonio egualitario. Nella stessa giornata di ieri è stato votato con esito positivo un triplice referendum, in Maine, Maryland e Washington, che istituisce il matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso. In Minnesota, invece, un referendum contrario viene respinto.

Francia, 7 novembre 2012: il governo ha approvato il disegno di legge sul matrimonio egualitario, che verrà discusso a gennaio in Parlamento.

In poco meno di ventiquattro ore il mondo civilizzato e democratico sconfessa, nell’ordine: la filosofia omofoba del Vaticano e dei suoi galoppini parlamentari italiani; Pierferdinando Casini e il suo orrido partito fondamentalista; l’italica destra (PdL e Lega) sempre più arroccati su posizioni medievali; l’intera linea del Partito democratico sulle unioni civili – con conseguenti mediazioni al ribasso – portate avanti dal 2007 a oggi, e in particolar modo le posizioni di personaggi discutibili quali Fioroni, Bindi, D’Alema e altri personaggi, più o meno grigi – Renzi e Bersani inclusi – della cricca cattocomunista di cui sono fieri alfieri.

A tutto questo non si può che dire sì. Un sì che va in direzione contraria al medio evo in cui pensano di vivere ancora le suddette persone e realtà politiche e che, proprio per la loro inadeguatezza di fronte al presente e alla storia, devono essere cancellati dalla scena politica italiana.

Sarebbe opportuno, adesso, che il movimento LGBT si desse una bella scossa e organizzasse, da qui ai prossimi mesi, continue iniziative di protesta e di sensibilizzazione per arrivare, in tempi brevi, a una legislazione avanzata sui diritti di cittadinanza. Magari mettendo da parte, per una volta, dissidi, dissapori, inimicizie politiche e quanto, fino a ora, ci ha reso, anche per colpa nostra, fanalino di coda in Europa e in quella parte di mondo che si fregia dell’aggettivo “civile”.

P.S.: per integrare, potete pure leggere il mio articolo di oggi su Gay’s Anatomy.

Rialzati Italia!

Borse a picco.
Lo spread a quota 570.
Credibilità internazionale: non pervenuta.
PdL spaccato tra chi vuole il voto subito, con questa legge, e chi vuole un esecutivo di transizione.

Roba che in confronto il passato governo dell’Unione distillava ambrosia (e ricordiamoci che c’erano dentro personaggi del calibro di Mastella).

Questo è quello che succede quando si affida l’Italia a chi pensa ai suoi interessi personali (come evitare i processi). E adesso l’Italia sta andando a picco, come il Titanic, e non c’è neppure l’orchestra perché non riescono a pagare nemmeno quella.

Ciò dimostra che, per quanto orribile sia la sinistra italiana (e lo è), niente è così osceno se paragonato all’inconcludenza, alla pericolosità, alla catastrofe rappresentate dalla peggiore destra del pianeta. E questa destra ha responsabili precisi: due partiti (PdL e Lega) e un premier, Silvio Berlusconi. Quello che ci, anzi, vi aveva promesso che con lui tutto sarebbe andato per il meglio. E invece.

LSD contro il berlusconismo morente

Il crollo di Pompei e le dichiarazioni di Bondi sul fatto, «è colpa mia se piove?», la dicono tutta sul rapporto che lega cultura e l’attuale classe dirigente del nostro paese. Qualcuno, in altri tempi, avrebbe detto che al solo sentire la parola “cultura” avrebbe impugnato immediatamente la sua pistola. Affermazione inaccettabile, va da sé, ma almeno sincera. Qui se la prendono con le previsioni del tempo. Un tempo le tirannidi erano tragiche. Oggi sembrano la brutta copia di un circo con qualche belva che non spaventa nessuno e molti buffoni.

E siccome il ridicolo, come le cattive notizie, non arriva mai da solo, mentre Pompei diveniva la metafora implacabile di quello che è il berlusconismo, Zaia, ministro leghista, afferma: «i soldi prima al Veneto, poi a Pompei».

La Lega, in altre parole, riscopre le gioie dello statalismo purché condite da tutto ciò che va contro l’articolo 3 della nostra Costituzione. Se avessimo istituzioni serie, oltre al fatto che certa gente non sarebbe al governo, certi partiti verrebbero chiusi con la forza. Con tutti i loro militanti dentro, magari.

Anche perché non si è capito che cultura, diritti e diritto alla sopravvivenza non viaggiano su binari separati. Sono il tutt’uno della civiltà. Appunto, civiltà. Noi siamo governati da un uomo apparentemente incapace di tenere a freno le sue pulsioni sessuali e un branco di primati che sanno solo nutrirsi di odio, violenza e razzismo: forse è normale che certi termini vengano dimenticati.

Ad ogni modo, il governo forse cade. O forse è già caduto. E siccome io una buona parola ce l’ho per tutti, non capisco cosa avranno da gioire quelli del partito democratico. Sono al 24% – contro un 40% buono del loro principale avversario – credibili come lo sarei io che faccio la corte ad Angelina Jolie e con manco mezza idea su cosa fare e soprattutto quando.

Ma siccome non porto rancore per nessuno, se mai qualcuno di loro dovesse fermarsi su queste pagine e trarne spunto, io suggerirei quanto segue: fare un governo di transizione della durata di sei mesi, massimo un anno con IdV, FLI e UdC, per la nuova legge elettorale. Nel frattempo dare un’identità al partito, possibilmente di sinistra. Allearsi solo con SEL, IdV e Radicali, ed escludere ogni alleanza con cattolici e mafie varie. Creare un programma di governo che sia agile, ma completo. Non ricandidare certa gentaglia poi sarebbe il massimo, ma capisco che nel piddì si hanno grossi limiti in questo…

E, dulcis in fundo, alle tre i di berlusconi, occorrerebbe sostituire la sigla LSD: lavoro-scuola-diritti. Anche se sa di droga sintetica. Di sicuro darebbe più certezze e meno allucinazioni dell’attuale, presunta, classe dirigente.

Sfiga littoria. E nemesi padana

Non so voi. Ma. Il fatto che ci sia gente allontanata dalla tv, a volte per sempre, per l’ennesima bestemmia da reality mi sembra decisamente idiota. E anche largamente ipocrita. Ok, la sensibilità dei cattolici… Mi chiedo dove siano questi signori di fronte a scempi umani quali un’intera pagina del Corriere dedicata al Grande Fratello. Misteri della fede.

E ancora.

A Padova fa notizia l’annuncio di tre studenti che affittano casa a tutti, ad esclusione dei leghisti. E poi dicono che l’Italia è un paese incivile…

Dulcis in fundo.

È stata messa in vendita un’applicazione che permette di ascoltare sull’iPhone i discorsi di Mussolini. Certo che il mondo è pieno di sfigati…