Festa dei lavoratori o ai lavoratori?

Visto che  è la festa dei lavoratori. Monti e il suo staff di tecno-squali hanno improntato un piano d’urgenza per evitare di aumentare l’IVA a partire dal prossimo autunno. Il provvedimento prevede dei tagli in vari, a cominciare dalla scuola.

Vorrei capire cosa c’è ancora da tagliare… gli insegnanti sono ridotti all’osso, abbiamo classi di trenta allievi, il personale ATA e meno numeroso dei panda in Cina e dobbiamo portarci da casa la carta per le fotocopie e pure quella per andare in bagno.

Pare che questa gente non riesca a concepire una politica che attacchi il privilegio – avete presente quelle due magiche paroline quali patrimoniale e IMU alla chiesa, per intenderci meglio? Ecco! – e che salvaguardi le fasce produttive. E invece no. Chi vive di motoscafi e ville in Sardegna continuerà a farlo. Chi vive del proprio lavoro, rischia di perderlo.

Questo  il governo Monti, da tutti osannato come il salvatore della patria. Destra economica, becera tanto quanto quella berlusconiana, solo meno volgare e meno puttaniera. Per il resto ugualmente scellerata.

E per il resto, buon primo maggio. Mai come adesso.

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Come risanare i conti in tre semplici mosse

Fare una manovra finanziaria, di questi tempi, dovrebbe essere facilissimo.

Basta vedere chi ha sempre pagato, negli ultimi sessant’anni di storia repubblicana, e chi ha avuto solo vantaggi e benefici.

Tra i primi, ci sono i lavoratori, le cosiddette persone normali, i cittadini e le cittadine.
Dall’altra parte ci sono industriali, l’alta finanza, la chiesa, la classe politica, tutte le caste possibili immaginabili fino a ogni Marchionne possibile. Basterà togliere un po’ della ricchezza di questa gente per far vivere meglio tutti.

Se poi vescovi, calciatori e miliardari oziosi si lamenteranno, beh, possiamo sempre dir loro di farsene una ragione. Ma la democrazia è un’altra cosa.

Dovrebbero ricordarlo, queste persone, e soprattutto dovrebbero ricordarlo i nostri attuali partiti, in guerra tra loro ma unanimi nel preservare i privilegi delle rispettive categorie da salvaguardare.

La crisi non è seria. Il governo neppure

Licenziare più facilmente i lavoratori.
Abolire le feste laiche.

Due misure ingiuste e ideologiche. Si colpiscono simboli e i tradizionali elettori della sinistra.

Questo governo, in altre parole, per fronteggiare la crisi attacca simboli e elettorato dello schieramento avversario.

Da tutto questo, per altro, si deducono due cose.

La prima, che la crisi non è poi così seria se bastano due provvedimenti così insulsi per rimettere a posto le cose.
La seconda, in alternativa, che forse non è serio questo governo.