Intermezzo a sud

18422958_10154436267065703_1229618972308025497_oIl profumo dello scirocco, che mi trascina in un angolo a scrivere parole intrise d’amore.
Le parole di una sconosciuta, una signora ottantenne che ci racconta della sua ribellione a suo padre, che la voleva zitta perché femmina, e di quando l’anno scorso è andata a Milano per il matrimonio di due suoi amici gay.
Lo sguardo di Gaia e Giovanna, quando mi parlano di come si sono conosciute ed è come cercarsi dentro la loro stessa storia e ritrovarsi sillaba dopo sillaba, coi gesti del volto, tra le pause e i silenzi. Ed io a stento trattengo una commozione che mi ricorda che c’è ancora vita, qui dentro, da qualche parte.
Il volo delle rondini come frecce scagliate da Dio, a promessa di una felicità a venire, tutte dentro il tuo cuore.
La pietra consumata dal tempo, i bambini che ridono, la volontà dell’edera e dei gerani di far capolino dai balconi. Il saluto finale della primavera, che supera ogni sua timidezza.
Di questi giorni a Lecce, porterò queste immagini con me.

Autonomi e uniti si vince (il mio intervento a Radio Popolare Roma)

Ecco il podcast del mio intervento del 10 gennaio a Radio Popolare Roma, a TimesQueer, la splendida trasmissione di cultura GLBT di Andrea Maccarrone:

http://radiopopolareroma.it/node/5289

Ospite di TimesQueer questa settimana Dario Accolla, presidente onorario di Arcigay Catania, attivista e blogger. Approfondiamo assieme i rapporti tra movimento e partiti, le ragioni degli scarsi risultati legislativi ottenuti dal movimento lesbico gay e trans italiano e quali strategie possono risultare vincenti per il futuro.

Paolo Patanè, presidente di Arcigay, affronta in collegamento il caso dell’assessore leccese Giuseppe Ripa, costretto alle dimissioni dopo le frasi omofobe rivolte a Nichy Vendola.

Altre notizie: Giovane capitano di freagata genovese, rimosso dalla Marina Militare Italiana per delle foto su siti gay, reintegrato nel ruolo dal TAR ligure. Poste inglesi dedicano francobollo celebrativo ad Alan Turing matematico omosessuale  inglese, che decrittò il codice Enigma.

Ma il “signorina” a Vendola offende in primis le donne

Le dichiarazioni di tal Giuseppe Ripa, assessore alla mobilità del Comune di Lecce, su Nichi Vendola – apostrofato come “signorina per la sua omosessualità e considerato, per la stessa, politicamente inefficace – vanno oltre l’omofobia, volgare e crassa del personaggio e in linea con la cifra culturale dell’intero progetto politico berlusconiano.

C’è, innanzi tutto, il sessismo. Essere accostabili al sesso femminile è ritenuto esecrabile, soprattutto se si è maschi per cui si rispolvera la superiorità del maschio – creatura, dunque, sempre migliore – sulla femmina.

E quindi, di conseguenza, attacca la condizione personale – secondo quanto recita l’articolo 3 della nostra Costituzione – del governatore pugliese che non viene criticato per i suoi presunti demeriti politici, ma perché è in un certo modo.

Un atteggiamento, questo, spiccatamente nazi-fascista. Quella cultura, infatti, valuta uomini e donne non per ciò che fanno, ma per cosa sono a priori, stilando caste di eletti e schiere di reietti.

Il signor Ripa, dunque, non fa solo uno sgarbo ai milioni di omosessuali presenti nel territorio italiano quando utilizza l’equazione “gay = femminuccia”. Offende il Dettato Costituzionale, sul quale ha giurato. Offende metà della popolazione del nostro paese, di sesso femminile. Offende l’intelligenza e l’educazione, qualità evidentemente poco apprezzate dentro il partito di Berlusconi, se premia certi individui aprendo loro le porte della carriera politica.

Concludo con una domanda: siamo sicuri che un politico rimasto fermo a certe semplificazioni interpretative (ricalcate, a onor del vero, da esponenti dell’intero arco parlamentare attuale) sia capace di affrontare la complessità delle sfide del presente? Il dilemma è retorico. La realtà che descrive, assai tragica per l’Italia tutta, anche quella che non guarda con simpatia agli omosessuali e ai loro diritti.